R. S. Grey.
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IL MIO MIGLIORE SBAGLIO.
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Parte 2.
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Titolo originale: Scoring Wilder. 2014.
Traduzione di: Simona Brogli.
2016. Mondadori Libri, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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17.
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Il bar era affollato quando arrivai per l'intervista con Brian King, il giorno dopo. Mi passai la mano sul davanti della gonna dritta e cercai di sembrare sicura di me mentre studiavo le persone ai tavoli in cerca di un sorriso cos splendente da riflettere la mia immagine. Brian King sarebbe stato attaccato a quel sorriso.
Becca mi aveva aiutato a scegliere l'abbigliamento perfetto. Indossavo una graziosa camicetta di seta infilata in una gonna molto sobria, che era s aderente, ma arrivava appena sopra il ginocchio. I miei tacchi sottili batterono sul pavimento di legno finch non raggiunsi la saletta sul retro e mi fermai di botto.
Seduto a un tavolino c'era Brian insieme a un fotografo, ma non riuscivo a elaborare il fatto che a quello stesso tavolino era seduto anche Josh, in pantaloni ampi e bella camicia coi bottoni al colletto.
Oh, salve borbottai, leggermente accigliata, mentre mi avvicinavo a loro.
Josh mi guard e sorrise a trentadue denti. Brian, invece, mi rivolse un sorriso esitante.
Ciao, Kinsley. Prego, prego, siediti. Come vedi, c' stato un piccolo cambiamento di programma.
Spostai lo sguardo da Brian a Josh e viceversa.
Cosa succede?
Il direttore della rivista mi ha chiamato stamattina e mi ha informato che Josh si sarebbe unito a noi per l'intervista. Il giornale vorrebbe dare un taglio diverso all'articolo.
Lasciai cadere a terra la borsa vicino alla sedia e presi il posto indicato da Brian.
E che genere di taglio, esattamente? chiesi, fissando Josh con aria scettica. Il suo sorriso era un po' troppo ampio per i miei gusti... somigliava a quello del gatto che ha finalmente catturato il canarino.
Oh, niente di che, solo mettere in luce due esordienti invece di uno inizi come se tutta la faccenda fosse piuttosto innocente. Josh  un nuovo acquisto della LA Stars e tu sei un nuovo acquisto alla ULA, ma tra qualche mese tutti e due farete le selezioni per le Olimpiadi. Intervistarvi insieme rende il pezzo pi completo. Per come la spiegava Brian, sembrava una cosa abbastanza inoffensiva. Se volevano mettere nell'articolo sia me che Josh, non avevo problemi.
Erano tutti in attesa della mia risposta. Ehm, d'accordo, immagino che vada bene. Cosa dovevo fare? Mettermi a urlare e precipitarmi fuori per un piccolo cambiamento di programma? Josh era un ottimo calciatore, meritava anche lui la luce dei riflettori.
Okay, fantastico! Brian batt le mani e spinse dei fogli verso di me. Sono solo alcune scartoffie che abbiamo bisogno di farti firmare prima di cominciare. Nella sostanza, dicono che la rivista potr utilizzare tutte le fotografie scattate durante l'intervista e che riporteremo le tue parole alla lettera in modo che tu sia protetta in fase di redazione.
Mi mordicchiai il labbro inferiore mentre esaminavo i documenti, con il desiderio improvviso che mia madre fosse l con me. Firmare contratti di qualsiasi tipo mi metteva in soggezione.
Tu hai gi firmato? chiesi, lanciando un'occhiata a Josh.
Appena prima che arrivassi tu. A me  sembrato tutto a posto rispose con un'alzata di spalle e un lieve sorriso.
Prenditi il tempo che ti serve, Kinsley. Io vado a prendervi del caff.
Brian si allontan e io feci del mio meglio per leggere i particolari del contratto. Era breve e abbastanza semplice, cos firmai sulla linea tratteggiata e tornai a spingere i fogli dalla parte di Brian.
Come ti  andata negli ultimi tempi? chiese Josh, chinandosi verso di me. Vidi l'otturatore della macchina fotografica aprirsi e chiudersi in rapida successione. Immaginai che i fotografi cominciassero il loro lavoro subito dopo la firma del contratto.
Mi scostai da Josh in modo da rendere pi difficile farci entrare nella stessa inquadratura.
Bene. Sono stata molto impegnata.
Lui sorrise e allarg il braccio fino a toccare lo schienale della mia sedia.  chiaro che te la stai cavando bene se la rivista vuole intervistarti.
Annuii con un sorriso tirato. Per fortuna Brian torn proprio in quel momento, risparmiandomi altre chiacchiere imbarazzanti.
Ecco qui disse, tendendoci i nostri caff e scoccandomi il suo sorriso gigante. Se non ci stava attento, avrebbe finito per accecare la gente, con quei denti.
Grazie. Feci un sorriso a labbra strette e mi concentrai sulla panna e lo zucchero che mettevo nella tazza mentre Brian trafficava coi fogli e posizionava un registratore.
Comincio a registrare, se per voi va bene.
Josh e io ci dicemmo d'accordo.
L'intervista fin in fretta e sin dall'inizio capii che non avevo niente di cui preoccuparmi. Le domande erano simili a quelle che Brian aveva mandato qualche giorno prima. Diedi le risposte che avevo concordato con la Coach Davis. Verso la fine, Brian cominci a fare domande sul mio rapporto con Josh. Risposi in modo semplice, sorvolando sulla nostra rottura disastrosa e concentrandomi di pi sulla nostra amicizia. Josh, per fortuna, fece lo stesso.
Siete stati fantastici, ragazzi. Vi ringrazio moltissimo. Facciamo qualche fotografia e poi avremo finito.
Non appena uscii dal bar, mandai un messaggio a Liam per informarlo del cambiamento dell'ultimo minuto.
 Kinsley: Josh era all'intervista.
 Liam: Cosa? Perch?
 Kinsley: Volevano parlare di due esordienti invece di uno. Mi  sembrato okay. Ho letto il contratto prima di firmarlo.
 Liam: Avresti dovuto chiamare me o la Coach Davis.
 Kinsley: Perch?
 Liam: Non mi fido dei giornalisti... Sto per andare a cena con i miei allenatori. Ne parliamo dopo.
Per una frazione di secondo mi arrabbiai con Liam perch drammatizzava... ma poi le sue apprensioni mi contagiarono. Lui bazzicava quell'ambiente da anni, perci forse avrei dovuto prima rivedere lo stile dell'intervista con lui o con la Coach Davis, ma non ci avevo neanche pensato.
Il peggio fu che Liam aveva assolutamente ragione. Pi tardi, quella sera, Emily si precipit nella mia stanza con gli occhi sbarrati e il suo computer tra le braccia. Becca e io stavamo guardando Le amiche della sposa, ma mettemmo in pausa quando vedemmo l'espressione che aveva.
Hai fatto quell'intervista, oggi? chiese cautamente Emily.
Mi alzai a sedere sul letto. S, prima. Perch?
Gir il computer e mi mostr la prima pagina di un noto sito sportivo.
STORIA D'AMORE TRA ASPIRANTI OLIMPIONICI era scritto a lettere cubitali sulla parte alta dello schermo. La foto che accompagnava la frase mi faceva venire voglia di vomitare. Josh aveva il braccio intorno allo schienale della mia sedia e in quel momento tutti e due stavamo facendo grandi sorrisi. Ma la parte peggiore era la sua occhiata affettuosa. Anche se in quel momento avrei voluto dare un calcio alle gambe della sua sedia, per un occhio inesperto quella foto era una prova schiacciante.
Porca puttana! urlai, saltando gi dal letto per vedere meglio. Dovevo fare i miei complimenti alla rivista. In meno di quattro ore avevano gi cominciato a diffondere trailer e foto per promuovere l'articolo che sarebbe uscito nei giorni seguenti. Quei pezzi di merda erano tempestivi.
Quel maledetto giornalista! L'articolo avrebbe dovuto parlare di calcio, non di me e Josh.
Mi infilai le dita tra i capelli e chiusi gli occhi.
Cazzo. Cazzo. Cazzo.
Liam aveva ragione. Dei giornalisti non bisognava fidarsi. A tutto quello che gi stava succedendo, adesso potevo aggiungere anche questo articolo e metterlo in cima alla lista.
Afferrai il telefono, chiamai mia madre e la informai.
Possiamo fargli causa? chiesi, camminando avanti e indietro mentre Becca ed Emily mi osservavano con aria scioccata.
Dobbiamo aspettare e capire di cosa parla l'articolo. Forse hanno voluto sottolineare una potenziale storia d'amore nei promo perch il pezzo abbia pi successo. Non ti preoccupare di questo. La foto era innocua e tu sei bellissima. Prova a dormire un po'. Ci occuperemo di tutto quando ne sapremo di pi.
 solo che mi sento usata, mamma. Hanno detto che l'articolo sarebbe stato sul calcio e sulle mie selezioni. Comincio ad accorgermi che in realt a nessuno importa della mia carriera calcistica. Mi stanno rendendo famosa allo stesso modo delle stelle dei reality. Kim, Khlo, Kourtney, e adesso Kinsley!
Non credi che questa sia una ragione in pi per concentrarti sulle selezioni olimpiche? Ricordatelo quando ti sforzi al massimo per allenarti ancora pi intensamente. Penso che la cosa migliore sia tenerci alla larga da altri articoli. Far rilasciare ai PR di tuo padre una dichiarazione in cui si spieghi che sei single e che in questo momento la tua attenzione  rivolta solo al calcio. Chiariremo tutto.
Sospirai, sentendomi gi meglio. Va bene, grazie mamma.
Ti voglio bene. Tieni duro, vedrai che le cose miglioreranno.
Quando riattaccai, Becca ed Emily non dissero una parola. Aspettavano tutte e due che fossi io a fare la prima mossa.
Facciamo finta che non stia succedendo e torniamo a guardare il film.
Sembra una buona idea replic Becca e premette PLAY. Tornai al mio letto, presi le coperte e mi ci raggomitolai sotto. Per il resto della serata, finsi che la mia vita fosse molto semplice, come se dovessi solo ridere alle battute di Le amiche della sposa e passare il tempo con le mie due amiche.
Non sarei diventata Kinsley Kardashian.
L'articolo completo usc il giorno dopo e fu sbattuto su ogni sito che riuscii a trovare, da TMZ al New York Times. Non mi presi il disturbo di leggerlo. Sapevo gi che sarebbe stato pessimo, viste le foto che lo accompagnavano. Le avevano tagliate e alterate dalla prima all'ultima perch sembrasse che Josh e io stavamo insieme. Una felice coppia olimpica. Imbavagliatemi. O meglio ancora, imbavagliate Josh.
Avrei fatto in modo che i PR di mio padre se ne occupassero per me. Avrebbero rilasciato un comunicato su quelle false affermazioni e io mi sarei interessata solo delle cose che potevo davvero controllare, cio una, ormai: il calcio.
Andai al campo presto e mi esercitai con gli scatti. Feci un po' di pesi e tentai di sfruttare tutta la mia energia repressa per qualcosa di utile. Quando l'allenamento inizi, ero pensierosa e stanca.
Anche Liam era di umore terrificante, pi arrabbiato di come l'avessi mai visto. Quando ci dividemmo in base ai ruoli, fu brusco con tutte noi. Il suo atteggiamento mi distraeva e continuavo a confondere le formazioni.
Alla fine, scatt con me. Kinsley, concentrati sul gioco. Non  poi cos difficile: hai avuto tutta l'estate per lavorarci su. Il tono era tagliente e alcune mie compagne si fermarono a guardarlo a bocca aperta.
Tara, che era solo qualche metro dietro di me, bofonchi: Oh-oh, litigio tra innamorati?.
Un paio di ragazze del terzo o quarto anno ridacchiarono, e a quel punto non ci vidi pi. C'era un limite a quello che potevo sopportare e sentirmi urlare dietro da Liam davanti alle mie nemiche fu la goccia che fece traboccare il vaso.
Mi girai di scatto e puntai direttamente su Tara. Sai una cosa? Sono stufa marcia delle tue puttanate. Che razza di capitano cerca di sabotare la propria squadra? Ti rendi conto di quello che fai, almeno? E lo scopo di tutto questo, quale sarebbe? Poter ridere di me con le tue amichette dopo l'allenamento? Notizia flash, Tara: tu non piaci un cazzo a nessuno. Scommetto che Sofie e le altre anziane ti sono amiche solo perch le hai ricattate come...
Basta grid Liam, afferrandomi per la vita e tirandomi indietro. Non mi ero neanche accorta di essere a un centimetro dalla faccia di Tara finch non venni trascinata via di colpo.
Comincerei a sgombrare l'armadietto se fossi in te, Bryant disse lei con calma inquietante, ma in pratica riuscivo a vedere le rotelline che giravano vorticosamente dentro la sua testa. Avevo appena svegliato il mostro e l'avrei pagata cara. Aveva uno sguardo astuto e le labbra contorte in un sorriso calcolatore.
Per fortuna la Coach Davis era dall'altra parte del campo, quindi l'incidente si concluse con la stessa rapidit con cui era cominciato. Per il momento. Tara e le anziane andarono a bere mentre io rimasi l a sbollire, consapevole del fatto che mi trovavo proprio nell'occhio del ciclone.
Liam e io non fiatammo pi finch per lui non venne l'ora di andarsene, e per il resto dell'allenamento Tara e io ci tenemmo reciprocamente alla larga. Il cuore mi batteva come quello di un colibr mentre cercavo di elaborare un modo qualsiasi per arrestare la valanga che era sul punto di abbattersi su di me.
Era finita. I proverbiali nodi stavano per venire al pettine e io non ero pronta. Mi sentii un fascio di nervi per tutta la giornata. Non riuscii a contattare Liam alla fine dell'allenamento, ma non potevo neanche andare dalla Coach Davis senza aver prima parlato con lui. Per aspettare ancora era impossibile. Se Tara aveva intenzione di andare dalla Coach Davis, dovevamo batterla sul tempo. Per quanto ne sapevo, era gi troppo tardi: Tara poteva esserci andata subito dopo l'allenamento.
Cosa farai? chiese Becca. Era seduta sul bordo del mio letto mentre io camminavo avanti e indietro, scavando solchi nella moquette. Mi sentivo come un animale in gabbia. Avevo il cuore che non la smetteva di martellare e i pugni stretti. Mi accorgevo di quanto ero contratta e provavo a rilassarmi, ma poi la faccia di Tara si materializzava nella mia mente e tornavo a sprofondare nella rabbia e nella tensione.
Non ne ho la pi pallida idea.
Kinsley, questa  una faccenda seria... se Tara va da...
Lo so, lo so. La interruppi e mi chinai a prendere le scarpe da corsa. Era tardi, forse le otto o le nove, ma avevo bisogno di correre.
Torno tra poco bofonchiai, scendendo le scale e uscendo dalla porta principale senza voltarmi indietro. Attraversai il prato davanti a casa di corsa leggera e girai a destra lungo una via deserta. Sentire i miei piedi battere sull'asfalto fu come risvegliarmi dalle nebbie di un sogno. Fino a quel momento avevo creduto di essere invincibile. Ma in realt avevo messo a repentaglio le mie aspirazioni, il mio futuro e la mia carriera per un ragazzo che conoscevo solo da qualche settimana. Nel grande quadro della mia vita, Liam non era che un puntino sulla linea del tempo, eppure poteva spazzare via tutto ci che sarebbe venuto dopo di lui.
E a peggiorare la situazione c'era il fatto che non potevo rimproverare nessuno tranne me stessa. Io avevo scelto di correre il rischio. Avevo scelto di cogliere l'attimo e mettere alla prova il destino. E se il giorno dopo la Coach Davis mi avesse chiamata nel suo ufficio per dirmi che ero fuori dalla squadra? Se mi avesse detto che non mi avrebbe convocato per le selezioni olimpiche? Cos'avrei avuto a quel punto? Liam? Come avrei potuto guardarlo senza vedere il mio fallimento?
Continuai a correre finch la paura non mi penetr a fondo nelle ossa. Era un campanello d'allarme. Un campanello d'allarme che temevo arrivasse troppo tardi. Forse, se avessi spiegato tutto alla Coach Davis, lei mi avrebbe dato un'altra possibilit. Non avevo alternative. Non ero disposta a rinunciare ai miei sogni.
Ci stavo riflettendo quando tornai a girare l'angolo e vidi il SUV di Liam fermo accanto al marciapiede. Era parcheggiato proprio davanti alla casa delle nuove, invece che nascosto dietro l'angolo. Lo stomaco mi sprofond ancora di pi e rallentai fino a mettermi al passo mentre mi avvicinavo alla macchina. Il cuore mi martellava nel petto, ma non riuscivo proprio a controllarne il ritmo. La corsa e quella sorpresa erano troppo per i miei nervi.
Passai davanti al SUV e guardai dentro, ma era vuoto. La porta del pensionato si apr alle mie spalle. Mi voltai di scatto e vidi Liam che usciva. Aveva i capelli scompigliati. Gli occhi, penetranti e ridotti a due fessure, erano puntati su di me. Alcune ragazze del secondo anno sbirciarono fuori per un istante prima di richiudere la porta dietro di lui.
Cosa ci fai qui? chiesi, paralizzata dov'ero.
Informo le giocatrici della squadra del fatto che non sar pi il loro allenatore.
Mi si ferm il respiro. Cosa?
Continu ad avvicinarsi, l'espressione indecifrabile. Oggi ho parlato con la LA Stars e la Coach Davis spieg, passandosi la mano lungo la mascella.
Sentii il mio mondo arrestarsi di colpo. Merda, l'aveva fatto. Alzai una mano a coprirmi la bocca, in attesa dell'inevitabile.
Tutti sanno tutto, ormai. Tara non pu pi ricattarti e la Coach Davis parler con lei separatamente.
Non mi stava dicendo la cosa pi importante. La cosa veramente importante. Avevo ancora i miei sogni oppure no?
Cosa succede? Adesso cosa succede, Liam? Io sono ancora in squadra? Tu sei ancora in squadra? Hai ancora i tuoi contratti di sponsorizzazione? D'un tratto mi sentivo prossima a esplodere proprio come prima della corsa. Non riuscivo a reggere lo stress. Era troppo.
Liam venne a fermarsi davanti a me e mi prese la mano nella sua. Lo lasciai fare perch era pi facile, ma non ero sicura di volere che mi toccasse.
Alla LA Stars erano infastiditi per la possibile pubblicit negativa, ma non mi escluderebbero dalla squadra per una cosa del genere. Alcuni dei miei sponsor si sono incazzati e s, quello pi tradizionalista mi ha mollato. Senza sapere come i media manipoleranno la storia, non ha voluto correre rischi. Gli altri riuscir a dissuaderli. Oggi pomeriggio ho raccontato alla Coach Davis una versione light della verit: che Tara era interessata a me e io ero interessato a te, che perseguitava te e altre matricole e che minacciava di usare false informazioni per farti cacciare dalla squadra.
Non erano proprio false informazioni sussurrai.
Tecnicamente s. Noi non abbiamo mai fatto sesso mi corresse Liam. Ormai stava spaccando il capello in quattro, ma non avevo voglia di mettermi a discutere. La Coach Davis e io abbiamo concordato che sarebbe stato meglio se avessi smesso di allenare la squadra, cos questa tragedia si sarebbe placata una volta per tutte.
Ma non sei nei guai con la LA Stars?
Scosse la testa. Non sono mai stato nei guai con la LA Stars. Quella era solo una stronzata dei giornalisti. Ho giocato meglio in queste ultime settimane che nella mia intera carriera.
Avevo sentito giusto? Aveva parlato con la Coach Davis e la LA Stars. Mi stava dicendo che era tutto a posto. Mi stava dicendo che il peggio era passato, ma il mio cervello ancora non riusciva ad assimilarlo. Il mio cuore continuava a martellare e mi serviva qualche istante per digerire quella marea di informazioni.
Kinsley,  finita adesso. Non dobbiamo nasconderci...
Scossi la testa una volta, due volte, cercando di schiarirmi le idee. Cinque minuti prima traboccavo delle peggiori paure. Avevo avuto un assaggio di come sarebbe stato se avessi perso la mie prospettive calcistiche ed era stato uno dei momenti pi terrificanti della mia vita.
Feci un piccolo passo indietro, allontanandomi da Liam.
Kinsley? disse cautamente.
Dopo tutte le sue spiegazioni, avrei dovuto provare sollievo, e invece mi sentivo come se quella giornata mi avesse lasciato dei postumi da sbornia.
Ho solo bisogno di un po' di tempo per pensare. Sono sfinita... replicai con sincerit. Ne parliamo domani, va bene? Grazie per aver sistemato le cose. So che dev'essere stato spaventoso ritrovarti ad affrontare tutta quella gente da solo.
Ehi... te l'avevo detto che me ne sarei occupato io. Non volevo che stessi in ansia. Avrei fatto qualunque cosa per evitare che questa storia ti coinvolgesse... che compromettesse la tua carriera.
Era bello sentire quelle parole, ma non potevo permettere che si depositassero dentro di me. Ero gi un bicchiere pieno d'acqua e la vita continuava a versarne ancora e ancora. Il liquido in eccesso colava lungo i lati e finiva per terra. Mi servivano solo cinque dannatissimi minuti per mandar gi un po' degli avvenimenti di quel giorno prima di poter pensare di aggiungerne altri.
Annuii, poi chiusi le palpebre e gli girai intorno. Sentivo di dover evitare anche la vista dei suoi occhi grigi, della fronte corrugata, delle labbra imbronciate. Se non l'avessi fatto, non sarei stata capace di andare oltre.
Grazie, Liam. Ma oggi ho capito quanto sono stata vicina a perdere tutto quello per cui ho lavorato e mi sento una solenne idiota... la sfigata che preferisce un ragazzo alle Olimpiadi. Girai su me stessa e feci per entrare in casa.
Tutto qui? Vuoi rinunciare? url lui alle mie spalle. Mi fermai, lo sguardo abbassato sull'erba, troppo timorosa di voltarmi a guardare i suoi occhi ardenti. Ho appena corso un rischio enorme per te, Kinsley. Io ero l fuori a lottare per te, per noi, lo stesso giorno in cui tu e Josh tappezzavate tutto quel cazzo di Internet. Ma l'ho fatto perch volevo stare con te, volevo il pacchetto completo... non l'andare in giro di nascosto, non l'idillio proibito. Volevo portarti fuori per un vero appuntamento e farmi vedere con te perch non avevo paura di iniziare una storia vera insieme... tu di cos'hai paura, invece?
Le sue scarpe fecero scricchiolare la ghiaia. Mi voltai appena in tempo per vederlo salire sul sedile anteriore e sbattere la portiera. Il motore si avvi rombando, e in un batter d'occhio Liam spar a tutta velocit lungo la via, lasciandomi l con i segni di una frustata.
Di cos'avevo paura?

18
Ti ho portato la cena. Hai fame? chiese Becca, posando una scodella di minestra e un sandwich sul mio comodino.
No. Sono solo molto stanca risposi ma grazie.
Era venerd sera e alcune ragazze stavano andando a vedere un film. Avevo preferito restare a rimuginare nella mia stanza. Nelle ultime trentasei ore non avevo fatto altro che mangiare, dormire e respirare calcio. Era tonificante, proprio quello di cui avevo bisogno: ricordare a me stessa quale fosse il vero amore della mia vita.
Becca tir gi la mia trapunta per vedermi in faccia. Forse si aspettava che stessi piangendo, invece trov solo dei capelli non lavati e del trucco sbavato. E magari anche un po' di cioccolato sciolto sul mento: l'ultima mezz'ora l'avevo passata a cercare di leccarmelo via.
Capisco perch stai facendo cos esord, poi si interruppe finch non incrociai i suoi occhi nocciola.  una specie di autopunizione. Ti senti quasi colpevole per essertela cavata e adesso punisci te stessa.  una stronzata.
Le sue parole mi colpirono. Di cosa parli?
Ti senti in colpa perch hai infranto le regole e non ti hanno beccata. E poi, quando  successo, in realt  andato tutto liscio. La vita  andata avanti. Be', sai una cosa? Forse erano regole stupide fin dall'inizio. Staresti allontanando Liam se avessi avuto il permesso di frequentarlo per tutto questo tempo?
Scelsi di credere che si trattasse di una domanda retorica.
Io vado al cinema con le ragazze, ma domani io e te andremo a quell'appuntamento a casa di Penn. Gli ho gi detto che ci sarei andata, e accompagnarmi  un tuo preciso dovere nei miei confronti.
Avevo completamente dimenticato quei progetti. Sarebbe stata la prima volta in cui Becca vedeva Penn da quando si erano conosciuti e sapevo che era emozionatissima al riguardo.
Non...
Alz una mano per fermarmi. Io ho pulito un cesso con uno spazzolino da denti per te. Quindi ci vieni.
Non aveva tutti i torti.
Sei la mia migliore amica, Becca. Grazie di tutto dissi a voce alta appena prima che uscisse.
Prego, ma da Penn ci vieni lo stesso replic lei con una risata, poi si richiuse la porta alle spalle.
Sabato mattina avevo in programma di incontrare la Coach Davis a colazione. Mancavano ancora alcune tessere per completare il puzzle e l'allenatrice aveva chiesto che ci vedessimo per chiarire la questione. Anche se non pensavo che mi avrebbe esclusa dalla squadra, ero comunque nervosa all'idea di essere rimproverata da qualcuno che ammiravo tanto.
'Giorno, Coach Davis dissi quando le fui davanti. Alz gli occhi dal suo caff e sorrise. Era strano vederla al di fuori degli allenamenti. Stava benissimo con quel foulard e quei jeans. Dava l'impressione di essere una persona vera, non solo un'allenatrice di calcio. Se ci fossimo incontrate in circostanze diverse, le avrei fatto i complimenti per l'abbigliamento.
Buongiorno, Kinsley, come va? chiese.
Bene. Sto alla grande dopo questi ultimi giorni di allenamento. Credo che la squadra stia davvero facendo progressi.
Annu alla mia risposta, ma ai lati degli occhi le si formarono delle piccole rughe, come se cercasse di vedere qualcosa che non mostravo. Con la mano indic il posto di fronte a lei e io mi affrettai a sedermi e a mettermi comoda.
Dopo essermi sistemata, alzai lo sguardo e feci un respiro profondo.
Ti ho chiesto di venire qui oggi per due motivi. Il primo  che volevo proprio scusarmi con te. Ho messo Tara in una posizione di potere rispetto alla squadra e vorrei aver fatto pi attenzione al modo in cui ne stava abusando. Quello che ha fatto passare a te, Emily e Becca  imperdonabile. Non  cos che voglio portare avanti il mio programma.
Coach...
Non ho finito. Il programma che mi sto sforzando di creare deve permettere a voi ragazze di venire da me per qualunque problema.
Annuii e presi un rapido sorso d'acqua.
Secondo motivo del nostro incontro. Sappiamo entrambe che il tuo comportamento con il Coach Wilder  stato molto, molto inappropriato. Hai scelto di anteporre te stessa alla squadra e sei andata contro le regole che avevo disposto per ottime ragioni. Mi sentii in imbarazzo per le sue parole. Ora, detto ci, capisco che questa particolare situazione era poco ortodossa. Liam collaborava con la nostra squadra come volontario, e tecnicamente non faceva parte del personale della ULA. La regola era stata introdotta perch voi ragazze rimaneste concentrate e, a essere sincera, perch non volevo che nessuna si facesse male. Quando Liam  venuto da me e mi ha spiegato come stavano le cose, i suoi sentimenti per te erano molto evidenti. Non sono cos crudele da infrangere un giovane amore. Quello lascio che lo facciate da soli.
Sorrisi alla sua battuta e poi alzai gli occhi dalla mia acqua. Quindi cosa succeder adesso?
Be', Liam non  pi con la ULA, perci la tua relazione con lui non mi riguarda.
Allora tecnicamente potrei frequentarlo?
La Coach Davis fece un sorriso gentile. Questo dovresti chiederlo a lui.
Oh, giusto. C'era un lievissimo problema: probabilmente Liam mi odiava. Gioved sera aveva lasciato a me la palla, e da allora tra noi era sceso un silenzio radio di quarantotto ore. Credevo fosse quello di cui avevo bisogno. Mi sentivo sopraffatta e volevo prendermi il tempo di rimettere ordine nei miei pensieri. Be', le idee me le ero decisamente schiarite e adesso l'unica cosa che mi importava era il fatto che Liam e io non eravamo pi vietati.
Esitai prima di porre la domanda successiva. E Tara?
La Coach Davis bevve un sorso del suo caff e socchiuse gli occhi, come se stesse riunendo brandelli sparsi di pensieri.
Tara ha parlato con me ieri e mi ha dato un ultimatum: via tu o via lei.
Il cuore cominci a martellarmi nel petto. Ah.
Ma l'ultima volta che ho verificato, Tara non era la Coach Tara. La Coach Davis si appoggi allo schienale della sedia e incroci le braccia.
Grazie a Dio commentai sottovoce.
Lei sorrise. Le ho detto di raccogliere le sue cose e andarsene. Ero disposta a offrirle una seconda possibilit, ma il fatto che fosse accecata dal suo odio per te al punto da volere escludere una delle migliori giocatrici della nostra squadra dimostra quanto poco le importi del programma.
Cazzo.
Wow.
Dovremo cambiare alcune cose, ma sono convinta della mia decisione e penso che la squadra ne trarr grande beneficio. Voteremo per il nuovo capitano luned.
Non so proprio cosa dire.
La Coach Davis mi fiss per un momento e poi si chin in avanti, dandomi l'impressione di volere che non mi perdessi una sola parola.
 una buona testa quella che hai sulle spalle, Kinsley. Sei entrata nel programma da poche settimane, e ti sei gi ritrovata ad affrontare parecchie sfide, eppure non hai permesso che questo influisse sui tuoi allenamenti o sulla tua dedizione alla squadra. Hai avuto pi di un'occasione per gettarti a capofitto sotto i riflettori, ma credo che il modo in cui badi alla tua carriera sia molto saggio. Capita troppo spesso che gli atleti si rovinino cercando di raggiungere la fama prima di affinare le loro capacit.
Il suo avvertimento mi ricord Liam.
Pensa che sia una buona idea stare con Liam? Se devo tenermi alla larga dai riflettori?
Secondo me non potresti trovare un compagno migliore di Liam. Ha una certa reputazione, di questo ti avevo avvisata, ma adesso hai visto coi tuoi occhi fino a che punto la stampa ami infiorettare gli articoli sui giovani atleti.  un calciatore straordinario e penso che potresti imparare molto da lui.
Wow. Non riuscivo a credere alla piega che aveva preso la conversazione, ma ero davvero contenta di avere accettato quell'incontro. La nebbia che aveva avvolto gli ultimi giorni cominciava a diradarsi e proprio davanti a me c'era un'intera gamma di possibili scelte che ero libera di fare.
La ringrazio tantissimo, Coach Davis. Per tutto. Le prometto che non prender alla leggera la mia seconda occasione.
Bene. E adesso ordiniamo. Sto morendo di fame. Mi strizz l'occhio e mi tese un menu.
Penn ha detto che casa sua  sulla spiaggia, perci mettiamoci il costume da bagno sotto il vestito, nel caso si faccia un tuffo dichiar Becca mentre ci alzavamo dal letto per cominciare a prepararci.
Okay. Ho un copricostume abbastanza elegante da essere indossato a una festa dissi, dirigendomi verso la cabina armadio. Il tessuto di seta azzurro ghiaccio mi avvolgeva il corpo e si incrociava sul davanti, restando chiuso anche mentre infilavo le braccia nelle spalline sottili.
Mmm, non so bene cos'ho io. Potrei mettere semplicemente un bel top e un paio di pantaloncini, che ne dici?
Trovai il copricostume appeso vicino a un altro identico. Mi ero scordata che la mia folle madre aveva ordinato lo stesso vestito in colori diversi. Uno azzurro e uno fucsia. Credo facessero parte di un pacco regalo in tema Maui. Non scherzo quando dico che quella donna prende le cose molto sul serio.
Oh, avevo dimenticato che mia madre ne aveva comprati due! Se non fa troppo gemelle siamesi, potremmo indossare questi.
Becca corse all'armadio con un sorriso eccitato.  perfetto.
Dovresti mettere quello azzurro, con i tuoi capelli biondi dissi, spingendo il copricostume verso di lei.
Sembreremo due amiche del cuore quattordicenni che devono essere sempre vestite uguali ovunque vadano.
La spinsi fuori dalla cabina armadio in modo da potermi infilare il costume. In un certo senso lo siamo.
Ehi, un momento, hai paura di vedere Liam? chiese mentre cominciavo a chiuderle la porta in faccia.
Nossignora. No. Zero. Nada. Chi  Liam? mentii prima di schiacciarla tra i battenti per costringerla a uscire.
La dama si sbilancia, penso, troppo a promettere! grid, poi si diresse verso il bagno, ridendo a crepapelle. Rimpianger per sempre di non averle messo quella cera bollente sulla faccia.
Un'ora dopo uscivamo dal pensionato nei nostri vivaci copricostume di seta. Becca aveva acconciato i capelli lucenti in uno stile alla moda e arricciato la mia lunga chioma, che ora scendeva sulla schiena in morbide onde.
La casa di Penn si trovava a Malibu, ma guidare sulla Pacific Coast Highway non mi disturbava affatto. Penserete che, avendo trascorso tutta la vita a Los Angeles, io ne abbia piene le tasche dell'oceano, ma in realt sono stata quasi sempre troppo occupata per concedermi gite di piacere. Doveva essere passato almeno un anno dall'ultima volta che ero arrivata fino a Malibu, e mentre ci fermavamo davanti alla casa sulla spiaggia, Becca e io ci scambiammo vigorosi cenni del capo. Eravamo molto colpite.
Penn aveva una casa moderna, con un sacco di finestre e linee pulite e geometriche. Vedemmo gente che gironzolava gi all'interno, cos varcammo la porta d'ingresso e fummo accolte da musica e risate.
Niente male comment Becca. La festa era intima in confronto a quelle delle ultime settimane e gli invitati tendevano a essere un po' pi grandi rispetto agli habitu dei party della LA Stars. C'erano parecchie persone che si mescolavano tra loro con cocktail e birre in mano, ma l per l non riconobbi nessuno.
Buona idea, i costumi osservai, notando che alcuni ragazzi portavano calzoncini da bagno e magliette.
Perch non andiamo a prenderci da b...
Becca era a met della frase quando venne interrotta.
Kinsley! Becca! grid Josh proprio mentre mi giravo.
Si era tolto la camicia cos da mettere in mostra l'ampio torace. Dal modo goffo in cui camminava, capii che era gi brillo.
Ciao Josh risposi semplicemente, non sapendo bene a che punto fossero i nostri rapporti. Lui di certo non sapeva che avrebbero completamente travisato l'articolo su di noi, quindi non potevo fargliene una colpa. Per la cosa mi aveva comunque lasciato una brutta sensazione.
Voi due sembrate gemelle sorrise, spostando lo sguardo da me a Becca e viceversa. Becca soffoc una risata con la mano.
Era brillo quel tanto da essere innocuo e pensai che lo preferivo cos.
Divertiamoci, forza! Cerc di prendermi la mano, ma io la tirai indietro.
In realt Becca e io stavamo andando in bagno mentii, rivolgendogli un sorriso ingenuo.
Abbocc. Okay, venite a cercarmi quando avete finito. Lo guardammo allontanarsi e venire inghiottito dalla folla davanti a noi.
Deve aver cominciato a bere presto not Becca. Diedi un'occhiata al telefono: erano solo le sette di sera. Si sarebbe preso una bella sbronza se avesse continuato con quel ritmo.
Non mi riguarda pi! Andiamoci noi, a cercare qualcosa da bere.
Allacciai il braccio al suo e cominciammo a muoverci tra gli invitati. In molti si fermarono a guardarci passare, ma credo che fossero i vestiti uguali ad attirare la loro attenzione.
La casa di Penn era concepita come un grande open space. La sala da pranzo si trasformava in salotto per poi allargarsi ininterrotta su un'altra zona soggiorno. Sull'intera parte posteriore si aprivano finestre a parete che mostravano una piscina e una splendida vista dell'oceano.
Wow. Questo posto  fantastico mormor Becca mentre ci fermavamo un attimo a osservare il tramonto.
Lieto che vi piaccia rispose Penn dietro di noi. Becca si immobilizz, poi sciolse il braccio dal mio. Quando ci girammo a guardarlo, capii che cercava di nascondere la sua euforia dietro una facciata di freddezza, ma senza riuscirci. Era entusiasta di vederlo.
Ciao! esclam con un sorriso radioso, e io spostai lo sguardo su Penn. Aveva i capelli scuri pettinati all'indietro e un lieve scintillio negli occhi castani mentre le sorrideva. Teneva la testa un po' inclinata da una parte, come se cercasse di assimilare tutto di lei, ma non capisse proprio da che parte cominciare.
Portava una camicia bianca a quadretti con i bottoncini al colletto e si era arrotolato le maniche fino a met avambraccio. Sotto, aveva un paio di bermuda da mare rosso scuro.
Sono molto contento che siate riuscite a venire, ragazze disse, lanciandomi finalmente un'occhiata. Era come se dovesse ricordare a se stesso che c'ero anch'io vicino a Becca. Wow, il ragazzo si stava prendendo una cotta coi fiocchi.
Ciao Penn. Hai una casa fantastica mi complimentai, indicando la stanza con un gesto circolare. Da quanto vivi qui? Mi sembrava doveroso portare avanti io la conversazione. Becca non sarebbe riuscita a cancellarsi il sorriso dalla faccia abbastanza a lungo da parlare sul serio.
Lui si pass la mano lungo il mento, riflettendo. Credo siano due anni, ormai. Liam e io volevamo investire in propriet confinanti cos abbiamo arraffato queste due appena sono state messe sul mercato.
Propriet confinanti?
Credevo che Liam fosse proprietario della casa in cui abitano i giocatori della LA Stars dissi.
S, lui ha sia quella che la casa qui accanto chiar Penn, indicando l'esterno dalla finestra. Seguii il suo sguardo fino alla casa vicina. La dimora di Liam, a quanto pareva. Era bellissima. Bella come quella di Penn, ma in un stile totalmente diverso. Era bianca, con un enorme portico che correva tutto intorno, persiane blu marino a ogni finestra e il piano terra inondato di luce, quasi ad attirare ospiti.
Mi chiesi se Liam fosse l, invece di godersi la festa.
Ha fatto ristrutturare alcune parti da cima a fondo. Stava nell'altra casa in attesa che finissero i lavori.
Ah s, ricordavo che ne aveva accennato, e questo spiegava anche perch non mi avesse mai portato l quando uscivamo di nascosto.
Abbiamo messo il costume da bagno. Si nuota, di solito? chiese Becca, riportandomi alla conversazione.
Penn sorrise. S, ma pi tardi. In genere quando c' meno folla. Cos  pi divertente...
Gi, c'era da scommetterci.
Becca si morse il labbro inferiore e annu. Capivo che era nervosa. Si teneva un gomito con l'altra mano e sosteneva lo sguardo di Penn solo per brevi istanti.
Volete che vi porti a fare il giro della casa? chiese lui, fissando Becca. Mi resi conto che forse era il momento di battere in ritirata.
Andate avanti voi. Io vado a prendere un drink, e poi credo di aver visto una mia amica l in fondo. Non c'era nessuna amica, ma non mi avrebbero mollato, senn. Gli occhi nocciola di Becca incrociarono i miei e, per un attimo, non capii se mi stesse ringraziando o implorando di non lasciarla. Comunque fosse, scrollai le spalle e le feci un cenno di approvazione quando Penn mi volt le spalle. Mentre lui aspettava che Becca lo raggiungesse, mi chiesi se il loro giro avrebbe compreso anche una visita speciale ai piani bassi di Penn.
Quando non li vidi pi, mi avvicinai senza fretta al bar, dove un elegante cameriere miscelava cocktail a ripetizione. Tecnicamente, non ero abbastanza grande per bere, ma il tizio non mi avrebbe certo chiesto un documento a una festa del genere.
Cosa posso prepararle? disse il cameriere con un sorriso educato. Stava mescolando un drink per un altro ospite, e per un attimo restai l a guardarlo.
In realt non saprei. Non credo mi vada una birra, ma non sono un'esperta di cocktail.
Ha mai provato un Greyhound? propose, completando la bevanda e porgendola alla persona vicino a me.
No, cos'? chiesi con un sorriso timido.
Una parte di vodka e una parte di succo di pompelmo con guarnizione di limone o di lime spieg in tono amichevole.
Sembra fantastico. Ne prendo uno dissi, frugando nella borsa per dargli una mancia.
Chiacchierammo del pi e del meno mentre lui mescolava il mio drink. Mi piacque la sfumatura rosa scuro dell'intruglio finale, e nel momento in cui ne presi un sorso, capii che il cameriere mi aveva catalogata alla perfezione. Era delizioso. Il pompelmo diluiva la vodka e la combinazione dei due ingredienti risultava cos piacevole da essere letale.
Penso che questo potrebbe diventare il mio nuovo drink preferito mi complimentai.
Torni quando ha finito e gliene preparer un altro.
Sorrisi prima di girarmi di nuovo verso il centro della festa.
Bevvi un altro sorso e studiai la scena davanti a me. Il numero degli invitati era aumentato un po' da quando eravamo arrivate noi, ma la casa era cos grande che i presenti formavano piccoli gruppi invece che un mare di corpi. Fissavo ogni capannello nel tentativo di individuare qualcuno che facesse parte del mondo del calcio quando posai gli occhi su Liam, intento a parlare con una donna graziosa vicino alle finestre sul retro. Illuminato dal tramonto alle sue spalle, era bello da mozzare il fiato. Indossava un paio di calzoncini da bagno neri e una maglietta nera della LA Stars. Aveva i capelli un po' pi lunghi in cima, pi arruffati del solito, e capii che gli serviva un buon taglio. Sorrideva, sicuro di s, e sfoggiava una rasatura perfetta che rendeva impossibile non notare la mascella robusta. Mi sembrava che in pratica abbagliasse tutta la stanza. Passando, le donne lo osservavano con interesse, ma lui era concentrato unicamente sulla sua compagna.
Era chiaro che i due si conoscevano bene. Ridevano e parlavano muovendo le mani. Prima ancora che me ne accorgessi, stavo gi puntando dritto su di loro invece di andare nella direzione opposta. Non potevo evitarlo. Ero una falena attirata da una fiamma quando si trattava di Liam.
Mentre mi avvicinavo, i suoi occhi grigi si posarono su di me per la prima volta in tre giorni. Qualcosa lampeggi nel suo sguardo: sorpresa, desiderio, odio... non avrei saputo dirlo, ma feci un respiro profondo e imposi alle mie gambe di portarmi pi vicino. La sua espressione fredda era impenetrabile e, mentre mi guardava avanzare, sentii il cuore che accelerava i battiti e cominciava a martellarmi nel petto.
Mi fermai dietro la donna, ancora ignara della mia presenza, e le battei gentilmente su una spalla. Lei si gir, il volto atteggiato a un sorriso nato dalla loro conversazione. Quel sorriso rimase amichevole anche mentre lo puntava su di me, ma non ero sicura che la cosa mi facesse piacere. Se era la ragazza con cui usciva Liam, da lei non volevo niente di amichevole.
Posso aiutarti? chiese, vedendomi ferma l come una sciocca. Non avevo pianificato una sola parola, cos lasciai che la mia bocca assumesse il controllo. Sembrava la scelta migliore.
Salve... ehm, le dispiace se mi intrometto un attimo? dissi, guardando di proposito soltanto lei. Non sapevo bene come avrebbe reagito Liam e io stavo gi annaspando abbastanza.
La donna inclin la testa, sorpresa, e mi rivolse un sorriso divertito. Certo. Torn a girarsi verso di lui. Noi parliamo dopo, Liam.
Grazie mormorai, ma mentre si allontanava la richiamai. In realt, pu darsi che lo riavr indietro tra cinque minuti... dipende da quanto mi odia.
La donna sorrise e sentii Liam ridacchiare dietro di me. Una risatina profonda e liscia come immaginavo dovesse essere un bicchiere di bourbon. Quando mi girai a guardarlo, mi stava osservando con un tale calore che ci si sarebbe potuto accendere un fuoco. E non un fuocherello qualunque... un enorme fal divorante. Aveva corrugato un tantino il sopracciglio destro, teneva gli occhi socchiusi, e sfoderava un sorrisetto misterioso che diceva chiaramente quanto se la godesse a vedermi in quella situazione.
Sono tutto orecchie mormor, incrociando le braccia sul petto ampio.
Impiegai un attimo per riacquistare la calma che mi aveva rubato in un lampo. Ti saresti messo con lei se non vi avessi interrotti? Nella mia voce c'era pi curiosit che gelosia.
No sogghign lui con uno scintillio negli occhi.  la mia agente. Mi fatturerebbe un extra per servizi del genere.
Ah-ah.  carina mi limitai a constatare.
Non  il mio tipo.
E qual  il tuo tipo? chiesi, incrociando le braccia sullo stomaco con fare protettivo, attenta a non versare il mio drink.
Gambe lunghe, capelli castani... il genere di ragazza che finge di non sapere che esisto per tre giorni e poi ha la sfacciataggine di intromettersi mentre sto parlando con un'altra a una festa.
Trattenni un sorriso. Non con un'altra, con la tua agente.
Sorrise e i suoi lineamenti si distesero in una gradevole espressione di tranquillit, quasi fossero cesellati nella pietra. Scrutai il modo in cui i suoi zigomi digradavano nella mascella angolosa. Era difficile concentrarsi su qualcos'altro dopo che erano passati giorni da quando gli ero stata cos vicina. Era come se la resistenza del mio corpo al suo grande magnetismo fosse svanita e adesso mi toccasse ricominciare da zero.
S, cervello. Lui  sempre la cosa pi bella del mondo.
Non sapevi che fosse la mia agente.
Abbassai gli occhi sul pavimento e feci un'alzata di spalle.
Stamattina ho parlato con la Coach Davis.
Com' andata? chiese.
Tara  stata esclusa dalla squadra.
Inarc le sopracciglia. Era necessario, ma non credevo che l'avrebbero fatto davvero.
Pare che tu abbia facilitato non poco la decisione della Coach Davis di rinunciare a lei sussurrai mentre gettavo un'occhiata al suo corpo. I tatuaggi sbucavano da sotto la manica sinistra e arrossii ricordando il suo cambio di maglietta nella cabina armadio.
Tutta la squadra star meglio senza Tara disse Liam, facendo un piccolo passo verso di me. Mandai gi il groppo che avevo in gola.
Mi ha anche detto che questo indicai lo spazio tra di noi per paura di essere presuntuosa se avessi pronunciato la parola relazione ad alta voce non  pi vietato.
Lui incroci le braccia ed evit del tutto l'argomento. Non ero sicuro che saresti venuta confess, facendo un altro piccolissimo passo verso di me.
Ogni volta che inspiravo ero sopraffatta da un mix di bagnoschiuma e colonia. Il mio respiro acceler per permettermi di odorare un'altra ondata inebriante ancora prima che svanisse quella precedente.
Non potevo lasciare che Becca venisse da sola. Si  sorbita tutte le stronzate di Tara per colpa mia... e voleva tanto vedere Penn.
Sei qui solo per fare da sostegno a Becca? Nella sua voce c'era una punta di rabbia che un attimo prima non esisteva.
Strinsi le labbra e scossi la testa, incapace di formare la parola vera e propria: no.
Pensi di farti una nuotata, dopo? chiesi, portando il discorso su un terreno neutro.
Vedremo rispose con aria sicura. Non si sarebbe arreso facilmente. Era chiaro che avrei dovuto strisciare un po'.
Guardai la piscina dietro di lui e la sua mano si allung a sfiorarmi un braccio. Ehi, perch non vai un attimo a cercare Becca e Penn? Devo concludere quella conversazione con la mia agente o mi toccher fissare un appuntamento in settimana. Il suo tono esprimeva chiaramente che non era affatto entusiasta di allontanarsi da me, e lo presi come un buon segno.
Okay... intendi l'agente che non trovi carina neanche un po'? La mia era una battuta, ma solo a met.
Sorrise come se la mia gelosia lo divertisse, poi si chin e scand ogni singola sillaba della frase successiva.
Lei non  Kinsley Bryant.
Cavolo. Avevo sulla punta della lingua una replica spiritosa che prevedeva l'esistenza di un'altra Kinsley Bryant di sua conoscenza, ma lui mi baci sulla guancia e and a cercare la sua agente prima che potessi dire una parola. Lo guardai allontanarsi, accorgendomi che la mia attrazione per Liam Wilder era tornata in tutto il suo vigore. Negli ultimi giorni avevo messo in secondo piano quella dipendenza, credendo che se mi fossi concentrata sul calcio avrei potuto far finta che lui non esistesse. S, come no. Il mio cervello l'aveva presa per una qualche cazzata di psicologia inversa e io avevo pensato a Liam in continuazione.
Il tempo delle stronzate e dei giochi era finito. Lo volevo, e ora niente mi avrebbe fermata.

19
Rimasi l un istante ad assimilare gli ultimi eventi prima di accorgermi che me ne stavo tutta sola nel bel mezzo di una festa. Avrei dovuto mescolarmi agli altri e godermi la mia giovinezza, non comportarmi come un eremita taciturno.
Mi portai il Greyhound alle labbra, lasciando che il sapore amarognolo del pompelmo mi rotolasse sulla lingua mentre studiavo gli invitati. Vediamo un po'. Ecco l un gruppo di giovani rampanti ben vestiti che sorseggiavano birra artigianale, due modelle che si cancellavano reciprocamente dalle narici qualche traccia di polvere bianca, e alcuni esponenti del bel mondo che mandavano SMS dai cellulari invece di guardarsi in faccia. Non riconoscevo nessuna delle persone che mi stavano intorno, e Becca e Penn dovevano essersi persi durante il giro della casa perch non si erano pi visti.
Proprio mentre ero sul punto di abbandonare la speranza e tornare dal barista (che peraltro era pagato per essere gentile con me), individuai due dei compagni di squadra di Liam e Josh. Erano i ragazzi che mi avevano offerto le gelatine al liquore la sera del mio diciannovesimo compleanno, e quando ne incontrai lo sguardo mi fecero cenno di raggiungerli. In un batter d'occhio, passai da presidentessa del club Fare tappezzeria a fortunata donzella con ben due cavalieri, e gran fighi, per di pi. Ah! La vita stava migliorando.
Ci presentammo di nuovo, anche perch la sera di qualche settimana prima ci aveva lasciato con un ricordo un po' confuso gli uni dell'altra. Cole, il portiere della LA Stars, era un vero bestione. Portava i capelli troppo lunghi per i miei gusti e una barba che sembrava essersi fatto crescere per sfida. Oliver giocava da difensore e aveva il fisico adatto al suo ruolo. Era alto e cos muscoloso da somigliare a Hulk.
 una casa stupenda dissi prima di bere un sorso del mio drink.
S, Penn d sempre le feste migliori, qui ribatt Cole.
Anche se nessuna pu superare la tua festa di compleanno comment Oliver con una strizzatina d'occhio amichevole.
Gemetti. Possiamo dimenticarci di quanto ero sbronza quella sera?
Oliver rise. Be', almeno la tua guancia  guarita bene.
Ridemmo tutti e cominciai a rilassarmi. Erano proprio simpatici.
Abbiamo sentito dire che tra non molto le ragazze della ULA verranno a vederci giocare. Sar una partita precampionato, ma faremo comunque un bell'incontro accenn Cole.
Quella era una novit per me, ma aveva un senso. Probabilmente la Coach Davis voleva che vedessimo come lavoravano insieme dei calciatori professionisti.
Sar divertente.
Sei venuta qui da sola? chiese Oliver con una strana espressione.
Mi guardai intorno nel tentativo di individuare Becca per poterla mostrare ai miei due accompagnatori. Alla fine scorsi lei e Penn che chiacchieravano con alcune persone dall'altra parte della stanza. Si accorse che la stavo indicando e ci fece un piccolo cenno di saluto con la mano.
No, sono venuta con la mia amica, Becca.  in squadra con me.
Ah, la ragazza di Penn disse Oliver annuendo prima di prendere una sorsata di birra.
Sorrisi a quella constatazione. A Becca sarebbe piaciuto un sacco sapere che era cos che la squadra si riferiva a lei.
Parla molto di Becca? chiesi, suonando ragionevolmente disinvolta.
Oliver mi fiss con uno strano sogghigno. Non pi di quanto Josh parli di te.
Mi irrigidii. L'idea che Josh dicesse qualcosa di me a quei ragazzi mi faceva cadere le braccia.
Lui e io non stiamo insieme chiarii, tentando di nascondere l'irritazione nella mia voce.
Cole annu. Niente paura, lo sappiamo. Il ragazzo deve voltare pagina.
Sospirai e feci segno di s, ansiosa di cambiare argomento.
Da dove venite? chiesi.
Kansas rispose Cole, e proprio in quel momento una mano mi tocc le reni. La puzza d'alcol mi punse le narici mentre alzavo lo sguardo su Josh, fermo dietro di me.
Ti ho cercata dappertutto, Kinsley biascic.
Cole e gli altri ragazzi presenti strisciarono i piedi per terra, imbarazzati.
Passavo il tempo, Josh risposi con un sorriso teso. La sua attenzione cominciava a diventare scomoda e non sapevo bene quanto ancora sarei riuscita a sopportarlo prima di scattare.
Spost la mano sul mio fianco per potermi attirare a s e, cos facendo, mi diede uno strattone. Il mio drink trabocc oltre il bordo del bicchiere e fin sul pavimento.
Josh, seriamente, dacci un taglio pretesi, mettendogli la mano libera sul petto per spingerlo via da me.
Kinsley, rilassati. Divertiamoci un pochino. Cominci a tirare l'orlo del mio vestito e i ragazzi intorno a noi si fecero inquieti. L'aria sfrigolava di aggressivit e sapevo che morivano dalla voglia di intervenire.
No, Josh. Basta. Lo spinsi di nuovo, pi forte stavolta, e i suoi occhi castani si incupirono, pieni di odio. In pochi istanti, il suo atteggiamento cambi totalmente.
Sei un maledetto iceberg, Kinsley sbott, lasciandomi finalmente andare con uno spintone. Il drink si rovesci sul davanti del mio vestito, ma non riuscii a interrompere il contatto visivo con Josh. Non ti ho mai amato, puttana. Volevo solo portarti a letto...
Il pugno di Liam colp la mascella di Josh a met frase. Rimasi senza fiato e indietreggiai inciampando. Liam mi stava proprio davanti, proteggendomi da Josh.
Non rivolgerle mai pi la parola. Mi hai capito bene? Liam prese Josh per la camicia e se lo tir di nuovo vicino. Il contrasto tra i lineamenti dell'uno e dell'altro era stridente. La bellezza adolescenziale di Josh svaniva di fronte alla superiorit di Liam.
Josh si divincol dalla stretta di Liam, poi si lanci in avanti e gli sferr un pugno al fianco. Debole - era troppo ubriaco per mettere a segno un buon colpo - ma sufficiente a far intervenire tutto il gruppo dei giocatori. Entrarono in azione e l'intera scena si trasform in un turbine confuso di pugni e grugniti. Inorridita, vidi Liam assestare un cazzotto robusto alla faccia di Josh appena prima che i ragazzi li dividessero.
Non farti illusioni, Wilder disse Josh mentre i suoi occhi dilatati incrociavano i miei. C'era cos tanto odio in quello sguardo... Non amer neanche te.  incapace di amare. Quella ha un cuore di ghiaccio.
Le parole di Josh furono come frecce avvelenate. Era chiaro che stava dando voce a pensieri che gli mulinavano in testa da settimane.
Pu darsi che non abbia amato te perch eri troppo impegnato a fotterti altre ragazze alle sue spalle, stronzo. Non provare mai pi a toccarla o ti giuro...
La voce di Penn si intromise. Ragazzi. Basta. Questa  una festa, non un club di combattimenti clandestini. Josh, esci di qui e datti una pulita.
Cole si fece avanti e agguant Josh per la nuca. Lo porto a casa io. Andiamo, pivello. Cole gli diede uno spintone e Josh si avvi, malfermo sulle gambe, cercando di tenersi in piedi. Era ubriaco fradicio, nessuno poteva metterlo in dubbio, ma non c'erano scuse per le cose che aveva detto.
Quel ragazzo ha bisogno di imparare un po' di rispetto mugugn burbero Oliver, lasciando andare Liam e allontanandosi.
Liam era ancora arrabbiato. Scosse le braccia ed espir bruscamente mentre guardava Josh andare verso la porta. Sentivo l'energia che si sprigionava da lui ed ero combattuta tra la voglia di avvicinarmi e quella di scappare. Era successo tutto in fretta e l'unica cosa che il mio cervello riusciva a elaborare era il fatto che Liam mi aveva difesa. Si era messo tra me e Josh, il suo compagno di squadra.
Si gir lentamente a guardarmi. Esamin il mio viso, poi i suoi occhi mi scrutarono dalla testa ai piedi per valutare i danni. Le sue spalle si rilassarono, le mani si aprirono. Un po' rasserenato, riusc a controllare anche gli ultimi strascichi di rabbia.
Avrei voluto tendere una mano e toccarlo, sentire il calore che emanava ancora dalla sua pelle, sfiorare il punto in cui Josh lo aveva colpito nel maldestro tentativo di reagire. Che Liam fosse ferito?
Mossi un minuscolo passo in avanti proprio mentre Becca, capelli biondi e sguardo preoccupato, si catapultava davanti a me, togliendomi la visuale.
Kinsley, tutto a posto? Josh ti ha fatto del male? chiese, scostandomi le braccia dai fianchi per controllare. Il mio corpo stava benissimo. Quelli a pezzi erano i miei nervi e il mio orgoglio.
Scossi la testa come se mi accorgessi per la prima volta di trovarmi nel bel mezzo di una festa. Tutti i presenti, dal primo all'ultimo, avevano sentito Josh urlare che ero un iceberg. Mi sentivo addosso gli occhi di ogni invitato, e improvvisamente desiderai di essere ovunque tranne che l.
Becca, possiamo toglierci di qui?
Prima ancora che me ne rendessi conto, mi stava gi trascinando via dal salotto.
Questa  una delle camere degli ospiti di Penn disse mentre apriva una delle porte lungo il corridoio. Era arredata in modo spartano, ma il letto sembrava comodo e c'era una foto incorniciata dello skyline di Los Angeles appesa a una parete.
Grazie. Avevo solo bisogno di un attimo di respiro. Sedetti sul bordo del letto e mi passai le mani su e gi lungo le braccia.
Becca si sedette vicino a me, mezza girata per poter verificare eventuali segni delle mani lunghe di Josh sul mio corpo. Non riesco a credere che abbia detto quelle cose. Per era sbronzo, Kinsley, non le pensava davvero.
Sollevai una mano per interromperla. Non ha importanza. Josh fa proprio schifo. Era divertente averlo intorno come amico, ma come ragazzo  veramente pessimo.
E un ubriacone disgustoso rincar Becca.
Annuii e sospirai. Ho una faccia orribile? Sar il caso di limitare i danni e andarcene?
Sul viso di Becca apparve un'espressione delusa. Spinse alcune ciocche bionde dietro l'orecchio e aggrott la fronte. Non ancora. Josh se ne  andato, ormai, e nessuno ti disturber pi.
Lo so, ma quella lite l'hanno sentita tutti. Ed erano in tanti.
La sua bocca si strinse in una linea sottile e i suoi occhi nocciola mi fissarono. Non devi sentirti in imbarazzo tu perch Josh  uno stronzo. Nessuno ti giudicher. E poi,  probabile che gli invitati siano troppo occupati a parlare di quanto siamo carini io e Penn. Il triangolo amoroso Liam-Josh-Kinsley  roba di venti minuti fa, ormai.
Non riuscii a evitare di ridere. Speravo che avesse ragione, ma il pensiero di dover riapparire di l a poco continuava a non piacermi neanche un po'. Per una che detestava esibire la sua vita privata, non avrebbe potuto andare peggio di cos. Cento estranei l a guardare mentre il mio ex mi aggrediva verbalmente e poi due uomini facevano a pugni per me. L'ultima parte suonava addirittura semiromantica, ma a me faceva accapponare la pelle. Mi sembrava di essere in vetrina e di sentire gi tutti gli invitati che confabulavano sulla lite per il resto della festa.
Gemetti e mi alzai dal letto per andare a controllare i danni. I miei luminosi occhi azzurri mi fissarono dallo specchio del bagno mentre cercavo di ricompormi. Poteva andare peggio, mi dissi. Liam era praticamente illeso e Josh il solito idiota. Niente di nuovo da riferire.
Becca venne a mettersi accanto a me e mi strinse in un abbraccio.
Sono contenta di averti arricciato i capelli. Ti stanno ancora benissimo si compliment, tentando di farmi pensare a qualcos'altro.
Le sorrisi nello specchio. Andiamo a rovinare l'acconciatura in piscina. Prima non c'era nessuno fuori, e in questo modo posso restare alla festa senza dover ascoltare i pettegolezzi.
Becca sogghign e si volt di scatto per afferrare due asciugamani da uno scaffale dietro di lei.
Facciamolo!
Ci prendemmo sottobraccio e uscimmo dalla camera degli ospiti. Potevano sparlare finch volevano, ma non avrei permesso che rovinassero la mia serata. Quando tornammo in salotto, fui sorpresa di scoprire che la festa si avviava alla fine. C'era ancora qualcuno in giro, ma il barista stava smontando la sua attrezzatura e la musica non si riversava pi dalle casse dello stereo.
Non  un po' presto? chiesi a Becca mentre attraversavamo il salotto. Non vedevo Liam da nessuna parte, ma il solo pensiero che fosse ancora l mi faceva rizzare i peli sulla nuca.
Becca scroll le spalle e continuammo la nostra marcia verso la piscina. Proprio come avevo sperato, all'esterno non c'era nessuno.
La visuale dalla casa non aveva reso giustizia alla piscina. In realt, era composta da tre vasche separate su livelli differenti. Nel punto in cui ci trovavamo noi, all'altezza della parte posteriore della casa, si allungava una grande piscina rettangolare. Sulla sinistra, c'era una rampa di scale che Becca e io seguimmo fino a trovare un'altra vasca pi larga, a forma di fagiolo. Il bordo era orlato di palme che la nascondevano alla casa e ai dintorni.
Seguimmo ancora le scale che scendevano seguendo la piscina. Una volta in fondo, trovammo una Jacuzzi circolare che era praticamente all'altezza della spiaggia, a cui si arrivava direttamente dall'ultimo gradino. Le luci della casa di Penn illuminavano la battigia cos bene che si vedevano le onde infrangersi sulla sabbia. Era davvero spettacolare.
Una sola piscina non era abbastanza immagino. Becca rise e insieme cominciammo a risalire, soddisfatte della nostra ispezione.
Penn  un avido bastardo, ma non mi lamento. Andiamo nella piscina di mezzo?
S,  quella che mi piace di pi.
Lasciammo cadere gli asciugamani e i copricostume sulle poltroncine che circondavano la vasca. Mi sistemai il bikini azzurro coi laccetti e, senza pensarci due volte, partii di corsa e mi tuffai in acqua.
Non appena riemersi, Becca era ferma sul bordo e sorrideva.
Ricordi quando Tara ci perseguitava e io ti ho detto che ne valeva la pena perch poi saresti stata uno schianto in bikini? Avevo assolutamente ragione.
Scoppiai a ridere. La vendetta  un piatto che va servito in costume succinto scherzai prima di mettermi a fare il morto. Era impossibile vedere le stelle, con le luci e lo smog di Los Angeles, ma le immaginavo lass ed era comunque bello starsene l a fissare l'oscurit.
Sentii i passi di due persone che scendevano le scale e gettai un'occhiata alle mie spalle: Liam camminava al fianco di Penn. Il mio cuore prese a battere furiosamente, e io pensai che sarebbe stato carino se il mio corpo si fosse abituato a lui. Ogni volta che entrava in una stanza - o in una piscina, in questo caso - tutto il mio fisico doveva ricominciare daccapo a fare i conti con la propria esistenza.
La festa  ufficialmente finita disse Penn quando arrivarono in vista.
Becca scroll le spalle. Cos sembrava, infatti. Non riesco a credere che Josh abbia rovinato il divertimento a tutti.
Penn sorrise mentre la raggiungeva. Sai, credo che forse sia stato un bene. Mi era venuta voglia di cacciare fuori tutti quando ho capito che avevi portato il costume da bagno.
Persino io arrossii a quel commento, perci non fui sorpresa di vedere Becca che si mordeva il labbro ed evitava il contatto visivo. Era irresistibile nel suo bikini blu scuro e sapevo che ormai aveva Penn ai suoi piedi.
Ehi, Liam, puoi prestarmi il telefono? chiese Penn mentre si avvicinavano alla piscina.
Oh, l'ho lasciato in casa rispose lui, battendosi sulle tasche dei calzoncini da bagno per confermare. Neanche due secondi dopo, Penn allung un braccio e lo spinse in acqua prima ancora che potesse capire di aver commesso un errore fatale.
Stronzo! strill Liam tra le risate dopo essere riemerso.
Non ci credo che ti sei fatto fregare cos. Questo giochetto l'abbiamo imparato quando avevamo tipo dodici anni!
Ero distratto replic Liam con un'alzata di spalle e un sogghigno adorabile.
Gi, come ti pare. Sia messo agli atti: Penn 1 - Liam 0 gongol prima di girarsi verso Becca. Ti va di scendere in spiaggia con me, visto che adesso siamo gli unici asciutti? chiese, tendendole la mano.
Pi li guardavo insieme e pi ero consapevole del fatto che stavo evitando lo sguardo di Liam. Era ancora fermo vicino al bordo della piscina, sul lato opposto, e con la coda dell'occhio vedevo che mi stava osservando. Tornai a immergermi, grata al velo dell'acqua che mi circondava. Non sentii la risposta di Becca, ma un attimo dopo lei e Penn scendevano le scale verso la spiaggia, e capii che Liam e io eravamo soli.
Non potevo pi nascondermi.
Scese il silenzio. La luce proveniente dal fondo dell'acqua metteva in ombra i suoi bei lineamenti e io cercai di mandare gi il groppo che avevo in gola.
I suoi occhi da predatore erano il segnale delle cose fantastiche e folli che ci riservava il futuro. Non mi resi conto di indietreggiare finch lui non si mise davanti a me, imprigionandomi contro la parete della piscina. Con le mani afferr il bordo della vasca ai lati del mio corpo mentre i suoi fianchi sfioravano i miei sotto la superficie dell'acqua. Era seduzione liquida, il modo in cui le mie gambe lisce si intrecciarono alle sue come se stessimo facendo un semplice bagno insieme.
Sei arrabbiata con me? chiese, chinandosi in avanti e sfiorandomi il collo con la bocca tumida.
Mi morsi il labbro inferiore per trattenere un mugolio. No.
La sua bocca risal fino al mio orecchio.
Lui non ti toccher pi. Sono stato costretto ad ascoltarlo parlare di te in casa per tutto il mese e ne ho abbastanza. So che non lo stai prendendo in giro,  lui che ha bisogno di capire che  finita.
Rabbrividii, ma feci segno di s. Le sue parole erano legge e io ero pi che disposta a ubbidire.
Mi dispiace di aver fatto l'intervista con lui mormorai, volendo togliermi quel peso dallo stomaco.
Liam scosse la testa e io chiusi gli occhi per schiarirmi le idee. Non lo sapevi.
Pieg i gomiti, inclinandosi pericolosamente verso di me, ma ancora senza toccarmi con i fianchi o il petto.
Mi dispiace se negli ultimi giorni ti sono rimasta lontana. Dovevo solo ritrovare l'orientamento, ma... ti desidero. Non voglio che tutto questo finisca sussurrai.
Feci scorrere le mani lungo la sua maglietta ormai fradicia e cominciai ad arrotolare la stoffa dal fondo. La sollevai oltre i rilievi muscolosi dei suoi addominali, scoprendo via via sempre pi pelle. Lui si port una mano dietro la nuca e mi aiut e sfilargli la maglietta dalla testa prima di gettarla fuori dalla piscina.
Sospirai mentre il mio sguardo percorreva ogni centimetro del suo petto nudo. Sollevai le mani, facendole scivolare dalle braccia alle spalle ampie, e poi su fino al collo. I miei occhi incontrarono i suoi e sorrisi con aria provocante, sfidandolo a baciarmi.
Lui premette il corpo contro il mio e l'acqua assecond remissiva i suoi movimenti. Mi aspettavo che il tocco della sua pelle fosse quasi elettrico, e invece, quando il suo addome forte si schiacci contro il mio, mi sentii bruciare.
Allora stai con me. Appartieni a me. Mi baci il collo, appena sotto la mascella, e io piegai leggermente la testa all'indietro per facilitargli il compito. Le sue dita tracciarono un cuore sulla pelle della mia gola, come per dare pi forza alla richiesta.
Non sai in che guaio ti stai cacciando. Sono gelosa e diffidente. Gli ultimi due ragazzi che ho avuto erano dei pezzi di merda.
Quindi nello scambio ci guadagni. Io non sono un pezzo di merda.
Risi. Scommetto che le tue ex non sarebbero d'accordo.
Si tir indietro per guardarmi negli occhi e mi prese delicatamente il mento tra le mani.
S, ho un passato di cui magari non vorresti sentir parlare, ma i miei genitori sono sposati da trent'anni. So cosa significa tenere alla persona con cui stai.
Quando gli parve che avessi assimilato le sue parole, cominci a farmi scivolare le mani lungo la nuca per arrivare al nodo che legava il reggiseno del mio bikini. Sentii i laccetti che si allentavano e gli scoccai un sogghigno divertito.
 questo il tuo modo di tenere a me? lo provocai.
I suoi occhi brillavano di desiderio. Uno dei modi.
Con aria subdola, si chin a baciare le rotondit del mio seno. Non che il mio bikini ridottissimo ci dividesse, in realt, ma almeno mi dava l'illusione che tra noi ci fosse un'ultima barriera. Mentre le sue dita scioglievano i lacci e i piccoli triangoli scendevano poco a poco, mi sentii invadere dal desiderio. Lento, seducente, ma con tutte le premesse per divampare in un incendio violento.
Le sue mani seguirono i lacci mentre cadevano, poi li scostarono e si avvolsero ferme intorno ai miei seni. Mugolai e piegai la testa all'indietro proprio mentre la sua bocca si premeva contro la mia. Mi baci, mi succhi il labbro inferiore finch non gemetti chiedendo di pi. Le sue dita mi accarezzarono la pelle tutto intorno ai seni come per memorizzare la loro forma, poi le sue labbra abbandonarono le mie e tracciarono una scia di baci dal collo alle spalle, e sempre pi gi. Lo lasciai fare, tuffandogli le mani nei capelli bagnati per incoraggiare la sua esplorazione.
La bocca di Liam trov uno dei miei capezzoli proprio mentre la sua mano trovava lo slip del bikini, e io tremai. Ero imprigionata contro la parete della piscina, ma la sensazione del cemento che mi graffiava dolcemente la schiena stimol il mio desiderio. Mi piaceva sapere che non potevo scappare. Non se il mio carceriere era Liam.
Non cerc di sciogliere i lacci dello slip. Mentre con la lingua mi stuzzicava i capezzoli, spinse il bikini da parte e affond due lunghe dita dentro di me. I miei mugolii riempirono l'aria, come un invito.
Sei cos sexy, piccola. Lascia che ti senta venire mi incit, muovendo le dita dentro e fuori e intanto massaggiandomi con il pollice. Ragazzi, quanto era bravo! Manipolava il mio corpo come se fosse una sua creazione e io ne godevo volentieri.
Quando venni, qualche istante dopo, con una gamba gli avvinghiavo il fianco e con i denti gli mordevo il lobo dell'orecchio in modo che sentisse i gemiti soffocati che uscivano dalla mia bocca. Non interruppe il ditalino finch il mio orgasmo non si ridusse a dolci scosse di assestamento, e anche allora sembr quasi che volesse restare unito a me per sempre.
Alla fine si ritrasse e mi guard, fece scorrere pian piano gli occhi sulla mia pelle, osservando il mio petto ansimante e i seni inturgiditi.
 un peccato che Becca e Penn stiano salendo le scale scherz con aria maliziosa.
Mi precipitai a cercare di nascondere il nostro crimine, ma fu Liam a prendere l'iniziativa, riallacciando abilmente la parte superiore del mio bikini. Si chin e mi diede un bacio di quelli che ti rubano l'anima, poi mi cinse la vita con un braccio e mi sollev per allontanarmi dalla parete.
Strillai mentre mi faceva girare in tondo, spruzzando acqua tutto intorno. Mi piaceva quel suo lato giocoso, che fu anche la copertura perfetta per il momento in cui Becca e Penn comparvero in cima alle scale.
Com' andata la passeggiata? chiesi, notando i capelli scompigliati di Becca. Mmm, di chi era la colpa, del vento dell'oceano o di Penn? Non ebbi il tempo di rinfacciarglielo, perch Liam mi fece piroettare e mi lanci dalla parte opposta della piscina. La sua mossa mi colse di sorpresa, ma trattenni il fiato appena in tempo. Quando tornai in superficie, gli scoccai un'occhiataccia.
Questa me la paghi lo minacciai, nuotando gi verso di lui.
Ma davvero? Inarc un sopracciglio e si immerse. Mi si avvicin nuotando sott'acqua e mi sollev proprio mentre tentavo di sfuggirgli. Mi scagli di nuovo in aria, e stavolta, quando riemersi, alzai la mani in segno di resa.
Hai vinto tu! Smettila di lanciarmi di qua e di l! Questo  un carico prezioso, cosa credi? scherzai, facendo un gesto verso il mio corpo.
Percorse con lo sguardo il mio bikini da cima a fondo, chiaramente ripensando a ogni curva e avvallamento che aveva appena visto. Mi leccai le labbra e cercai di combattere il desiderio che cresceva in me. Con lui intorno, era quasi impossibile.
Cosa ne direste di guardare un film? Ho popcorn e dolcetti a tonnellate propose Penn, mentre nuotavo per avvicinarmi a lui e Becca.
Sembra divertente. Liam l'hai gi convinto coi dolcetti, ne sono sicura scherzai, fissandolo da sopra la spalla. Era ancora fermo al centro della piscina, dove l'avevo lasciato, e molto probabilmente stava tentando di domare l'erezione che - come ben sapevo - nascondeva sott'acqua.
Ah! Pareva proprio che avessi vinto io, dopotutto.
Solo se sono M&M'S con le arachidi, bambola ribatt con una strizzatina d'occhio e un esagerato accento del Sud.
Scossi la testa e nuotai verso il bordo della vasca. Mi stavo avvolgendo nell'asciugamano quando Becca attir la mia attenzione con un piccolo gesto della mano. Aveva gli occhi sgranati e continuava a ripetermi qualcosa muovendo solo le labbra.
Cosa? bisbigliai.
Lei sgran gli occhi ancora di pi e mim di nuovo una frase. Diceva Togliamo il collare o Dobbiamo parlare. Conoscendo Becca, poteva benissimo essere la prima, ma alla fine optai per la seconda. Annuii e poi accennai qualcosa ai ragazzi sul fatto che dovevo controllare il mio cellulare. Becca mi corse dietro con una fretta che fece precipitare la nostra mossa a -1000 sulla scala della segretezza.
Nell'attimo stesso in cui ci ritrovammo da sole, mi afferr un braccio.
Credo che Penn voglia che stanotte io resti qui confess, pallida in viso.
Allora?  positivo, no?
Accigliata, Becca si torse le mani. Non penso di essere pronta per questo. Voglio senz'altro stare con lui, ma ho bisogno di voi due a fare da cuscinetto. E se suggerissimo una cosa tipo un grande pigiama party? Le cose tra te e Liam si stanno scaldando? Magari potremmo restare tutti a casa di Penn.
Per quanto infantile, la sua idea sembrava uno spasso. Sapevo che a Penn non avrebbe dato fastidio, considerando quanto era cotto di Becca. E quale maschietto non vorrebbe costruire un fortino di coperte insieme a due ragazze? Risposta: nessuno, perch piacerebbe a tutti. Probabilmente,  uno dei porno pi cliccati: sesso in un fortino di coperte costruito come viene. Il sogno bagnato di ogni ragazzo.
Sembra divertente. Ci toccher improvvisare, ma io ti appogger. Niente paura.
Bene, volevo proprio costruirlo, quel fortino.

20
Quando uscimmo di nuovo, i ragazzi erano seduti sulle poltroncine a chiacchierare, forse di calcio. Di cos'altro parlavano due calciatori professionisti?
Liam alz gli occhi mentre li raggiungevamo.
Kinsley, andiamo a casa mia a cambiarci, poi torniamo qui a vedere il film disse, alzandosi in piedi e accostandosi a me.
Annuii, e quando mi fu abbastanza vicino per non doverlo far sapere a tutti, sussurrai: Pensi che rimarr qui, stanotte?. Non incrociai il suo sguardo, ma le guance mi bruciavano lo stesso.
Un piccolo sorriso mi disse tutto. Certo, a quest'ora non ti lascio guidare fino a Los Angeles. E poi, voglio dormire con te.
Dormire con me! Mi sentii morire sul colpo dall'imbarazzo.
Ho un'idea annunciai a tutti, improvvisamente d'accordo con il piano di Becca. E se facessimo un gigantesco pigiama party? Possiamo andare a prendere roba a casa di Liam e tornare...
Il sorriso di Liam si allarg e lui scosse adagio la testa. Non come se dicesse di no, ma perch sembrava divertito. Possiamo farlo a casa mia. Ho una sala di proiezione con divani abbastanza comodi per dormirci.
Non mi aspettavo che abboccasse cos facilmente, ma sospettai che stesse cercando di semplificare le cose a me e a Becca.
Sembra bello comment Penn. Ci vediamo l tra poco.
Becca mi scocc un sorriso riconoscente e segu Penn su per le scale.
Andiamo, possiamo arrivare a casa mia dalla spiaggia disse Liam, prendendo la mia mano e il mio copricostume, cos che non potessi rimetterlo.
Non hai bisogno di questo, sono solo pochi passi dichiar quando inarcai un sopracciglio.
Mmm, s, sono sicura che  proprio questo, il motivo lo provocai mentre il suo sguardo scivolava lungo il mio corpo.
Tutte le mie fantasie non sono all'altezza della realt... Credo che mi servir ancora qualche altro minuto prima che tu ti rivesta scherz lui con aria sicura, facendomi sentire ancora pi esposta.
Risi e scossi la testa. Fantasie... Tutte balle.
 stata Becca a volere che suggerissi la faccenda del pigiama party? chiese gentilmente.
Mi morsi un labbro, chiedendomi se fosse il caso di tradirla. Magari lui l'avrebbe detto a Penn. Be', tecnicamente  stata una sua idea, ma ho pensato che sarebbe stato divertente. Sei arrabbiato?
Mi osserv mentre spiegavo la storia, poi socchiuse gli occhi. Forse  meglio cos. Mi va di passare del tempo con te, ma se fossimo soli, adesso saremmo gi nel mio letto.
Le sue parole furono come una colata di miele, una fascinazione che cercai subito di scrollarmi di dosso.
Be', puoi portarmi nella tua camera da letto... scherzai, strizzandogli l'occhio ... per un cambio di vestiti.
Rise e mi train per mano su per le scale fino a casa sua. Era ancora pi bella, vista da vicino. Ariosa e invitante. I luminosi toni del bianco, esaltati da tocchi di un azzurro vivace, riempivano il salotto e la cucina.
 qui che mi piace passare il tempo quando riesco a scappare dalla casa di Los Angeles disse, trascinandomi oltre la cucina che sembrava uscita da una rivista. Ho fatto rivedere alcune cose, perci nelle ultime settimane hanno tolto l'acqua e la luce.
Immaginai che avremmo saltato del tutto la visita guidata. Intravedevo appena le stanze mentre lui continuava a tirarmi verso la sua camera da letto.
Penso anch'io che sembri una vera casa, adesso. Gli sorrisi e i nostri sguardi rimasero allacciati per un istante. Credo fosse contento che mi piacesse la sua casa. Ma per essere sincera, sarebbe piaciuta a chiunque.
Non appena arrivammo in camera sua, apr i cassetti e mi tese una maglietta e un paio di boxer.
Questi dovrebbero andare. Mi dispiace, ma non ho reggiseni in giro. Suppongo che dovrai fare senza. Sorrise come se in realt non fosse poi cos dispiaciuto.
Diedi un'occhiata ai boxer e scoprii che avevano un disegno di pupazzi di neve. Stile decisamente poco Wilderiano.
Li sollevai tenendoli per la cintura. Hai dei vestiti fighissimi, signor Wilder.
Ehi, non criticare i miei boxer. Sono quelli che metto a Natale. Rise mentre tirava fuori un altro paio di boxer (di quelli aderenti, per), i pantaloni di un pigiama e una maglietta per s. Pensai che sarebbe entrato nella cabina armadio per cambiarsi, ma non appena ebbe i vestiti puliti, si sfil i calzoncini da bagno l dov'era e and verso la doccia.
Rimasi a bocca aperta. Ogni centimetro del suo corpo era tonico e abbronzato. I tatuaggi si fondevano letteralmente nel movimento dei muscoli. Sapevo che ci volevano anni per modellare un corpo fino a raggiungere una tale perfezione e ne apprezzai tutti i dettagli mentre lo guardavo andare verso il bagno.
Vieni a darti una rinfrescata mi sollecit appena prima di sparire dalla mia vista.
Rimasi l impalata, sentendolo aprire l'acqua ed entrare nella doccia. Bottigliette di shampoo risuonarono contro il vetro mentre tentavo di prendere una decisione. Stavamo andando troppo in fretta? Dovevo aspettare e farmi la doccia da sola? Mi serviva davvero una doccia? Avevo del cloro nei capelli e pi lo lasciavo asciugare, pi danni avrebbe fatto... Ah be', allora era deciso.
La sua sagoma era in parte nascosta dal vetro appannato, ma da sopra si alzavano gi sbuffi di vapore inebriante. Aprii il box e sgattaiolai dietro di lui senza togliermi il bikini. Pensavo che avrei potuto benissimo farmi la doccia con il costume da bagno addosso. Liam non fu d'accordo. I suoi occhi si illuminarono mentre mi faceva spazio e poi, in men che non si dica, mi slacci slip e reggiseno, che caddero in un groviglio sul piatto della doccia. Cavolo, era veloce come un fulmine, con quelle mani, se aveva qualcosa in mente. Scost il mio bikini con un piede e mi attir a s. Le mie mani si allargarono contro il suo petto, toccando la sua pelle liscia mentre lui cominciava a insaponarmi.
Eravamo nudi, beatamente nudi insieme, e la cosa mi stordiva e mi eccitava al tempo stesso.
Si strizz del bagnoschiuma sulle mani. Era il suo bagnoschiuma e sapeva di pulito e di uomo. Mi avrebbe lavato con quello e non mi disturbava affatto sapere che sarei uscita dalla doccia profumando proprio come lui. Volevo usare anch'io quel bagnoschiuma, d'ora in poi.
Chiusi gli occhi mentre le sue mani scivolavano sulla mia pelle. Me le pass sulle spalle e poi gi, lungo la schiena. Avevo l'impressione che mi stesse volutamente facendo impazzire pian piano con la scusa di lavarmi. Quando la sua mano si infil tra le mie gambe, pensai che sarei crollata l, sulle piastrelle, ma lui non me lo permise. Mi cinse la vita con un braccio e con le dita mi port fino a un altro orgasmo.
Sei cos sensibile quando ti tocco disse, mordicchiandomi un orecchio mentre la mia mano lo trovava caldo e duro.
Presi il sapone e gli restituii il favore, ma in tutta onest, fu un piacere pi per me che per lui. Essere libera di toccarlo era come essere libera di abbuffarmi del pi peccaminoso dei dolci. Esultai per il modo in cui si irrigid quando la mia mano scivol pi in basso, oltre la vita. Lo afferrai stretto e glielo massaggiai su e gi mentre la sua testa ricadeva all'indietro, sotto l'acqua scrosciante. Adoravo far mugolare quell'uomo. Se avessi potuto sentire solo un suono per il resto della vita, avrei scelto quel mugolio, avrei scelto di sentirlo gemere sottovoce mentre il piacere lo travolgeva. Venne in fretta e con violenza, schizzandomi di sperma la mano e il ventre. Era uno spettacolo sexy, in un suo modo contorto, e quasi ne piansi la perdita quando l'acqua lo lav via alla stessa velocit con cui era comparso.
Uscimmo dalla doccia con un sorriso appagato stampato in faccia, ma mentre indossavo la maglietta e i boxer, sentivo i suoi occhi indugiare su di me. Dovevamo ancora saziarci l'uno dell'altra.
Ti renderai conto che per tutto il tempo in cui guarderemo il film penser solo al fatto che sotto i tuoi vestiti non hai n mutandine n reggiseno comment, infilandosi i pantaloni.
Gli strizzai l'occhio da sopra la spalla, sentendomi sfacciata e bellissima dopo tutti gli apprezzamenti che mi aveva fatto nella doccia. Tecnicamente, sono i tuoi vestiti dissi, avviandomi alla porta.
Con un ghigno malizioso, butt via la maglietta e cominci a corrermi dietro. Accidenti al calcio e agli allenamenti. Era molto pi veloce di me. Mi precipitai lungo il corridoio ridendo e schivando le sue mani, poi mi nascosi dietro il divano e finsi di scartare a destra e a sinistra. Lui vide il mio bluff e mi agguant mentre cercavo di fuggire.
Piet! strillai mentre mi prendeva per la vita e mi sollevava.
Mi stava rimettendo in piedi quando entrarono Becca e Penn. Becca ci fiss incuriosita, ma Penn si limit a ridere scuotendo la testa.
Cosa diavolo avete fatto voi due mentre ci cambiavamo? chiese Becca tra le risate.
Strizzai l'occhio. Abbiamo giocato a inseguirci. Io sono molto pi veloce di Liam.
Lui mi circond la vita e strinse. Forse dovresti allenarmi, allora.
Risi e lo spinsi via con la mano. S, d'accordo. Avete portato qualche film, voi due?
Penn sollev tre DVD. Ho portato Le ali della libert, 300 e Giustizia finale.
Becca e io scoppiammo a ridere. Si vede che sei un uomo, Penn.
Non credo che le mie alternative siano molto migliori confess Liam, strofinandosi i capelli sulla nuca.
Forza Becca, andiamo a dare un'occhiata alle scorte segrete di Liam mentre i ragazzi preparano i popcorn.
Vi siete portati i vostri dolcetti? Perch io non li divido grid Liam alle nostre spalle.
Nell'attimo stesso in cui girammo l'angolo, dirette alla sala di proiezione di Liam, posai le mani sulle spalle di Becca e cominciai a mimare una serie di strilli, saltando su e gi. Lei si un a me, e di l a poco sembravamo due pazze, che saltavano e piroettavano nel corridoio buio.
 un sogno, vero? Domani ci sveglieremo a casa nostra e io avr addosso il mio pigiamone integrale bisbigli Becca quando riprendemmo a camminare normalmente.
No. Sta proprio succedendo, amica mia. Le rivolsi un sorriso cos largo che mi fece dolere le guance.
Scusa se ci abbiamo messo tanto a cambiarci. Penn era un po' distratto. Forse abbiamo aggirato qualche base.
Le lanciai uno sguardo scioccato mentre aprivamo la porta che conduceva alla sala di proiezione. Liam me l'aveva indicata, ma naturalmente non eravamo entrati. Non mancava niente, l dentro. C'erano due file di enormi poltrone con lo schienale reclinabile, e dietro altre due file di divani, ampi e traboccanti di soffici cuscini. Lo schermo era tanto grande da essere indecente e sulla parete di fondo era montato un proiettore che doveva essere costato un occhio della testa.
Dietro il proiettore si allineavano scaffali su scaffali zeppi di film.
Un momento. Quante basi avete saltato, esattamente? chiesi non appena la porta fu chiusa.
Becca non riusciva a cancellarsi il sorriso dalla faccia. Be', diciamo che adesso Penn sa che gusto ho.
Cominciai a sbellicarmi dalle risate. BECCA!
Cosa?! Tu l'hai fatto a Liam... e nel suo ufficio, nientemeno!
Lo so, lo so.  solo che... wow. Te l'aveva mai fatto qualcuno?
Si morse un labbro. No, ma ora mi chiedo perch diavolo ho aspettato cos tanto.
Ricominciammo a ridere come matte. Io non riuscivo a smettere di lanciare strilli eccitati. Alla fine provammo a scorrere la collezione di film di Liam, ma senza grande successo.
Non so bene quanto tempo abbiamo prima che arrivino, ma quando torniamo a casa, domani, preparati perch ho almeno un milione di domande da farti sussurr Becca. Sentimmo i ragazzi ridere lungo il corridoio e sembrava proprio che stessero venendo dalla nostra parte.
Cercher di aiutarti, ma sinceramente non ho molta pi esperienza di te replicai con un'alzata di spalle.
Becca annu. Tireremo fuori le Cinquanta sfumature. Qualche risposta dovrebbero darcela.
S, tipo come farsi frustare con una palla di gomma ficcata tra i denti scherzai.
Vero. Forse dovremmo restare fedeli ai libri di Judy Blume sull'adolescenza?
Le spintonai il gomito per gioco proprio mentre i ragazzi entravano con tutta calma. Le loro braccia traboccavano di bibite e snack.
Avete trovato qualcosa da guardare? chiese Penn.
Becca e io ci lanciammo un'occhiata, fissammo le nostre mani vuote, e poi di nuovo lo scaffale. Ehm... borbott lei.
Mi protesi e afferrai il primo film che mi capit: 2 single a nozze.
Oops... questo l'abbiamo visto tutti? chiesi, sollevandolo. Gli altri fecero segno di s, ma Liam me lo strapp dalle mani e and a inserirlo nel suo futuristico impianto di proiezione.
Va bene, tanto  probabile che finiremo per chiacchierare comunque disse, scrollando le spalle. Non aveva tutti i torti. Quattro persone sovraccariche di tensione sessuale non avrebbero prestato attenzione al film per molto.
Un solo divano ci avrebbe ospitati comodamente tutti quanti, ma Becca e Penn scelsero quello pi vicino allo schermo, Liam e io ci accomodammo dietro. I trailer iniziarono mentre mi sistemavo e mi stendevo in grembo una coperta che sembrava una nuvola. Liam mi fiss con gli occhi scherzosamente socchiusi e tir la coperta anche sulle sue gambe. Non era molto grande, forse perch era fatta in pura lana d'agnello, cos dovetti scivolare pi vicino a lui. Grazie, copertina!
Avevamo i popcorn appoggiati sulle ginocchia e dei dolcetti sparpagliati davanti a noi.
Ehi, avete niente di buono l? chiesi, sporgendomi per vedere le scorte degli altri due. Becca mi tir una manciata di caramelle gommose a forma di pesce e una mi arriv in un occhio.
Non vale! Ne ho prese solo tre mi lamentai, cacciandomene una in bocca.
L'altra l'ho presa io annunci orgoglioso Liam. Una minuscola pinna rossa gli sporgeva sulla lingua e mi allungai per strappargliela coi denti. Lui mi mordicchi il labbro inferiore, e per un breve istante dimenticai dove eravamo. Quando Becca si schiar la voce, mi tirai indietro e la trovai con il braccio teso sopra lo schienale del divano che mi porgeva il sacchetto delle caramelle.
Sar il caso che Penn e Kinsley si scambino di posto? Non potete fare sesso mentre c' il film scherz. Penn, Liam e io gridammo all'unisono: No!.
Becca rise e scosse la testa, poi torn a girarsi e si rannicchi vicino a Penn. Quando il film inizi, facemmo tutti uno sforzo per guardarlo davvero, ma neanche dieci minuti dopo Liam tese un sacchetto di M&M'S alle arachidi davanti alla mia faccia. Lo fissai con aria diffidente. Se avessi allungato una mano, era probabile che me l'avrebbe staccata a morsi.
Pi degli M&M'S alle arachidi sussurr, e io ci misi un momento per capire cosa intendeva. Quando ci arrivai, mi morsi il labbro inferiore nel tentativo di nascondere il sorriso sdolcinato che lottava per spuntare. Presi il sacchetto, mi appoggiai all'incavo della sua spalla e, uno alla volta, mangiammo tutti gli M&M'S.
Niente critiche, please, era un sacchetto piccolo.
A un certo punto del film dovevo essermi addormentata perch, quando mi svegliai, le luci erano spente e io avevo urgente bisogno di fare pip. Ero distesa sul divano e sotto la testa avevo un cuscino che prima non c'era. Sdraiato dietro di me, Liam mi cingeva la vita con un braccio. Riuscivo appena a respirare, di muovermi poi non se ne parlava neanche, tanto mi stringeva. Gli spostai delicatamente il braccio e strascicai i piedi nel buio finch non trovai la porta.
Quando tornai dal bagno, diedi un'occhiata al divano davanti, scoprendo Becca e Penn rannicchiati nella stessa posizione in cui eravamo stati Liam e io fino a un attimo prima. Non riuscii a evitare un sorriso. Li avrei fotografati se avessi potuto farlo senza svegliare tutti e sembrare una maniaca. Erano perfetti, insieme, e Becca dormiva con un accenno di sorriso sulla faccia. Era vagamente comico, ma comunque adorabile.
Cercai di fare del mio meglio per non svegliare Liam quando tornai gattonando sul divano, ma sentivo il cuore galoppare sotto la maglietta. Sollevai la coperta e scivolai vicino a lui, in modo da avere il viso premuto contro il suo petto. Feci un respiro profondo e inalai il profumo del deodorante e del bagnoschiuma, chiudendo gli occhi in un palpitare di ciglia.
Dove sei stata? mormor, stringendomi tra le braccia. Non mi ero accorta che fosse sveglio.
Sono andata a vedere le foto di quando eri piccolo e le tue dichiarazioni dei redditi.
Credevo che volessi scaricarmi.
Non dopo che hai diviso con me i tuoi dolcetti. Sorrisi contro il suo petto e lui mi strinse ancora di pi.
Mi piaci tanto... dovresti essere la mia ragazza.
Mi irrigidii. Me lo stava chiedendo davvero o parlava nel sonno? Forse non si era mai svegliato, in realt, e io stavo solo parlando al suo subconscio.
Decisi di stare al gioco e rispondere come se me lo stesse chiedendo sul serio.
 tardi, e sentirmi chiedere di essere la tua ragazza mi fa tornare alle superiori.
Ridacchi sottovoce e si chin per baciarmi all'angolo della bocca. Mettiti con me. Sii la mia dama alla serata cui devo partecipare la settimana prossima.
S.
Quello era un s alla domanda di essere la mia ragazza o alla domanda di essere la mia dama? sussurr.
A tutte e due. E adesso lasciami dormire, sciocco, prima che cambi idea.
Rise e mi raggomitolai ancor pi vicino a lui finch non mi sentii abbastanza al calduccio e a mio agio per scivolare di nuovo nel sonno.

21
La mattina dopo mi svegliai al profumo del bacon che sfrigolava. Rotolai gi dal divano, mi avvolsi nella coperta morbida e diedi un'occhiata intorno, scoprendo Becca che dormiva ancora e nessuna traccia di Liam o di Penn. L'aroma di bacon doveva essere opera loro.
Sveglia, dormigliona! esclamai, strappandole la coperta.
Becca gemette e cominci a vomitare una sfilza di epiteti pittoreschi, uno dei quali suonava pi o meno come brutta scimmia arrapata e ingorda di cracker.
Mi dispiace doverlo dire, ma... cosa diavolo significa?
 questo il modo di parlare alla tua migliore amica? risi mentre cercava di strapparmi la coperta di dosso.
 mia! Trovatene un'altra!
Kinsley! Becca! Forza, la colazione  pronta! chiam Penn. Ci precipitammo a tutta velocit verso la cucina, slittando e scivolando tra coperte e calzini. Io per poco non mi schiantai quando girammo l'angolo, e Becca non riusc a smettere di ridere per cinque interi minuti.
Liam ci guard con un sopracciglio inarcato. Credevo di averti procurato le attrezzature a prova di Becca.
Sollevai un braccio e una gamba su cui comparivano lividi gentilmente offerti dalla mia migliore amica, altrimenti detta progenie di Satana.
Continuo a scordarmi di metterle. Forse dovremmo limitarci ad avvolgere Becca nella plastica con le bolle. Picchia duro per essere cos piccola.
I ragazzi risero. Boccio la mozione della plastica con le bolle scherz Penn.
Feci ondeggiare le sopracciglia su e gi mentre mi avvicinavo per verificare cosa stessero preparando. Cambierai idea quando ti prender lo stomaco a colpi di karate.
Becca mi diede una botta sul braccio in segno di avvertimento.
Spero che a voi ragazze piacciano il bacon e le cialde.
I miei occhi si illuminarono. Una cialda per me, grazie! Sogghignai e mi sedetti al tavolo. Becca mi imit.
Come sarebbe? Noi abbiamo cucinato e adesso dobbiamo anche servirti? mi punzecchi Liam, mettendo gi una cialda su un piatto. Gli scoccai il mio miglior sguardo da cucciolo.
Oh, per favore. Smettila di fare quella faccia, tanto non mi commuovi. See, come no. In due secondi netti mi ritrovai davanti una cialda, del succo d'arancia, il caff e lo sciroppo d'acero.
Gli strizzai l'occhio. Noi laviamo i piatti.
Passammo gran parte della domenica a poltrire in spiaggia. Liam mi spalm la crema solare, prendendosi il tempo necessario per raggiungere tutte le superfici che riusc a trovare. Gli sorrisi da sopra la spalla e lui si chin a baciarmi.
Ricordi la nostra conversazione di ieri sera? chiese.
Quella sulla nostra relazione sentimentale? replicai, mordendomi un labbro e tornando a fissare l'oceano.
M-mmm. Volevo solo essere certo che sapessi cos'hai accettato.
Risi e confessai che mi ero chiesta la stessa cosa. Quindi sei il mio ragazzo? Liam Wilder  il mio ragazzo?
Ridacchi. Be', di solito non parlo di me in terza persona, ma s, Liam Wilder  il tuo ragazzo e... un ragazzo fortunato. Fece scorrere la mano sotto i lacci del mio costume ed ebbi paura che li avrebbe slacciati alla velocit del fulmine come aveva fatto la sera prima. Allontanai la sua mano con una pacca scherzosa.
A conversazione conclusa, mi sentivo molto meno in ansia. Stargli vicino era facile e divertente. Certo, quando tir fuori un pallone da calcio e ci mettemmo a giocare tutti e quattro, faticai a distogliere l'attenzione da come stava con quei calzoncini da bagno, ma forse mi ci sarei abituata. Prima o poi. Alcune volte lo sorpresi a guardare me nello stesso modo e dovetti soffocare una risata.
Cercammo tutti di prolungare la giornata il pi possibile. Dopocena, stavo mettendo il mio piatto nella lavastoviglie quando Liam mi strinse le braccia intorno alla vita e strofin il naso contro il mio orecchio. Non sei obbligata a rientrare. Puoi restare qui, e domani ti porto io all'allenamento.
Dio, era una prospettiva allettante. La sensazione delle sue braccia che mi stringevano paralizzava gran parte delle mie cellule cerebrali ancora funzionanti, ma ebbi comunque il buonsenso di scuotere la testa. Liam era una forza della natura. Se glielo avessi permesso, sarebbe entrato con disinvoltura nella mia vita e avrebbe sconvolto ogni cosa finch a rimanere intatti sarebbero rimasti solo i miei sentimenti per lui. Dovevo mettere un po' di sana distanza tra noi, solo per una notte.
Mi voltai tra le sue braccia e mi appesi al suo collo. Quando mi alzai in punta di piedi, ci ritrovammo quasi faccia a faccia. Devo andare a casa e chiamare i miei... controllare la posta, sai, capire di nuovo com' fatta la vita di tutti i giorni.
Ridacchi: La vita di tutti i giorni potrebbe essere questa.
Rabbrividii a quell'allusione. Non provare a convincermi. Il mio desiderio di andarmene sta gi vacillando.
Allora dovrei continuare a provarci, invece. Abbass la testa e mi baci il collo. Chiusi gli occhi in un palpitare di ciglia e mi lasciai sfuggire un piccolo sospiro.
A quel punto, tornai bruscamente alla realt. No. No. No. Liam! Mi staccai e lui alz le mani, cercando di trattenere le risate.
Tu giochi sporco! Andiamo, Becca!
Lei si sentiva esattamente come me, ed ecco perch uscimmo di casa in volata, salutando i ragazzi con la mano, senza lasciare che si avvicinassero. Saltammo in macchina e per sicurezza bloccai anche le portiere. Nell'attimo stesso in cui ci ritrovammo dentro, al riparo dai nostri stessi ormoni, scoppiammo a ridere.
Quei due sono pericolosi li accusai mentre mettevo in moto e facevo retromarcia per uscire dal vialetto.
Meno male che c'eri tu a darmi supporto morale perch io non me ne sarei andata. Penn sarebbe stato costretto a sbattermi fuori a calci da qui a tre settimane, probabilmente, dopo aver scoperto che mi ero barricata nella sua stanza.
Risi. Non riesco a credere che stia succedendo tutto cos velocemente. Liam mi ha chiesto di diventare la sua ragazza, ieri notte.
Becca si volt di scatto a guardarmi. Cosa?! Quando?
Mi morsi un labbro e cercai di concentrarmi sulla strada davanti a me. Be', pi o meno nel cuore della notte, ma poi me l'ha ripetuto stamattina in spiaggia.
Con la coda dell'occhio la vedevo a bocca aperta. E tu cos'hai risposto?
S! Naturalmente. Credi che sia matta?
S, un pochino. Ma non c'entra con questa faccenda. Per, gran bell'acquisto. Annu, quasi se lo vedesse davanti.
E tu e Penn? chiesi.
Becca socchiuse gli occhi e guard fuori dal parabrezza. Ancora non lo so.  appena uscito da quella relazione e mi ha detto che vuole prendersela molto calma. Credo non voglia mancare di rispetto alla sua ex buttandosi in un'altra storia cos presto.
Suppongo che abbia senso. Quanto tempo fa hanno rotto?
Un po' pi di un mese.
Mmm... A essere sincera, non sapevo bene quale fosse la regola sul giusto intervallo tra una relazione e l'altra. Immaginai dipendesse da quanto erano stati insieme e dal modo in cui avevano rotto.
Credo sia evidente che prova qualcosa di serio per te: siete stati appiccicati come francobolli, oggi. Tieni duro. Se necessario, cercher di ottenere informazioni da Liam.
Becca sorrise. S, sto provando a lasciarmi trasportare dalla corrente e basta, ma non sono poi tanto brava. Credo di essere rigida come un baccal.
Luned mattina, la Coach Davis ci fece sedere e spieg che Tara non faceva pi parte della squadra. Votammo subito per i nuovi capitani, scegliendo di promuovere Sofie e sostituire lei con una ragazza del terzo anno che piaceva molto a tutte. Mi aspettavo che la partenza di Tara avrebbe provocato un trambusto maggiore, ma non appena la Coach Davis fece il suo annuncio, fu come se dal gruppo si alzasse un sospiro di sollievo.
Dopo l'allenamento, stavo andando negli spogliatoi quando Sofie mi raggiunse.
Ehi, possiamo parlare un attimo? chiese. Spostava nervosamente lo sguardo da me al terreno e viceversa, e non riusciva a tener ferme le mani.
Certo. Naturalmente risposi, preparandomi al peggio. In certe occasioni, nelle settimane precedenti, Sofie si era dimostrata cattiva quanto Tara, ma adesso che il suo capo non c'era pi, sembrava quasi intimidita.
Volevo solo scusarmi per tutto. Tara e io abbiamo davvero passato il segno, e anche se avremmo dovuto essere cacciate dalla squadra entrambe, adesso mi rendo conto che a me  stata data una seconda opportunit e non la sprecher. Non avrei mai dovuto trattarti come ho fatto e non esistono proprio scuse...
Le posai una mano sul braccio. Non c' problema. Scordiamoci le settimane passate e voltiamo pagina. Ti sembra una buona idea?
Un lampo di sollievo le attravers il viso. Grazie, Kinsley. Con mia grande sorpresa, si protese e mi abbracci stretta. Era imbarazzante. Molto imbarazzante. Le battei sulla schiena e alla fine quasi mi contorsi per sottrarmi alla presa.
Per tutto il resto della settimana cercai di pensare solo al presente. In campo, mi concentrai sul calcio. La Coach Davis ci mise sotto pressione e fu bello tenere la mente impegnata con qualcosa che non fosse Liam.
Avevamo in programma un'amichevole contro un altro college della zona, la settimana seguente, quindi ci preparavamo per quello. Solo pensarci mi metteva ansia, ma la Coach Davis mi assicur che sarei partita come titolare, in quella partita. Purtroppo, la sua osservazione serv solo a mettermi pi ansia ancora. Tecnicamente sarebbe stata la mia prima partita al college e volevo fare buona impressione su tutti quelli che si aspettavano di vedermi primeggiare. No, volevo andare oltre le aspettative di tutti. Volevo che dicessero: Pensavo che sarebbe stata brava, s, ma quella ragazza  di fuoco. Non avrebbero avuto altra scelta se non paragonarmi a Katniss.
Il gioved, prima della fine dell'allenamento, ci riunimmo in gruppo e la Coach Davis ci diede alcune informazioni dell'ultimo minuto.
Non dimenticate che questo sabato andremo tutte, come squadra, a vedere una partita della LA Stars. Sar un'esperienza istruttiva per voi che venite dal calcio delle scuole superiori. Il livello di gioco di questi atleti professionisti vi dar un assaggio di quello cui dobbiamo puntare nei nostri allenamenti e nelle nostre partite. Non vi costringer a muovervi in gruppo, stavolta. Vediamoci semplicemente fuori dallo stadio alle sei meno un quarto. Mettete la maglietta nera della ULA e un paio di jeans.
Con tutto quello che c'era in ballo, mi ero dimenticata che avrei visto Liam giocare.
Stai per vedere il tuo ragazzo che gioca una partita di calcio professionistico mi stuzzic Emily mentre tornavamo a casa in macchina. L'avevamo informata praticamente di tutto quello che era successo nel weekend al nostro rientro, domenica sera. Era rimasta a bocca aperta per gran parte del racconto, ma ormai pensavo che l'avesse digerito.
Ci sar anche Penn sottolineai. Anche se non avevano reso ufficiale la loro relazione, Penn e Becca si sentivano ogni giorno, proprio come me e Liam, perci tecnicamente stavano insieme. 'Fanculo le etichette.
Non conta! precis Becca dal sedile posteriore.
Eccome se conta la corressi.
Quindi venerd Kinsley e io andiamo coi ragazzi alla serata di quella multinazionale, e sabato noi tre andiamo alla partita con la mia macchina propose Becca.
Bueno, sorella scherzai.
Mmm, questo mi ricorda... Andiamo a comprare dei tacos per cena! esclam Becca. Emily e io accettammo, non fosse che per una questione di principio. A Los Angeles i tacos non si rifiutano mai.

22
Liam e io avevamo orari che non coincidevano granch, durante la settimana. Io mi allenavo la mattina, lui fino al tardo pomeriggio, e poi sembrava che avesse sempre una riunione o un'intervista cui presenziare dopo l'allenamento. Ci eravamo incontrati a cena mercoled e chiacchieravamo ogni sera, ma quando finalmente arriv il venerd, non riuscivo a contenere l'entusiasmo che provavo all'idea di vederlo.
Becca e io avevamo passato il pomeriggio a farci belle e a cercare gli abiti perfetti da indossare alla serata.
Si teneva in un hotel elegante del centro e Liam mi aveva avvertita che sarebbero stati presenti agenti, giornalisti, esponenti dell'alta societ e divi di ogni tipo. In sostanza, gente con cui avevo poco o niente in comune, perci, se fosse andata male, Becca e io avremmo potuto passare il tempo con gli addetti al guardaroba.
Avevamo perlustrato il centro commerciale fino a scovare vestiti che si adattavano magnificamente al nostro personale. Il miniabito di seta che avevo scelto era morbido, ma metteva in evidenza le mie curve e sembrava la versione moderna di un modello in stile Charleston. Aveva una scollatura modesta sul davanti ma vertiginosa dietro, lunghe maniche trasparenti e pailette dorate, cucite in modo da formare splendidi disegni. Era quasi indecente tanto era corto, ma il taglio morbido mi permetteva di esibire le lunghe gambe abbronzate senza che tutti si chiedessero se di sera non lavorassi in nero come squillo.
Avevo arrotolato i capelli setosi in uno chignon che scendeva lento alla base del collo in modo che la mia schiena tonica fosse completamente scoperta.
Sto cominciando a sentirmi molto nervosa annunci Becca mentre finiva di ritoccarsi il trucco. Alzai lo sguardo verso di lei mentre mi allacciavo intorno alle caviglie i sottili cinturini delle scarpe a tacco alto color carne. Indossava uno scintillante abito bianco che le stava a pennello. Era aderente, corto, con le maniche ad aletta. Lo aveva abbinato a un paio di scarpe fucsia a tacco alto, perfette per l'estate. I capelli corti erano lisci come sempre, ma gli occhi erano pi truccati del solito.
No. No. Perch se cominci a essere nervosa tu, poi sono nervosa anch'io. Sei uno schianto. Mi alzai in piedi e nello specchio vidi il mio riflesso dietro di lei. Mi aveva aiutato a truccarmi e adesso i miei occhi azzurri risaltavano contro la pelle abbronzata e i capelli scuri. Mi sentivo da Dio.
Lasci cadere il pennellino da trucco e inizi a esaminare il suo aspetto, strizzando un occhio, poi l'altro e ancora sorridendo da diverse angolazioni. Bene, basta ritocchi. Entrai nel bagno con fare disinvolto, spruzzai entrambe di profumo e la spinsi fuori dalla porta.
Smettila di farti l'occhiolino, psicopatica. Sar divertente. Incontreremo i ragazzi, l. Loro ci porteranno da bere, noi ci mescoleremo con i Vip, dopodich torneremo a casa le assicurai mentre andavamo verso l'hotel.
Non volevo ammetterlo, ma ero contenta che fosse Becca a interpretare il ruolo dell'ansiosa perch questo obbligava me a comportarmi in modo sicuro e disinvolto per entrambe.
Oddio, se c' anche Amy, potr parlarle.
Amy? chiesi.
Amy Poehler, altrimenti nota come la mia migliore amica. Aggiornati, Kinsley.
Il mio cellulare cominci a squillare. Feci rispondere a Becca, cos potevo continuare a guidare.
Parla la segretaria di Kinsley, lei sta guidando... siamo per strada... forse venti minuti, con questo traffico... okay, glielo dico... oddio, no. Che schifo. Questo non glielo dico... (risata)... d'accordo, ti chiamiamo quando arriviamo.
Becca chiuse la comunicazione e rimise il telefono nella mia pochette.
Era il tuo ragazzo. Non vede l'ora di vederti e vuole che lo chiamiamo quando siamo l. Verr fuori a prenderci insieme a Penn.
Annuii. Cos'altro ha detto?
Dovrai chiederlo a lui. Voi due siete proprio disgustosi.
Risi e sentii le spalle che cominciavano a rilassarsi. Mi pareva che anche Becca si sentisse meglio. Alzammo il volume della musica e cantammo per tutta la strada fino all'hotel.
Quando arrivammo, mi fermai all'entrata per consegnare la macchina al parcheggiatore. Rimanemmo tutte e due estasiate mentre imboccavo il vialetto d'accesso. Ero gi stata all'Hotel San Louise una volta o due per un brunch con i miei genitori, ma vederlo di sera, tutto illuminato, era uno spettacolo mozzafiato. Lo stile era quello degli Anni Ruggenti, con la facciata bianca e bellissime luci che ci guidarono fino al parcheggiatore. Becca aveva mandato un messaggio ai ragazzi mentre stavamo per fermarci, perci, quando tesi all'uomo le mie chiavi e feci il giro della macchina, non fui sorpresa di trovare Liam e Penn che ci aspettavano fuori.
Cavolo, quanto erano belli sullo sfondo dell'hotel! Mi sembrava di entrare in una scena tratta da Il grande Gatsby.
Mi fermai per esaminare Liam dalla testa ai piedi, ammirando il modo in cui il completo nero di Armani fasciava alla perfezione il suo corpo. Aveva evitato la cravatta e portava la fresca camicia bianca con i primi due bottoni slacciati. I capelli solitamente ribelli erano lisciati all'indietro e attenuavano la durezza dei suoi bei lineamenti, ma un'ombra di barba compensava il tutto. Avrei voluto prenderlo per il bavero della giacca e attirarlo a me per un bacio, ma ci separava ancora qualche passo.
Mentre Liam e Penn si facevano avanti per darci il benvenuto, trattenni un sorriso. Avevano praticamente la lingua di fuori. Era bello sapere che io, Kinsley Bryant, sfigata calciatrice diciannovenne, potevo mettere in ginocchio Liam Wilder... be', quasi.
Si allung per prendermi la mano e mi fece girare in tondo, adagio. Mand un fischio basso e sensuale quando vide la parte dietro del mio vestito.
Kinsley, credo tu abbia dimenticato la giacca in macchina mi prese in giro mentre finivo la mia piroetta.
Alzai le spalle con aria innocente e inalai la sua colonia. Portava il profumo che era il suo marchio di fabbrica e me ne lasciai avvolgere mentre si chinava per rubarmi un casto bacio dalle labbra. Prima di staccarsi del tutto, mi sussurr: Sei stupenda.
Gli sorrisi e tentai di godermi quel momento magico mentre aspettavo di farmi fagocitare da una folla enorme.
Grazie dissi, battendo leggermente il palmo delle mani sulla sua giacca e sentendo il petto robusto sotto la stoffa sottile.
Avrei dovuto avvertirti, ma nell'atrio dell'hotel c' un Tutti-in-posa-per-gli-sponsor, e solo dopo si pu accedere al party.
Un cosa?
Liam sorrise. Un red carpet. Vorranno scattarci qualche foto prima che entriamo.
Fui travolta da un'ondata di panico. Alt, un momento. Ero pronta per questo? La Coach Davis e gli sponsor di Liam sapevano qualcosina della nostra relazione, ma cosa sarebbe successo quando la storia fosse arrivata ai media?
Allora cosa facciamo? chiesi, dandogli una sbirciata per cercare di capire quello che pensava.
La sua espressione era seria ma rilassata. Preferirei averti al mio braccio, ma forse  pi sicuro se entro con Penn e tu e Becca entrate insieme dopo di noi.
Mi allungai per baciarlo sulla guancia. Grazie. Sapevo che stava facendo del suo meglio per proteggermi dall'invadenza mediatica.
Spiegammo il piano a Penn e Becca, dopodich ci avviammo verso l'ingresso dell'hotel. Vidi i fotografi oltre il vetro satinato e il mio nervosismo aument al punto che sentii la mano tremare in quella di Liam.
Lui mi rivolse un sorriso rassicurante, poi mi lasci andare e si diresse all'interno con Penn. Tesi l'orecchio, ma attraverso la porta era impossibile sentire cosa dicevano i giornalisti. Qualche istante dopo, quando Penn e Liam furono usciti di scena, la porta si apr per farci entrare. Allungai la mano all'indietro per prendere quella di Becca e feci un respiro profondo mentre il personale teneva i battenti spalancati per noi.
Nel momento in cui varcammo la soglia, una salva di flash illumin l'atrio lussuoso dell'hotel. L'avevano allestito in modo che gli ospiti della serata fossero incanalati su un lungo tappeto rosso. I fotografi erano da una parte sola, dietro una fune rossa, e dall'altra correva uno striscione gigantesco con i logo dei vari marchi che si inseguivano fino in fondo.
Sorrisi e cercai di apparire naturale, ma sentivo di avere un'espressione tesa e fasulla. Sorridevo o tenevo semplicemente la bocca ben aperta? Becca mi strinse forte la mano e io le restituii la stretta mentre camminavamo verso il centro del red carpet. Quando raggiungemmo un certo segno, un addetto stampa insist perch ci voltassimo e posassimo per una foto. I lampi dei flash si moltiplicarono mentre ci giravamo l'una verso l'altra.
Kinsley, partecipi alla serata da sola, stasera? chiese un giornalista, e nell'attimo stesso in cui pose quella domanda, tutti gli altri si unirono a lui, uno dopo l'altro, strepitando per farsi sentire.
Kinsley, chi  il tuo stilista, stasera?... Vedi qualcuno?... Sai perch Liam abbia smesso di collaborare con la ULA?... Hai in programma di rendere pubblica la tua relazione con Liam?
Mi limitai a tenermi un sorriso falso appiccicato alla faccia come se non sentissi una sola parola. Nonostante questo, mi girava la testa quando l'addetto stampa ci diede il via libera. Trascinai via Becca dal red carpet il pi velocemente possibile e quando alzai lo sguardo vidi Penn e Liam che ci aspettavano all'ingresso del party. Prima fossimo entrati allontanandoci dai media e meglio sarebbe stato.
Non appena i tacchi alti delle mie scarpe tornarono a calcare il pavimento di marmo, pensai di essere in salvo, ma poi sentii una voce stridula e ben nota dietro di me. All'inizio non ci credevo, ma quando mi girai, vidi Tara che posava insieme a un bel ragazzo che non riconobbi.
Il mio abito  Versace e questa scarpe sono Louboutin, naturalmente rispose a uno dei paparazzi mentre dava un colpetto ai capelli per renderli pi vaporosi e si metteva nella posa migliore.
Ci sono appena passate davanti le tue compagne di squadra. Trascorrerai la serata con loro? chiese un giornalista, indicandoci.
Lo sguardo di Tara segu il dito dell'uomo finch non incroci i miei occhi. E a me si strinse lo stomaco. Non avrebbero dovuto riconoscerle diritto di parola. Impossibile sapere cosa stesse per uscirle dalla bocca.
Veramente, non siamo pi compagne di squadra precis con arroganza, riportando l'attenzione sulle macchine fotografiche.
Quel commento scaten un turbine di domande, e io rimasi a stringere il braccio di Becca come in una morsa. Lei mi lanci uno sguardo implorante e Liam cominci a tirarmi verso l'ingresso del party. Non voleva che fossi costretta a sopportare la farsa di Tara, ma dovevo sapere cos'avrebbe risposto.
In realt, ho lasciato la squadra per certi motivi decisamente interessanti. Ho avuto problemi con una persona specifica. Avrei un sacco di particolari piccanti, ma adesso devo andare a questo party, ragazzi! Pu darsi che in un altro momento vi riveli tutta la storia!
La mia mascella ebbe uno scatto mentre la ascoltavo piantare il seme della mia rovina imminente. Per ora stava evitando gli aspetti scabrosi del conflitto, ma tra non molto noi due avremmo dovuto chiarirci. Sapevamo troppo l'una dell'altra e capivo che lei stava solo aspettando di poter usare a suo vantaggio le informazioni che aveva. Liam mi strinse la mano e mi rivolse una smorfia dispiaciuta. Gli infilai l'altra mano sotto il braccio per fargli sapere che non ero arrabbiata... solo sopraffatta. Nella scelta dell'abbigliamento non avevo tenuto conto di Tara. Se avessi saputo che ci sarebbe stata anche lei, nella mia pochette paillettata avrei nascosto una fiaschetta. O magari una Glock.
Il red carpet ci guid tutti e quattro verso una porta a doppio battente dove una PR spuntava gli invitati sulla lista e li autorizzava a entrare. Quando alz lo sguardo su Liam, sorrise e ci fece subito cenno di passare.
Una volta entrati nella maestosa sala da ballo, il mio ritmo cardiaco cominci a rallentare. L dentro, eravamo solo altri ospiti del party.
Gli organizzatori della serata non avevano badato a spese. I colori dell'evento erano il nero, l'oro e il bianco, e si estendevano a ogni minimo dettaglio. La sala era disseminata di tavoli da cocktail neri. Avevano rivestito le pareti con una ricercata tappezzeria a strisce nere e oro. Su ogni tavolo c'erano delle orchidee bianche e la pista da ballo centrale era coperta di palloncini neri. Quando arrivammo, la sala era gi affollata. Gli invitati gironzolavano vicino ai banconi dei bar e alla pista da ballo. Fui sollevata nel vedere che non sarebbe stata una serata con cena formale.
Riconobbi subito parecchi personaggi famosi che chiacchieravano con i loro amici e i loro entourage. Essendo cresciuta a Los Angeles, ero abituata a vederli, ma non avevo mai partecipato a una festa in cui ce ne fossero cos tanti. Fu allora che mi balen alla mente il fatto che ero l in compagnia di uno di quei personaggi.
Nell'attimo stesso in cui entrammo, la gente cominci a ronzare intorno a Liam, salutandolo con la mano, battendogli qualche colpetto sul braccio mentre passava. Era chiaramente benvoluto da tutti i presenti, forse un po' troppo benvoluto da alcune donne, ma feci del mio meglio per ignorare la cosa. E per ignorare la cosa intendo dire che le fissai a lungo e pregai che in realt fossero uomini travestiti.
Liam mi pos la mano sulle reni, con le dita che toccavano la mia pelle nuda. Stavamo salutando un suo amico quando inizi a passarmi lentamente la mano lungo la schiena, quel tanto che bastava per farmi formicolare tutta. Un abito scollato dietro era stata decisamente un'ottima scelta.
Ti va di bere qualcosa? chiese Liam.
Certo. Mi terr impegnate le mani scherzai mentre mi guidava verso il bar.
Questo posto  favoloso osserv Becca, guardando il soffitto a cassettoni, illuminato da stelle d'oro. Non riuscivo a capire se fosse un gioco di luci o se davvero avessero incollato delle stelle al soffitto.
Liam si chin verso di me. Champagne o Greyhound?
Sorrisi al lusso dello champagne, ma dovevo resistere. Forse sar il caso che mi limiti a una Diet Coke, vista la presenza dei giornalisti.
Lui e Penn andarono avanti per ordinarci da bere, Becca e io ci facemmo da parte per stare fuori dalla fila.
Sei uno splendore. Ancora nervosa? chiesi, mettendole le mani sulle spalle come per rifilarle un discorsetto di incoraggiamento.
Lei rise e protese le labbra. No, cavissima, sei tu lo splendore. Risi anch'io. Comunque non mi sento pi tanto nervosa. Adesso che siamo dentro non va cos male.
Concordai e lasciai ricadere le mani lungo i fianchi.
Credevo che quei giornalisti volessero scavalcare la fune e stenderti continu, sempre ridendo.
Alzai gli occhi al cielo proprio mentre Liam e Penn si avvicinavano coi nostri drink. Liam mi baci la guancia e mi pass un bicchiere di soda.
Ehi, grazie dissi con una strizzatina d'occhio. Penn tese a Becca il suo drink e tutti e quattro facemmo tintinnare i bicchieri prima di bere.
Stavate parlando dei giornalisti? chiese Penn.
S, sono stati proprio maligni rispose Becca.
Mentre chiacchieravamo, Liam torn a mettermi la mano sulle reni, tirandomi pi vicina. Sembrava che gli venisse dal profondo, quel reclamarmi. Come se non riuscisse a starmi vicino senza toccarmi in qualche modo. Lasciai che il peso del mio corpo poggiasse contro il suo petto e sentii la sua mano scendere appena oltre il bordo della scollatura sulla schiena. L'unica disgrazia di quel vestito morbido era che non presentava barriere in grado di tenere fuori Liam. Fece scivolare agevolmente le dita un paio di centimetri pi gi di quanto avrebbero dovuto essere. Se avesse continuato, sarebbe arrivato all'orlo delle mie mutandine di pizzo.
Lo fissai con aria diffidente, ma stava parlando con Penn e sorrideva, sicuro di s. Il ragazzo aveva l'impassibilit assoluta del giocatore di poker. Sorrisi tra me e me e presi un altro sorso della mia bibita, ma quando allontanai il bicchiere dalle labbra e alzai gli occhi, vidi Josh e la bambolona bionda.
S, proprio quella che avevo trovato nel suo letto quando uscivamo insieme. Venivano verso di noi dall'ingresso della festa.
All'inizio quasi non riuscivo a crederci. Josh aveva di sicuro pi classe di cos. O forse non sapeva che Liam mi avrebbe invitata? Comunque fosse, sentii una stretta allo stomaco e desiderai scappare di l all'istante. Le dita di Liam premettero con delicatezza la mia schiena, facendomi sapere che anche lui l'aveva visto.
Salve a tutti esord Josh con un accenno di sorriso. Ero sorpresa che si fosse anche solo avvicinato al nostro gruppo, ma poi ricordai che lui e Liam si erano allenati insieme per tutta la settimana. Liam mi aveva detto che in campo mettevano da parte le stronzate e facevano gioco di squadra. Per non sapevo bene quali fossero le regole per una situazione come quella.
Rispondemmo tutti con un semplice ciao e a quel punto pensai che Josh sarebbe sgattaiolato via, ma no, invece. Ebbe la sfacciataggine di presentarci la sua compagna, Jenny.
Penn e Liam fecero un cenno di saluto con la testa e Becca mormor un ciao. Non sapeva che Jenny fosse la ragazza con cui Josh mi aveva tradita, ma aveva abbastanza buonsenso da capire che tutto quello che lo riguardava non portava niente di positivo.
Jenny non mi guard una sola volta. Evit ogni contatto visivo e continu a spostare lo sguardo per la sala. Sentivo Liam irrigidirsi sempre di pi accanto a me. Ero certa che la mia rabbia fosse qualcosa di tangibile che contagiava il resto del gruppo.
Il silenzio si fece via via pi spiacevole e alla fine proprio non riuscii a sopportarlo. Bene, Josh, direi che hai reso la situazione gi abbastanza imbarazzante.
Non appena ebbi pronunciato quelle parole, Liam lasci ricadere il braccio che teneva dietro la mia schiena e fece un passo avanti, piazzandosi tra Josh e me. Per fortuna, in quel momento Josh non era del tutto sbronzo e cap che fare a botte non era l'idea migliore del mondo.
S, va bene. Hai ragione. Ci vediamo domani alla partita. Fece un sorriso tirato e se ne and. Jenny gli trotterell dietro, cercando di tenere il passo.
Per un po' restammo tutti impietriti e in silenzio, ma poi Becca parl. Mi rendo conto che Josh  particolarmente scemo, ma prima o poi dovremo pur riuscire a parlare con lui, visto che  un compagno di squadra di Liam e Penn.
S, sono assolutamente d'accordo, ma non gli permetto di presentarmi la ragazza con cui l'ho trovato a letto quando uscivamo insieme commentai ironicamente.
Becca rimase senza fiato. Era lei? Ha avuto la faccia tosta di portarla a questa serata e presentarla a te?! Fumava di rabbia e non potevo fargliene una colpa. Se non fossi stata vicino a Liam, io stessa sarei stata molto pi arrabbiata per quella faccenda. Ma nel momento in cui Josh spar dalla mia vista, l'effluvio della colonia di Liam mi avvolse e ricordai con chi ero l veramente. Liam era pi importante di tutto.
Lo guardai negli occhi e posai la mano sul suo avambraccio. Non me ne importa niente. Sono qui con te, e non vorrei essere con nessun altro.  solo che mi piacerebbe tanto non dover fingere che quella tipa mi stia simpatica.
La sua espressione dura cominci a rilassarsi quando le mie parole gli entrarono dentro. Fece un respiro profondo e si pieg verso di me. Se in questa occasione non dovessi salvare le apparenze, adesso non sarebbe in piedi.
Rabbrividii. No. Per favore. Lui non  cos importante per me perch tu debba sprecarci energie. Non voglio neanche essere sua amica. Sar educata con lui ogni volta che saremo costretti a stargli vicino, ma ti prego, non lasciare che rovini la nostra serata.
Liam mi baci proprio sulla bocca, rubandomi il respiro e sostituendolo con tutto quello che provava per me. Quando si stacc, capii che la sua rabbia era di nuovo sotto controllo. Le mie labbra avevano rimpiazzato il bisogno di picchiare Josh. Labbra di Kinsley 1 - Josh 0.
Gettai un'occhiata da sopra la spalla e vidi Penn mettere un braccio intorno a Becca e attirarla a s. Lei gli sorrideva e, per un attimo, tutto parve rasserenarsi.
Devo ancora salutare alcune persone. Che ne dite se ci ritroviamo sulla pista da ballo tra un po'? chiese Liam a Penn.
Lui e Becca accettarono e un istante dopo Liam mi guidava rapido tra gli invitati, senza mai allontanare la mano dalla mia schiena. Mi present alla sua agente, la donna adorabile che ci aveva concesso un momento per parlare la settimana prima. Mi rivolse un sorriso d'intesa mentre mi stringeva la mano e capii che aveva fatto il tifo per me sin dall'inizio. In quell'occasione, mi accorsi che aveva passato la trentina da un po' e portava una bellissima fede al dito.
 un vero piacere conoscerti, Kinsley. Sembra che tu abbia un'influenza positiva su Liam disse tutto d'un fiato, guardandolo come una vecchia amica.
Sogghignai. Ah, davvero? Volevo altri dettagli.
 stato pi concentrato sulle cose importanti, ultimamente. E questo mi semplifica un tantino il lavoro.
Liam ridacchi. Con la percentuale che prendi, forse dovrei farti lavorare di pi.
Lei finse di boccheggiare. Non ci pensare neppure.
Chiacchierammo ancora un po', dopodich Liam mi guid verso un altro gruppo.
Ti garantisco che non sar una cosa lunga. Devo togliermela subito, poi saremo solo tu e io per il resto della serata disse. Mi esamin dalla testa ai piedi e io gli rifilai uno schiaffetto scherzoso.
Non sono sicura che il modo in cui mi stai guardando sia appropriato, in pubblico lo avvertii con un sorriso provocante.
Con un sorrisetto, mi attir a s per baciarmi. Oh, non lo , infatti. Meglio tu non sappia quali pensieri continuano a girarmi per la testa da quando ti ho vista con quel vestito.
 la schiena, vero? scherzai, cercando di abbassare la temperatura tra di noi.
La sua mano segu la linea della mia spina dorsale e si ferm appena sopra il sedere. Non mi ero mai considerato un feticista della schiena finch non ti ho vista con questo addosso.
Risi e lui mi baci ancora una volta prima di trascinarmi in mezzo ad altra gente. Stavolta, almeno, vidi accanto a me una faccia nota. Per quanto non particolarmente gradita. Brian King, il pi bugiardo dei giornalisti bugiardi.
Oh, salve Brian. Gli rivolsi un breve sorriso mentre Liam attaccava a parlare con un'altra persona del gruppo. Brian si gir e capii che era un tantino sbalordito nel trovarmi ferma vicino a lui.
Kinsley! esclam, gli occhi accesi di sorpresa. Non sapevo che fossi qui. Volevo contattarti sin da quando  uscito l'articolo, ma sono stato molto occupato.
S, lo immagino dissi, bevendo un sorso della mia bibita.
Come va? chiese, dando una rapida occhiata al mio abito prima di incrociare i miei occhi.
Bene risposi onestamente.
In realt sono contento di poter parlare con te di persona inizi, girandosi verso di me. Volevo scusarmi. Quando ti ho chiesto di collaborare con me, nelle mie intenzioni l'articolo doveva riguardare il calcio.  stato il mio direttore a spingere per quell'assurdit del romanzetto d'amore perch avevamo bisogno di aumentare gli indici di ascolto dell'emittente. Alla fine ha manipolato l'intera storia e io ho dovuto combattere con le unghie e con i denti. Ma naturalmente l'ultima parola l'ha avuta lui. Le sue scuse sembravano sincere, e la pancia mi diceva che non era un cattivo ragazzo. Sapevo che probabilmente subiva molte pressioni per consegnare alla rivista articoli di un certo tipo.
Voglio dire, io ho studiato per fare il giornalista sportivo, non il collaboratore di un giornalaccio di gossip. Si pass la mano tra i capelli e mi sentii obbligata ad alleggerirgli la coscienza.
Brian, non c' problema. So che le tue intenzioni erano buone dissi, battendogli qualche colpetto sul braccio. Tutto il suo corpo sembr rilassarsi e sulla sua faccia apparve un piccolo sorriso.
Per sono davvero felice di vederti. Sei qui con la tua squadra? chiese. Immaginai che non mi avesse vista mentre mi avvicinavo insieme a Liam.
No. In realt sono qui con alcuni amici. Ero convinta della sua buonafede nella faccenda dell'articolo, ma non avrei spifferato a un giornalista che ero al party in compagnia di Liam, neanche a un giornalista che si dimostrava amichevole.
Oh disse, facendo segno di s con la testa e fissando Liam dietro di me. Capisco. Be', spero che ti diverta. Ti rivedo dopo sulla pista da ballo? chiese con un luccichio speranzoso negli occhi. In quel preciso momento sentii la mano di Liam sulla schiena, anche se lui continuava a parlare con l'altro invitato. L'amico aveva una personalit dominante, era sempre pronto a marcare il suo territorio, a dir poco. Decisi di spingerlo oltre i suoi limiti.
Certo, Brian. Pi tardi balliamo insieme. Avvertii uno spostamento da parte di Liam e subito dopo lo sentii intervenire.
In realt, pensavo di portartici adesso, Kinsley disse, prendendo il mio bicchiere e posandolo sul tavolo pi vicino.

23
Volevi la mia attenzione: adesso ce l'hai disse Liam con un bel sorriso mentre mi faceva volteggiare sulla pista da ballo.
Mmm, forse volevo davvero ballare con Brian lo provocai, maliziosa.
Dovrai passare sul mio cadavere, piccola scherz lui, cingendomi la vita con le braccia. L'impianto stereo passava un lento.
Ma voi due non eravate compagni di squadra? chiesi.
Lo sguardo di Liam percorse il mio corpo. Non ha niente a che vedere con il fatto che lui balli con te vestita cos.
Questo abito non  poi cos male lo sfidai mentre mi faceva piroettare dolcemente verso l'esterno per poi attirarmi di nuovo tra le sue braccia. Era un ballerino provetto e seguirlo mi risultava incredibilmente semplice.
La sua mano torn a posarsi sulla mia pelle, proprio all'altezza delle reni.
Sorrise con aria sicura e scosse la testa. La mia mano  a cinque centimetri dal tuo tanga. Questo vestito andrebbe bruciato.
 la linea morbida! risi, e lui mi pieg all'indietro in un casqu, piazzandomi un bacio sensuale sul collo prima di tirarmi su.
Liam scosse allegramente la testa.
Una nuova canzone sostitu la prima e altri invitati ci raggiunsero sulla pista da ballo.
Sono entusiasta di vederti giocare, domani. Sorrisi e intrecciai le mani dietro il suo collo.
Sar una bella partita. E io sono autorizzato a venire alla tua amichevole della settimana prossima?
Tirai indietro la testa per guardarlo negli occhi. Come l'hai saputo?
Inarc un sopracciglio. Ho controllato il calendario della ULA. Non intendo perdermi neanche una delle tue partite, se posso.
Strinsi le labbra e appoggiai la testa sul suo petto. Non so perch, ma il pensiero che controllasse il calendario delle mie partite mi sembrava romantico. Dimostrava quanto fosse vicino a me e alla mia squadra.
S. Puoi venire mormorai.
Ci godemmo le canzoni successive, stretti su quella specie di nuvoletta rosa. Di tanto in tanto, mi faceva piroettare o piegare all'indietro per scherzo, e ogni volta non riuscivo a trattenermi dal ridere. Di canzone in canzone, lo spazio tra i nostri corpi sembrava ridursi. Le sue mani scivolavano su e gi lungo la mia schiena. Le sue labbra mi sfioravano la bocca, il collo, la guancia ogni volta che riusciva a farla franca. Stavo andando in pezzi pian piano e lui era l'artefice della mia rovina.
Alla faccia del tenere un profilo basso mormorai, per niente arrabbiata, in realt.
Lui scroll le spalle. Non mi crea nessun problema il fatto che tutti in questa sala sappiano che stai con me.
Mmm, vedremo cosa scriveranno i giornali su di noi, domani scherzai, e proprio in quel momento vidi Becca correre sulla pista. Rimase bloccata dalla gente che ballava, ma la seguii con gli occhi e, quando fu sul punto di sparire dietro l'angolo, diretta alle toilette, mi accorsi che il suo viso era rosso e tutto chiazzato.
Oh, no. Becca sta piangendo mormorai, sciogliendomi dalle braccia di Liam.
L'hai vista? chiese, girandosi nella mia stessa direzione.
Era diretta verso il bagno. Devo andare a sentire cos'ha. Tornai a voltarmi, posandogli una mano sul braccio. Torno a cercarti dopo. Va bene?
Annu, ma aveva gli occhi come due fessure. Va' a vedere se sta bene.
Zigzagai tra i ballerini e mi precipitai nella toilette. All'inizio pensai che fosse deserta, ma poi vidi che l'ultimo box era chiuso e, quando mi avvicinai, sentii provenire da l un pianto soffocato.
Bussai alla porta. Becca?
Kinsley? chiese in tono speranzoso.
S, apri la porta e fammi entrare.
Un attimo dopo, faceva scorrere il chiavistello e teneva la porta aperta quel tanto che bastava per permettermi di scivolare dentro dietro di lei.
Becca, cosa c' che non va? Stai bene? Penn ti ha fatto qualcosa? le chiesi mentre tornava ad accasciarsi contro la parete e nascondeva il viso tra le mani.
Cerc di fare un respiro profondo, ma le sfugg un piccolo singhiozzo. La ex di Penn  qui.
Inspirai bruscamente. Okay... va bene risposi, facendo un passo verso di lei e chinandomi in modo da riuscire a scorgere il suo viso. L'hai vista tu? Te l'ha indicata lui?
Ancora non capivo perch piangesse. Era solo arrabbiata perch la ex di Penn era l? A me non sarebbe piaciuto affatto vedere la ex di Liam, ma avevo l'impressione che ci fosse qualcosa di pi.
 venuta dritta da noi mentre stavamo parlando e si  presentata. Sapevo chi era perch Penn mi aveva detto come si chiamava e si vedeva che lui era turbato.
Annuii e mi morsi il labbro inferiore.
Ha chiesto di parlargli in privato. Penn non l'ha seguita subito. Credo che non volesse lasciarmi, ma lei gli si  appiccicata addosso e l'ha praticamente trascinato via. Ho cercato di pensare positivo. Ho pensato che forse aveva solo bisogno di parlargli, ma quando sono tornata dal bar li ho visti avvinghiati in un angolo che pomiciavano.
Oh cazzo. Mi coprii la bocca con le mani e rimasi l in silenzio. Non riuscivo a crederci. Penn sembrava davvero cotto di Becca e baciare la sua ex davanti a lei era una clamorosa mancanza di rispetto. Mi sentii invadere dalla rabbia.
Mi dispiace tanto, Becca dissi, allungando una mano per sfiorarle la spalla. Lei si limit a scuotere la testa e and verso la porta del bagno.
Possiamo andarcene e basta? Non voglio pi stare qui, e di certo non voglio rivedere Penn e la sua ex.
Annuendo, la feci uscire dal bagno e poi dalla toilette. Non c'era modo di lasciare la festa senza ripassare dalla sala da ballo, cos la guidai attraverso la folla mentre lei teneva la testa bassa. Eravamo quasi a met del salone quando Tara ci blocc il passo.
Ve ne andate cos presto, signore? Becca  gi sbronza? chiese, scoccandole un'occhiata compassionevole.
Ignorai del tutto la sua domanda e tentai di farmi strada per superarla. Purtroppo, lei torn a spostarsi di lato e, nel muovermi, il mio piede urt la sua gamba. Inciampai e caddi in avanti, proteggendomi con le mani per non rovinare a terra, ma battendo violentemente le ginocchia sulla pista da ballo. Riuscii a frenare la caduta con una certa eleganza, per non potei evitare di trascinarmi dietro Becca, e quel piccolo incidente cre un po' di trambusto.
Oddio, ma queste due sono ubriache fradice comment velenosa Tara, fingendosi preoccupata. Qualcuno pu chiamare un taxi? O  il caso di avvertire la sicurezza?
Sto bene. Sono solo inciampata risposi proprio mentre uno sconosciuto tendeva la mano per aiutare me e Becca a rialzarci. Lanciai a Tara uno sguardo assassino e ne ricevetti uno identico da lei. La minaccia era chiara: inizia il gioco.
Kinsley, non sei obbligata a ubriacarti a una festa per attirare l'attenzione. Ho idea che nei prossimi giorni la stampa ti dedicher un sacco di attenzione annunci con un luccichio negli occhi.
La guardai malissimo, tentando di capire se quella fosse una minaccia diretta oppure no. Di cosa parli?
Andiamo via, Kinsley ansim Becca, gi muovendosi tra la gente in direzione della porta. Le corsi dietro per raggiungerla prima che potesse incrociare Penn. Con Tara avrei dovuto vedermela pi tardi.
Recuperai Becca, ed eravamo quasi arrivate all'ingresso quando scorsi Penn, Liam e una donna che immaginai fosse la ex di Penn. Erano a pochi passi dalla porta e ci avevano gi viste. Misi un braccio intorno alle spalle di Becca con fare protettivo e cercai di ignorare il bisogno impellente di urlare contro Penn.
Bisogno che aument quando il mio sguardo cadde sulla sua ex. Avrei voluto schiacciarla sotto le suole delle scarpe. Non mi interessava quale fosse la sua storia. Lei era la personificazione della tristezza di Becca e io la odiavo per questo. Era bella, naturalmente, ma di quel tipo di bellezza caro ai maschi da cui per le donne non si fanno ingannare. Abbronzatura fasulla, tendente all'arancione, ciglia finte e naso da chirurgia plastica. Portava i lunghi capelli biondo scuro raccolti sulla testa e un vestito aderente come una seconda pelle. Il suo sguardo era puntato pericolosamente su Becca, e la mia voglia di farla fuori aument.
Liam venne a mettersi accanto a me, sull'altro lato rispetto a Becca.
Ti ho fatto portare la macchina qui davanti, se pu servire sussurr. Stavi parlando con Tara, un attimo fa?
Gli lanciai uno sguardo riconoscente. S, ma adesso non ha importanza. Grazie per la macchina. Noi dobbiamo andare.
Lui chiuse gli occhi e fece segno di s con la testa, come se pensasse che quella era la soluzione migliore. Verrei con voi, ma devo occuparmi ancora di alcune cose. Posso venire da te dopo che me ne sar andato?
Gettai un'occhiata a Becca. Non c'era modo di sapere di che umore sarebbe stata, ma se avesse avuto bisogno di me, non l'avrei abbandonata per stare con Liam.
Chiamami prima e vediamo risposi mentre passavamo vicino a Penn e alla sua ex, sfiorandoli. Becca gir la testa dall'altra parte e si affrett a uscire. Scrollai le spalle, irritata, e la seguii rapidamente.
Il viaggio di ritorno fu difficile da sopportare perch il 90 per cento di me avrebbe voluto girare la macchina e suonarle di santa ragione a Penn. Cosa credeva di fare, giocando in quel modo coi sentimenti di Becca?
Mi sento un'idiota. Lui non mi ha mai detto che il nostro fosse un rapporto esclusivo. S, abbiamo passato del tempo insieme, ma non mi ha chiesto di essere la sua ragazza. Avrei dovuto aspettarmi qualcosa del genere.
No! protestai. Ha chiesto a te di accompagnarlo a questa serata, e questo significa che non ha il diritto di farsi un'altra sotto il tuo naso. Non  stupido. Sapeva bene di giocare coi tuoi sentimenti.
Mi sono detta di non sperarci troppo, ma l'ho fatto lo stesso. Lui mi piace davvero, Kinsley, ma  intoccabile. Non  pronto per una relazione. Dio, non ha neanche dimenticato quell'altra!
Non sapevo cosa dire, continuavo solo a biascicare: Mi dispiace tanto.
Dopo questo scambio, Becca non parl pi. Rimase a fissare fuori dal finestrino per il resto della strada e, quando arrivammo a casa, and a lavarsi la faccia e a mettersi in pigiama.
Ti va di venire in camera mia e guardare qualcosa insieme?
Si accigli. Non lo so. Forse dovrei dormire e basta.
E dai. Non posso certo lasciarti andare a dormire cos. Vieni a vedere un episodio di Parks and Recreation con me. Rideremo e malediremo i ragazzi, augurandogli di finire nelle profondit dell'inferno.
Fece una risata infelice, per mi segu.
Misi il portatile sul letto e scalciai via le scarpe con il tacco alto.
Non ti cambi? chiese lei mentre gattonavo sul letto ancora vestita.
Scrollai le spalle. Quest'abito  stranamente comodo, e poi averlo addosso mi fa sentire carina.
Becca sorrise e scosse la testa. Io mi allungai per premere il tasto PLAY del programma. Era bello farla sorridere, dopo una serataccia del genere, ma non riuscivo a concentrarmi sulla serie. Continuavo a riascoltare la nostra conversazione e a rivedere le sue lacrime nel bagno. Meritava pi di questo, e non capivo cos'avesse creduto di fare Penn. Perch le avrebbe giocato un tiro simile? Forse la sua ex era ancora una storia in sospeso. Anche Liam aveva una ex cos? Non ne avevamo mai parlato.
Becca interruppe il filo dei miei pensieri. Non penso di rinunciare a Penn mormor con gli occhi ancora fissi sullo schermo del mio computer. Era chiaro che neanche lei stava seguendo davvero il programma.
Mi girai nella sua direzione e annuii. Non finch non saprai tutta la storia. Sarei la prima a dirti di lasciarlo e cercartene uno migliore, ma sinceramente credo che dovresti sentire anche la campana di Penn. Quella tipa ti guardava con odio, quindi  chiaro che si sente minacciata dall'interesse che lui ha per te. Non pu darsi che sia stata lei ad averlo baciato e che tu abbia visto la scena proprio nel momento peggiore? Mi fermai e le sfiorai il braccio. Per davvero Becca, dovr strisciare. Non pu aspettarsi di trattarti cos e cavarsela senza un graffio.
Si mordicchi il lato del labbro, pensandoci su. Vedremo.
In quel momento, sentii bussare leggermente alla porta.
Avanti dissi, pensando di vedere una delle nostre compagne infilare dentro la testa. Invece fu Liam ad aprire la porta e a muovere un cauto passo all'interno. Sembrava che essere l lo rendesse nervoso. Schizzai gi dal letto all'istante.
Ehi! E tu cosa ci fai qui? chiesi, incapace di nascondere un sorriso sorpreso mentre il mio sguardo scendeva lungo il suo vestito. Teneva una busta di plastica nella mano sinistra.
Non rispondevi al telefono e volevo accertarmi che stessi bene. Scrut Becca, sdraiata sul letto in pigiamone integrale, poi i suoi occhi tornarono a posarsi su di me.
 zona di odio-libero-per-i-ragazzi? Devo andarmene? chiese con un sorriso timido. Avrei voluto cancellarglielo a forza di baci. Era cos bello con quel vestito nella mia camera da letto, anche se in effetti sembrava fuori posto.
Dipende da quello che hai nella busta, Wilder replic Becca.
Lui rise e la sollev per guardarci dentro. Gelato, dolcetti e un po' di alcolici. Non ero sicuro di cos'avreste voluto. Scroll le spalle e io mi protesi per baciarlo sulla guancia.
Grazie, davvero gli sussurrai all'orecchio prima di tirarmi indietro e sfilargli la busta dalle mani.
Devo andarmene? chiese di nuovo mentre passavo la busta a Becca e lasciavo che desse una sbirciata dentro.
Be', presumo che gli M&M'S tu li abbia comprati per te stesso, giusto? scherz Becca.
Si strofin i capelli sulla nuca, e fece lampeggiare un sorrisone imbarazzato. Ce n' un altro sacchetto per voi ragazze.
Ridemmo e Becca agit la mano. Vieni, forza. Fingiamo di guardare la TV, ma in realt stiamo riflettendo su come potrei uccidere Penn in modo lento e doloroso.
Liam scalci via le scarpe e mise la giacca sullo schienale della sedia davanti alla scrivania. Lo osservavo, incantata dai suoi movimenti. Si arrotol le maniche della camicia e si avvicin finalmente al letto. Era il sandwich perfetto, a mio parere. Becca da una parte, Liam dall'altra, e dolcetti sparsi in grembo. Cos'altro poteva desiderare una ragazza?
Mi permetti di farti qualche domanda su Penn e la sua ex? chiese Becca in tono cauto mentre gli gettava il sacchetto di M&M'S riservato a lui.
Quella non mi piace borbott Liam, aprendo la confezione.
Be', ottimo. Allora sei dei nostri. Sorrisi e gli colpii scherzosamente una spalla.
Ho dimenticato come si sono conosciuti, ma sono usciti insieme per un anno e lei lo ha preso in giro tutto il tempo. Lo teneva buono dicendogli quanto lo amava e poi lo trattava di merda. Gli ho detto di lasciarla non so pi quante volte, ma alla fine  stata lei a lasciare lui, e io ho pensato che finalmente l'avrebbe vista per la stronza che era.
Non l'ha pi frequentata da quando hanno rotto, ma non mi sorprende che sia ricomparsa proprio stasera. Forse ha sentito dire che lui aveva voltato pagina e le  venuta voglia di tornare a piantargli addosso i suoi artigli. Ecco che razza di strega manipolatrice .
Becca si infil una cucchiaiata di gelato in bocca, mormorando: Wow.
Tu per non dovresti liquidarlo. Conosco quel ragazzo da anni e non  tipo da tradire.  un buon amico e un buon compagno di squadra. Dagli il tempo di capire la stronzata che ha fatto.
Becca socchiuse gli occhi. Ricorda una versione adulta di me. La sua ex, intendo. Sul serio, paragonata a lei, sembro la sorella minore di Barbie.
No! protestai proprio mentre Liam si sporgeva in avanti.
Cazzo, no. Lei  patetica, con quel broncio finto-sexy.
Lo fissai con un sorriso di approvazione. Per essere un calciatore alto un metro e novanta che trasudava testosterone e padronanza di s in ogni momento, se la cavava piuttosto bene, a una serata di sole ragazze. Era quasi comico pensare che aveva picchiato Josh non pi tardi di una settimana prima e guardarlo ora seduto sul mio letto a mangiare M&M'S e discutere di pene d'amore con noi.
Ci appoggiammo tutti ai miei cuscini per parlare di Penn e aiutare Becca a farsi meno problemi riguardo alla situazione. Liam la consigli sul modo pi giusto di comportarsi con Penn. Era come avevo pensato io. Le disse che era Penn a dover venire da lei e che lei doveva evitarlo per qualche giorno in modo che si rendesse conto di quanto era stato idiota. Continuammo a parlare finch non cominciammo ad appisolarci tutti e tre. Non so bene chi cedette per primo, ma alla fine ci addormentammo cos: Becca raggomitolata su un fianco con il suo pigiamone e io, ancora con il mio vestito sottolinea-curve, tra le braccia di Liam. Il profumo della sua colonia pervase i miei sogni.
 strano come le piccole cose finiscano per chiarire i sentimenti che provi. Vedere Liam entrare nella mia stanza con una busta di dolci e di alcolici per la mia migliore amica mi fece perdere la testa per lui ancora di pi.
C'era da sperare che almeno mi rimanesse attaccata alle spalle.

24
Liam non c'era gi pi quando Becca e io ci alzammo dal letto, la mattina dopo, ma sapevo che se ne sarebbe andato presto. A quanto pareva, prima della partita aveva una conferenza stampa e una serie di foto con la squadra. Il pensiero di vederlo giocare mi rendeva euforica.
Ero in bagno a lavarmi i denti quando Becca entr, mi fiss stancamente nello specchio e mi tese il suo telefono.
Non so ancora come mi sento per questa cosa, ma ecco mi avvert. L'immagine che mi si present fu come un pugno nello stomaco. Mi chinai in avanti e sputai il dentifricio, mi pulii la bocca e mi asciugai le mani, meticolosa e impassibile, prima di girarmi e prenderle di mano il telefono.
Purtroppo, in quei pochi istanti la foto non era scomparsa. La ingrandii e cercai di placare la rabbia che minacciava di affiorare.
Era uno scatto della sera prima. L'inquadratura stretta mostrava Liam e Penn con la ex di Penn e un'altra ragazza che sembrava una modella dall'aspetto esotico. Penn era vicino alla sua ex e Liam accanto alla modella. La didascalia sottostante diceva qualcosa riguardo a due giocatori della LA Stars insieme alle loro ragazze per la serata.
Ho gi visto quella foto su altri siti spieg Becca, riprendendosi il telefono e filandosela dalla mia stanza senza dire altro. Non avevo idea di come si sentisse. Per quanto ne sapevo, quello era l'ultimo chiodo sulla bara di Penn.
Mi piegai sul lavandino e lasciai ricadere la testa. Mi ero preoccupata cos tanto per il fastidio che i media creavano a me e Liam da non fermarmi a considerare quanto sarebbe stato brutto se avessero scritto che Liam stava con un'altra. Non avrebbe dovuto fregarmene niente. Che importanza poteva mai avere se la gente credeva che Liam frequentasse quella ragazza? Ma in realt me ne fregava eccome. Mi faceva rabbia vederlo con un'altra dopo la mia uscita di scena. Avevano ballato? Cosa poteva aver indotto i giornalisti a pensare che stessero insieme? O quell'unica foto veniva male interpretata appositamente per vendere pi copie?
Il mio impulso iniziale fu di immaginare il peggio: mi tradiva. Ero stupida quanto Becca e Liam mi stava prendendo in giro. Dopotutto, la mia esperienza in materia di relazioni aveva dimostrato che di solito le mie peggiori paure erano fondate.
Mi sedetti sul bordo del letto e scorsi tutti i siti di giornali scandalistici che pubblicavano foto di Liam scattate durante la serata. Quella era l'unica immagine in cui compariva insieme alla ragazza. In compenso - sorpresa! - ce n'erano parecchie che ritraevano lui e me. Fermi accanto al red carpet, immersi in chiacchiere nel salone, avvinghiati l'uno all'altra sulla pista da ballo. Le sensazioni della sera prima riaffiorarono impetuose come un'onda di marea, e capii che non gli avrei rinfacciato quella foto.
Potevo supporre il peggio o supporre che Liam mi stesse proteggendo, supporre che fosse migliore di Trey e Josh. Fino a quel momento, non aveva fatto altro che dimostrare la sua affidabilit, e io non l'avrei punito per qualcosa che neanche lui era in grado di controllare. Sapevo per esperienza diretta con che velocit i media manipolavano una storia, perci uscii dalla pagina web e spensi il portatile. Quando guardai il telefono, vidi un messaggio di Liam.
 Liam: La mia agente mi ha appena avvertito che circola una foto in cui figuro in posa con Penn e una ragazza sconosciuta.  una balla. Quella si  avvicinata a noi proprio mentre io ne stavo dicendo quattro a Penn e il fotografo stava per scattarci una foto. Io NON ero con lei. Adesso non posso parlare, sono a una cosa con la stampa, ma ti chiamo quando ho finito.
 Kinsley: No, Liam,  tutto a posto. Ieri sera sei venuto DA ME. Mi fido.
 Liam: Cose del genere succederanno, ma con te sar sempre sincero. Io non faccio cazzate alla Penn.
Sospirai nel leggere il suo messaggio. Sapevo di aver fatto la cosa giusta ignorando i pettegolezzi. Liam aveva davanti una giornata importante e non gli servivano scene di gelosia che gli creassero altro stress.
 Kinsley: So in cosa mi sono impegnata, Wilder.
 Liam: Nessun rimpianto?
 Kinsley: Non quando penso a come stavi ieri sera con quel vestito... ;-)
 Liam: Non cominciare. Devo parlare tra qualche minuto.
 Kinsley: Quindi non devo dirti che sto per entrare nella doccia? Oops, addio mutandine.
 Liam: ... Stasera vieni a casa con me dopo la partita.
 Kinsley: Forse ho gi dei programmi con la mia squadra.
 Liam: Li avevi. Cancellali.
Sorrisi per quella spavalda fiducia che aveva in se stesso e gettai il telefono sul letto. Avevo mentito sulla doccia. Avrei fatto prima una corsa, poi la doccia, e pi tardi mi sarei preparata per la partita. Mi trascinai dietro Becca perch sapevo che un po' di moto l'avrebbe fatta sentire meglio. Non sapevo cosa le passasse per la testa. Mi aveva detto che Penn l'aveva cercata molte volte dalla sera prima, ma lei aveva ignorato tutte le chiamate.
Non sono ancora pronta per parlare con lui. Continuo a oscillare tra rabbia e tristezza, e non voglio mettermi a piangere quando alla fine lo affronter mi spieg mentre cominciavamo gli esercizi di defaticamento dopo la corsa.
Ha senso. Concediti un po' di tempo.
Becca sospir e si appoggi le mani sulla testa per poter fare respiri pi profondi. Vorrei solo non doverlo vedere alla partita, stasera.
Forse  un bene, invece sottolineai. Lo vedrai, ma non potrai parlargli perch sar in campo. Considerala una specie di preparazione per il momento in cui ti ritroverai davvero faccia a faccia con lui.
Dopodich, stabilii che non avrei pi detto niente. Becca era combattuta. Doveva capire da sola cosa voleva fare, io avrei sostenuto la sua decisione in ogni caso. A meno che, naturalmente, non avesse deciso di rinunciare agli uomini e di entrare in convento. Tra le sottane da suora e i suoi attuali pigiamoni integrali il passo era brevissimo.
Cos' quella borsa enorme? chiese Becca mentre scendevamo dalla sua macchina davanti allo stadio.
Arrossii. Ehm, Liam vorrebbe che andassi a casa con lui, dopo la partita. Non sono ancora sicura al 100 per cento che lo far, ma nel caso ho pensato di dover essere preparata. Non avevo preso molta roba, solo un cambio d'abiti. Entrava tutto con discrezione nella mia borsa, cos potevo almeno sperare di non apparire troppo impaziente.
Lui  una buona scelta, Kinsley disse Becca con un sorriso timido.
Il resto della squadra aspettava nel punto prestabilito fuori dallo stadio e, quando il gruppo in maglietta nera fu al completo, la Coach Davis ci guid all'interno. Lo stadio era enorme e gi gremito di tifosi sovreccitati, ma noi avevamo dei posti riservati appena dietro gli amici e i familiari dei giocatori.
Eravamo abbastanza vicine al campo da vedere i calciatori di entrambe le squadre che facevano riscaldamento. Individuai subito Liam e non riuscii a evitare di sentirmi frastornata e orgogliosa. Anche Penn si stava scaldando accanto a lui, ma n l'uno n l'altro avevano ancora notato il nostro arrivo. Becca sospir e mi segu a ruota, mettendosi dietro di me per non farsi vedere.
Strascicando i piedi, ci infilammo ai nostri posti, ma nell'attimo stesso in cui ci sedemmo, si form una fila di ragazzine che chiedevano di farsi una foto con noi. Erano aspiranti calciatrici, e una di loro conosceva persino il mio nome.
Da grande giocher a calcio nella ULA, proprio come te. Mi rivolse un sorriso radioso e io le firmai la maglietta.
Senz'altro. Lo vedo gi che sei una grande atleta e... ah, non dimenticare di mangiare la tua verdura. Sorrisi e le restituii il pennarello. Guardai la madre della piccola, ferma a pochi passi da noi con l'iPhone gi pronto. Ti piacerebbe una foto?
S! Per favore! strill la bimba, e mi mise un braccio intorno alle spalle. Sorrisi alla fotocamera del telefono per tutto il tempo, come se stessi vivendo un'esperienza extracorporea. Il fatto che anche solo un'unica ragazzina sapesse il mio nome e mi riconoscesse era qualcosa che non avrei mai dimenticato.
Quando la fila delle bambine si esaur, i giocatori avevano completato il riscaldamento ed erano scomparsi negli spogliatoi per prepararsi alla partita. Dopo che Becca ebbe finito di firmare anche l'ultimo autografo, mi sedetti vicino a lei. Sorrideva, serena come non era stata prima che si avvicinassero le ragazzine. Forse, alla fine, aveva smesso di pensare al disastro tra lei e Penn.
Non restammo sedute per molto, perch una musica dance a volume altissimo cominci a martellare dagli altoparlanti. Tutto il pubblico balz in piedi e si mise a gridare e battere le mani.
Era giunto finalmente il momento dell'ingresso dei giocatori.
L'annunciatore present la squadra avversaria tra fischi ed evviva, ma per introdurre la LA Stars se la prese con comodo. Ogni titolare veniva nominato singolarmente mentre la sua foto appariva su tutti i maxischermi. Uno alla volta, i giocatori uscirono di corsa dagli spogliatoi e si mostrarono al pubblico inneggiante. Quando fu chiamato Penn, gli applausi dei tifosi aumentarono di volume. Becca, invece, smise del tutto di applaudire. Il bel viso di lui apparve sul maxischermo, e io non potei fare altro che sbirciare Becca di nascosto e vederla mordersi il labbro mentre lo contemplava.
Liam fu l'ultimo a essere chiamato. L'annunciatore pronunci il suo nome facendolo durare all'infinito e il boato della folla per poco non mi spacc i timpani. Le donne impazzirono, anche le ragazze della mia squadra, e quando sul maxischermo comparve il suo viso, il mio cuore si sciolse come neve al sole. Era bello da paura, con quel sorriso irresistibile. Feci scorrere rapidamente lo sguardo fino al punto da cui stava uscendo. Salutava gli spettatori con la mano, girando su se stesso per ringraziare i tifosi assiepati in ogni settore dello stadio. Era il preferito del pubblico e quasi tutti i suoi fan avevano l'impressione di possedere almeno un pezzetto di Liam Wilder. L'avevano visto aiutare la squadra a superare alcune partite particolarmente impegnative ed erano stati fieri di lui, stagione dopo stagione.
Applaudii e mi portai le mani intorno alla bocca perch gli arrivassero le mie urla. Ero solo quattro file pi su rispetto al campo e la panchina della squadra era proprio davanti a noi, ma lui sembrava lo stesso molto lontano. Raggiunse di corsa i suoi compagni e scrut la folla senza trovarmi, poi l'annunciatore cominci a recitare il giuramento di fedelt alla bandiera, e infine lui e Penn entrarono in campo per il lancio della moneta.
Becca si chin verso di me.  cos strano pensare che ieri sera ho dormito con quell'uomo.
Le diedi un'occhiata scherzosa. Ehi...
Okay, tecnicamente tra noi due c'eri tu. Ma non  surreale? La gente impazzisce per lui.
Impazzisce anche per Penn le ricordai.
Comunque non aveva tutti i torti. Uscire con un atleta professionista pareva una cosa folle. Non avrei mai conosciuto Liam se le nostre strade non si fossero incrociate per via del calcio e della ULA. In un contesto come quello, invece, lui sembrava decisamente fuori dalla mia portata.
Vorrei che non fosse cos carino in divisa si lament Becca a proposito di Penn. Io per non riuscivo a togliere gli occhi di dosso a Liam abbastanza a lungo da confermarlo.
Dopo il sorteggio, ci sedemmo tutti e inizi il primo tempo. Era divertente assistere alla partita perch riconoscevo quasi tutti i giocatori per averli incontrati alle feste e alle serate.
L'incontro era davvero combattuto e nel primo tempo entrambe le squadre segnarono solo una volta. Ma finalmente, nel secondo tempo, Liam super sullo scatto uno dei difensori e fece gol con un tiro teso che spiazz il portiere, spedendolo dalla parte opposta della rete. Liam alz le mani al cielo e poi abbass un pugno lungo il fianco in un gesto di trionfo. Balzai in piedi ed esultai insieme agli altri spettatori, molto orgogliosa che avesse portato in vantaggio la squadra. Quando corse a bordo campo per bere un sorso d'acqua, mi individu all'istante. Era la prima volta che mi vedeva sugli spalti e sentii il cuore rallentare scoppiettando come un motore in panne.
Cominciai a saltare e ad agitare la mano, e il suo sorriso si fece ancora pi ampio. Sollev il braccio e mi indic, e io mi sentii una preadolescente che fissava il suo idolo sul palco. Alcune donne sedute nelle file davanti a noi si girarono per capire chi stesse indicando, facendomi arrossire violentemente. Tutta la mia squadra strillava, ma io mi limitai a scuotere la testa e coprirmi le guance con le mani. Ormai quasi tutte le mie compagne avevano capito che Liam e io uscivamo insieme, anche (e soprattutto) perch la notte prima aveva dormito al pensionato, ma mi pareva comunque di stare in vetrina.
Quando segn la seconda rete, fece lo stesso gesto di indicarmi e stavolta il cameraman che controllava i maxischermi fu abbastanza veloce da seguire il suo dito puntato. Non miglior le cose il fatto che l'annunciatore sapesse chi ero, perch present me e la mia squadra a tutto lo stadio.
Da cui il mio completo tracollo nervoso per l'imbarazzo.
Dopo quell'episodio, in segreto cominciai a sperare che Liam non avrebbe pi segnato per il resto della partita. Avremmo vinto comunque e io non potevo sopportare un'altra valanga di attenzioni indesiderate. S, quel pensiero mi rendeva un tantino malvagia, per...
Credo che ogni donna in questo stadio vorrebbe ucciderti seduta stante rise Becca mentre scivolavo pi gi sul mio sedile.
La fulminai con lo sguardo. Non mi sei d'aiuto.
Quando risuon il fischio finale che decretava la vittoria della LA Stars, il pubblico esult e si scaten la festa. Era stata la partita ideale per iniziare la stagione.
La Coach Davis ci radun tutte in cima alle scale. Scendiamo dove i giocatori si incontrano dopo la partita. Credo che sarebbe bello mostrare il nostro sostegno a Liam e alla sua squadra disse, gettando una rapida occhiata nella mia direzione con un luccichio nello sguardo.
Non eravamo le uniche ad aver avuto quell'idea. Fuori dallo stadio erano state posizionate delle transenne metalliche, presidiate da addetti alla sicurezza. I tifosi potevano radunarsi dietro le transenne ad aspettare che i giocatori uscissero dopo aver incontrato la stampa e portato a termine le formalit del post-partita. La nostra squadra era ammassata vicino all'ingresso, accanto ai familiari e agli amici dei giocatori. Riconobbi alcune donne incontrate alla festa della sera prima, ma la ex di Penn non si vedeva da nessuna parte.
Trascorsi una ventina di minuti, i calciatori cominciarono ad arrivare alla spicciolata. Josh usc con qualche altro esordiente, ma non mi vide, dietro tutte le mie compagne di squadra. Becca e io eravamo strategicamente rimaste quasi in fondo al capannello dei tifosi, e all'uscita di Penn, bello in pantaloni ampi e camicia grigio scuro coi bottoni al colletto, capii che avevamo fatto la scelta giusta.
Con la borsa gettata in modo disinvolto sulla spalla, teneva gli occhi marrone scuro puntati sulla folla. Continu a camminare finch non vide il nostro piccolo gruppo, e a quel punto il suo sguardo si pos dritto su Becca. Lei si irrigid accanto a me, ma non accenn ad andargli incontro. Penn si ferm un po' in disparte e l rimase, chiaramente aspettandosi che Becca lo raggiungesse. Alcuni tifosi colsero l'occasione per farsi fare un autografo e lui li accontent con gentilezza, ma i suoi occhi non abbandonarono mai Becca per molto.
Cavolo, persino io sudavo sotto quello sguardo insistente. Lei come poteva resistere anche solo per un altro secondo?
Lui non si sarebbe arreso e nel mio intimo avrei voluto dargli il cinque. Se voleva farla sentire speciale e dimostrarle che la sua ex non aveva nessuna importanza, stava cominciando con il piede giusto.
Per dieci, imbarazzanti minuti, Penn rimase l, aspettando Becca e parlando con i tifosi, mentre Becca non si schiod dal mio fianco. Alla fine Penn la chiam e le nostre compagne di squadra la fissarono a bocca aperta. Lei scroll le spalle e incroci le braccia come a dire: Non so proprio chi sia questa Becca.
Strinsi le labbra per nascondere un sorriso proprio mentre Liam emergeva finalmente dalla porta. Oh. buon Dio. Si era appena fatto la doccia e aveva i capelli pettinati all'indietro. Indossava pantaloni ampi blu scuro e una camicia bianca coi bottoni al colletto e le maniche arrotolate sugli avambracci. Era di una bellezza devastante e non riuscivo a distogliere l'attenzione da lui mentre lo osservavo firmare autografi e posare per qualche foto. Lentamente si fece strada fino a Penn, anche se i tifosi continuavano a gridare, chiedendogli di avvicinarsi a loro.
Batt sulla spalla dell'amico e mormor qualcosa che gli fece fare un gesto rassegnato.
Poi il suo sguardo incontr il mio, e lui mi strizz l'occhio in modo lento, subdolo, come se non riuscisse a evitare di emanare sex appeal allo stato puro.
E addio alle mie mutandine, subito in fiamme. Accidenti!
Non mi importava pi di quello che voleva Becca. La presi per il braccio e la trascinai avanti finch non ci ritrovammo faccia a faccia coi ragazzi.
Partita fantastica dissi con un largo sorriso.
S,  vero. Sei pronta? chiese Liam, guardando l'addetto alla sicurezza vicino a noi perch sapesse di dover aprire il cancello. Altri giocatori si stavano riunendo a familiari e ragazze, perci quella era la procedura standard, a quanto pareva. La mia macchina  nel parcheggio qui dietro, riservato a noi calciatori.
Mi girai verso la Coach Davis e vidi che quasi tutte le ragazze se ne stavano gi andando. Tutto a posto, Coach?
Lei inarc un sopracciglio e mi rivolse uno sguardo serio. Stammi bene, Kinsley. Ci vediamo luned all'allenamento.
Sorrisi e le feci un cenno con la testa prima di girarmi di nuovo verso gli altri tre.
Bene, torno da sola inizi Becca. Kinsley, divertiti e chiamami domani. Liam, bella partita. Penn, puoi andare all'inferno. Lo disse in un modo cos brusco che rimasi a bocca aperta.
Wow, non aveva proprio intenzione di fargliela passare liscia. Buon per lei.
Becca, dobbiamo parlare pretese Penn, guardandola con aria seria. Continuavano a fissarsi, e io pensai che n l'uno n l'altra avrebbe ceduto di un millimetro.
Liam scosse la testa e poi mi prese per mano. Dai, Kins, lasciamo soli questi due.
Un addetto alla sicurezza mi apr il cancello dopo che ebbi salutato Becca con un abbraccio. Forse era la cosa migliore che andassi via con Liam. Becca doveva affrontare Penn in privato... cos ci sarebbero stati meno testimoni del suo omicidio.

25
Hai fame? chiese Liam. Eravamo nella sua cucina e i nostri sguardi si incrociavano sopra l'isola centrale.
Avevamo raggiunto la casa di Malibu per avere un po' di privacy, lontano dai suoi coinquilini della LA Stars. Liam non mi aveva nemmeno chiesto se sarei rimasta a dormire. L'aveva dato per scontato e io non mi ero presa la briga di smentirlo.
No. Scossi la testa e incrociai le braccia sulla maglietta. Tu?
Socchiuse gli occhi continuando a fissarmi e scosse la testa anche lui. Era appoggiato al bancone, con le braccia conserte proprio come me. I pantaloni ampi e la camicia bianca gli davano un'aria che metteva soggezione.
Ci stavamo fissando avidamente quando lui si stacc dal bancone e, con passo deciso, venne verso di me. Mi prese per mano e mi trascin con s fino in salotto. Le tende erano tirate, ma alcune lampade, disposte tutto intorno, immergevano la stanza in una luce morbida. Liam mi fece fare qualche altro passo, poi mi lasci la mano per mettere un po' di musica. Le note di Do I Wanna Know? degli Arctic Monkeys fluirono intorno a noi.
Lo guardai posare di nuovo il telecomando sullo stereo e voltarsi lentamente. Aveva un'espressione pericolosa e io mi morsi un labbro mentre i suoi occhi studiavano apertamente il mio corpo.
Nessuno dei due disse una sola parola mentre lui si spostava verso il divano. Su quel lato non c'erano braccioli, perci si sedette con le mani tra le ginocchia. Chino in avanti, mi osservava.
Spogliati per me, Kinsley mormor in tono basso e sensuale.
Il suo ordine mi colse di sorpresa e il respiro mi si ferm in gola.
Guardai le finestre alle mie spalle, ma nessuno poteva vedere dentro. Eravamo completamente soli. Avevo immaginato quel momento fin dalla prima volta che l'avevo visto, e adesso che lo stavo vivendo non riuscivo a placare il mio nervosismo. Mi leccai le labbra secche e fissai Liam. Aveva un sopracciglio inarcato in segno di sfida. Lasciai che il suo sguardo e la musica rock stregassero i miei movimenti.
Mi tolsi scarpe e calze, poi le gettai verso Liam con una strizzatina d'occhio. Lui ridacchi, ma il suo sguardo tempestoso non si schiar.
Sfiorai la cintura con le dita e slacciai pian piano i jeans. Gli occhi di Liam seguirono le mie mani mentre facevano scendere il denim lungo le gambe. Spostai i pantaloni con un calcio e mi raddrizzai. Avevo scelto la mia biancheria intima con molta cura. Il morbido tessuto rosa con inserti in pizzo di seta mi accarezzava dolcemente la pelle ogni volta che mi muovevo.
Anche la maglietta pretese Liam mentre aspettavo che si avvicinasse.
Sei esigente mormorai, sfacciata.
Incrociai le braccia davanti al petto e mi sfilai la maglietta della ULA dalla testa. Senza quell'ultima protezione, ero in bala del suo sguardo. Gettai un'occhiata al leggero reggiseno rosa, coordinato alle mutandine. Vedevo i miei seni attraverso la stoffa sottile, e quando tornai ad alzare gli occhi, Liam sollev l'angolo della bocca in un sorrisetto diabolico.
Lui era come una fantasia che avesse preso vita. Le gambe muscolose che tendevano i pantaloni blu scuro. Gli avambracci robusti che sbucavano dalla fresca camicia bianca. Controllo totale su ogni cosa. Avrei voluto fargli abbandonare quella recita. Avrei voluto farlo gemere mentre pronunciava il mio nome, fargli dimenticare che era lui che conduceva il gioco.
Portai le mani sulla schiena e armeggiai con il fermaglio del reggiseno finch il tessuto delicato non si allent. Quando uno sbuffo d'aria fresca mi accarezz i seni capii che non potevo pi tornare indietro. Mi feci scivolare le spalline di seta lungo le braccia e lasciai cadere il reggiseno sulla maglietta, ai miei piedi.
Sei maledettamente sensuale disse con voce roca.
Mi morsi l'angolo della bocca e assimilai il complimento mentre le mie dita trovavano il bordo delle mutandine.
No. Vieni qui ordin, alzandosi dal divano.
Mi fermai e andai verso di lui, preoccupata per come avrei reagito quando mi avesse finalmente toccata.
Sdraiati sul divano con le gambe di fuori mi istru. Feci come aveva detto. I miei capelli si aprirono a ventaglio intorno al viso e alcune ciocche setose mi ricaddero lungo il collo e sui seni.
Venne a mettersi davanti a me, sovrastandomi. Le sue mani scorsero sul mio corpo, scostando i capelli e racchiudendosi intorno ai miei seni. L'aria parve rarefarsi nella stanza mentre le sue dita giocherellavano coi miei capezzoli. Inarcai la schiena e mugolai mentre con i polpastrelli disegnava il contorno delle areole e poi si piegava per ripercorrere la stessa strada con la lingua. La sua bocca si serr prima su un capezzolo, poi sull'altro, e a quel contatto sentii bagnarsi le mutandine di seta. Non sopportavo che fosse ancora vestito di tutto punto. Mi sembrava di essere in sua completa bala. Cos sollevai un braccio e lo avvolsi con la mano attraverso la stoffa dei pantaloni firmati. Era grosso e duro contro il mio piccolo palmo. Ne seguii la lunghezza e mi leccai le labbra quando sentii un debole sibilo fare eco al mio tocco.
Si sollev, interrompendo il contatto con la mia mano, per potersi sbottonare la camicia e gettarla da una parte. I muscoli seducenti lo facevano sembrare aggressivo, vigoroso e indomabile. I tatuaggi velavano l'asprezza dei contorni, cos che avrei voluto allungare la mano e ricalcare quelle linee nere una a una.
Abbass le mani per slacciare la cintura e lo osservai rapita mentre sfilava il cuoio nero dai passanti. Il suo ghigno malizioso mi disse che sapeva cosa stavo pensando. Sentii il rossore salirmi alle guance mentre si sbottonava i pantaloni, ma ancora non apr la cerniera. Venne a mettersi tra le mie gambe.
Era gi pi alto di me, ma da sdraiata le nostre proporzioni erano ancora pi sbilanciate. Mi sentii piccola e inerme, soprattutto quando si chin per sfilarmi le mutandine.
Lo aiutai sollevando le anche e capii che da quell'angolazione poteva vedere tutto di me. Mi punt lo sguardo in mezzo alle gambe e quasi si lecc le labbra prima di abbassarsi per un rapido assaggio. Non ero preparata alla sua lingua e i miei fianchi ebbero un sobbalzo quando le sue labbra sfiorarono il mio sesso. Era troppo e troppo presto, cos ruotai delicatamente le anche nel tentativo di smorzare l'intensit della sensazione.
Non lo accett. Le sue braccia forti mi allargarono le cosce sul divano in modo da espormi completamente a lui. Alz gli occhi su di me mentre la sua lingua mi accarezzava su e gi, facendomi impazzire di passione e desiderio.
Non potevo pi aspettare. Strisciai con le dita del piede lungo i suoi pantaloni. Era duro come pietra e volevo sapere come sarebbe stato averlo dentro di me. Volevo avvinghiarmi a lui e urlare il suo nome.
Piccola golosa mi accus con un sorrisetto sensuale. Allontan il mio piede con uno schiaffetto e si prese un altro assaggio prima di rialzarsi in tutta la sua altezza. Mise la mano nella tasca posteriore, recuper un preservativo, e finalmente si abbass pantaloni e boxer, abbandonandoli a terra. L'avevo gi visto, ma quella angolazione ingrandiva ogni centimetro della sua pelle liscia. Si infil il preservativo con mosse esperte e poi mi afferr le cosce.
Mandai uno strillo di sorpresa quando mi stratton fino all'estremit del divano in modo che il sedere venisse a trovarsi proprio sul bordo. Mi separ le gambe e si pieg sulle ginocchia fino a mettersi nella posizione migliore.
Lo vuoi, piccola? chiese in tono aspro.
Annuii all'istante. Non era una domanda su cui dovessi riflettere. S dissi, pregandolo di affondare dentro di me.
I muscoli del suo stomaco si contrassero mentre si posizionava. Tentai di osservare tutto in una volta. Le braccia in tensione, le cosce robuste, quelle labbra divine e quegli occhi grigi, fissi su quanto stava accadendo tra noi.
Quando mi scivol dentro, gemetti pronunciando il suo nome, e lui non si ferm se non dopo averlo infilato fino in fondo.
Cazzo grugn. Quell'unica parola strascicata mi rotol lungo la schiena e mi fece irrigidire le dita dei piedi.
Era dentro di me, avevamo raggiunto il punto di non ritorno. Liam non era il tipo lento e tranquillo. Lui era un atleta di prim'ordine, con un corpo fatto apposta per competizioni sportive di livello professionistico. In quel frangente, per, stavo scoprendo che il suo corpo era fatto apposta anche per scopate di livello professionistico. Scivolava dentro e fuori, in piedi davanti a me, sfruttando il suo stesso peso per penetrarmi. L'angolazione gli offriva il massimo del controllo e io non riuscivo a soffocare le grida che mi uscivano dalla bocca ogni volta che lo tirava fuori per poi affondarmelo di nuovo dentro.
Si chin e mi prese per le braccia. Girati, piccola ordin. Mi sollev e mi volt dall'altra parte, mettendomi carponi sulla pelle morbida del divano.
Torn subito a sprofondare dentro di me, come se non potesse reggere quei pochi secondi di separazione. Le sue mani mi afferrarono i fianchi con forza mentre mi pompava ancora e ancora. Perdevo la testa a ogni spinta ed ero incapace di restare aggrappata alla mia razionalit. Mi accarezz al ritmo dei suoi fianchi e io venni con violenza, schiacciandomi contro di lui.
Oddio,  stato bellissimo. Ho sentito i tuoi spasmi, la tua stretta intorno a me mormor mentre cambiavamo ancora una volta posizione, sistemandoci lui sotto e io sopra. Trovavo deliziosamente eccitante cavalcarlo cos. Mi piaceva stare sopra, comandare il suo piacere come lui aveva appena comandato il mio.
Tenendomi alle sue ginocchia, mi rialzai lentamente prima che il mio peso tornasse a spingermi gi. Lo sentii rabbrividire ogni volta, e i suoi gemiti rauchi e sensuali mi incitarono a continuare.
Cos. Lasciati cadere su di me. Cavalcami, bambina ordin.
Feci esattamente quello che diceva, rallentando il ritmo fino all'esasperazione del piacere. Le sue mani mi stringevano le natiche con tanta forza da lasciare i segni. Mi permise di muovermi su e gi qualche altra volta, ma poi capii che l'avevo spinto troppo oltre. Mi afferr i fianchi e riprese il controllo, cominciando a martellare dentro di me da sotto. Fui costretta ad accettarlo perch mi tir i capelli all'indietro fino a farmi inarcare la schiena.
S, proprio l gli dissi quando lo sentii accarezzare il punto che minacciava di farmi urlare. Ero arrapata e incontenibile. I nostri respiri pesanti si mescolarono. La mia pelle schiaffeggiava la sua in una sinfonia deliziosa.
Liiaammm... rantolai mentre continuava a spingermelo dentro. Sapevo che non avrei resistito per molto. Il movimento circolare delle sue dita si ripet una volta. Due volte. E poi venni di nuovo, pi a lungo e pi intensamente di prima. Lui non si ferm, insegu il mio orgasmo con il suo. Proprio mentre il mio piacere cominciava a declinare, lo sentii godere, caldo e duro dentro di me. Sapevo che se non avesse avuto il preservativo, mi avrebbe inondata dentro e fuori. Quel pensiero mi diede un brivido di lussuria.
Kinsley gemette all'infinito, e alla fine ci accasciammo in silenzio. Mi ero abbandonata di nuovo su di lui, i miei capelli che gli ricadevano intorno al collo. Il suo petto si alzava e si abbassava sotto di me, facendomi da altalena.
Restammo cos finch il nostro respiro non torn alla normalit. Era evidente che avevamo appena attraversato una strada larghissima e nessuno dei due era ancora pronto a rialzarsi.
Ho bisogno di un'altra doccia. Forza disse alla fine, mettendosi seduto e trascinando anche me nel movimento. Le mie cosce sembravano fatte di gelatina e mi venne da ridere quando cercai di alzarmi.
Ecco qui disse, sollevandomi tra le braccia e facendomi girare in modo che potessi cingergli la vita con le gambe.
Risi mentre si avviava verso la sua stanza.
 stato... iniziai con un'espressione frastornata sul viso.
Assolutamente meraviglioso termin lui prima di piazzarmi un bacio sulle labbra.
Ridacchiai, annuendo con trasporto. Lui non mi rimise gi finch l'acqua non fu calda, e anche dopo mi insapon e mi aiut a lavarmi i capelli.
Quindi non sei un patito della classica posizione del missionario scherzai mentre mi avvolgevo un asciugamano intorno al petto.
Mi fiss con aria maliziosa. Non quando ho un corpo come il tuo con cui darmi da fare replic, strizzandomi l'occhio. Adesso sto morendo di fame... Mi aiuti a preparare la cena?
Lo seguii con un sorriso impertinente stampato in faccia. Solo se mi dici: Kinsley Bryant, sei la ragazza pi sexy con cui abbia mai fatto sesso. Nessuna pu reggere il confronto con te. Nemmeno tutte le modelle che mi sono portato a letto.
Liam si ferm e si gir a guardarmi con un sopracciglio inarcato. Nessun'altra pu reggere il confronto disse con un sorrisetto, avvicinandosi e chinandosi in modo da avere il viso alla stessa altezza del mio. Quelle erano da una botta e via. Tu e io siamo su un piano completamente diverso, Kinsley.
Sorrisi con aria sfacciata prima di sporgermi per baciarlo sulla punta del naso. Poi gli volteggiai intorno e gli rifilai una pacca sul sedere. E adesso dammi da mangiare! scherzai, correndo via in fretta prima che potesse restituirmi la sculacciata.
Naturalmente non fui abbastanza veloce, e lui mi fece bruciare le chiappe, tra un ghignare arrogante e il lampeggiare di una fossetta sensuale.
Mentre Liam tirava fuori gli ingredienti per la nostra cena, ripescai il mio telefono per chiamare Becca. Morivo dalla voglia di sapere com'erano andate a finire le cose tra lei e Penn.
Rispose al quarto squillo. Adesso non posso parlare. Penn sta subdolamente cercando di tornare nelle mie grazie.
Mi misi a ridere come una pazza. Quindi  l, in questo momento?
S. In realt, sono a casa sua, a Malibu.
Ehi! Siamo a Malibu anche noi.
Oh, bene. A seconda di come andranno le prossime ore, potrei essere costretta a dormire l scherz Becca.
Allontanai il telefono dall'orecchio. Becca dice che stanotte potrebbe piombare qui.
Liam inarc un sopracciglio. Spero che le piaccia sentirti urlare il mio nome.
Rimasi a bocca aperta. Oddio. Becca, se hai sentito...
La sentii esclamare Bleaaahhh! ancora prima di riportarmi il cellulare all'orecchio.
Risi. Scusa. Addomesticarlo sembra un'impresa impossibile...  uguale a Miley. Scossi la testa verso Liam, ma non riuscii a cancellarmi il sorriso dalla faccia.
Lui si strinse nelle spalle con aria innocente.
Voi due siete disgustosi. Potrei dover rimanere qui solo per risparmiare alle mie orecchie le vostre assurdit disse, e sentii Penn ridacchiare sullo sfondo.
S, va bene, chiamami se hai bisogno di me... e, seriamente, Becca, ascolta quello che ha da dire Penn.
Per farsi sentire, Liam url: S. Da' al mio amico una seconda possibilit.
Okay, okay. Adesso riattacco.
Ciao, Becs.
Dopo aver chiuso la comunicazione, girai intorno al bancone e cominciai ad aiutare Liam con la cena. Mi aveva dato una delle sue magliette da infilare sopra la biancheria, ma sembrava proprio che non riuscisse a evitare di far scivolare le mani sotto il bordo di cotone.
Mescolavo la pasta e mi metteva una mano sul culo. Tagliavo dei pomodori per l'insalata e mi cingeva la vita con le braccia, restando a guardare mentre lavoravo.
Lo capisci che abbiamo appena fatto sesso, vero? scherzai, girandomi per deporre un casto bacetto sulle sue labbra. Quando tornai a voltarmi, sentii i suoi muscoli forti contro la spalla. Certo che era in ottima forma...
E tu lo capisci che, come tuo ragazzo, sono autorizzato a esprimere tutto il mio apprezzamento per quanto sei sexy con la mia maglietta addosso? scherz lui, prima di mettersi al lavoro sulle bruschette.
Mi sembra strano pensare che sei il mio ragazzo confessai, un po' impacciata.
Perch? chiese, armeggiando con il forno.
Voglio dire, ho appena visto centomila persone scandire il tuo nome a gola spiegata. Non  una follia? Si potrebbe credere che cose simili ti diano alla testa, e invece sei un tipo davvero simpatico.
Lui rise. Per essere sincero, mi sento ancora lo stesso ragazzino che passava tutte le sue giornate sui campi da calcio vicino casa.
Solo un po' pi in forma commentai. Strizzai l'occhio e scossi la testa con un mezzo sorriso.
Finimmo di preparare la cena, poi ci sedemmo a mangiare al tavolo della cucina. Aprii le persiane per avere una visuale perfetta dell'oceano al tramonto. Era bello essere sola con lui dopo il caos dei giorni precedenti.
Liam era sfinito per la lunga giornata, cos ripulimmo alla svelta e andammo a raggomitolarci nel suo letto. Sembrava tutto cos naturale tra noi... Ogni situazione di quelle che avrebbero potuto creare imbarazzo era resa pi facile dalla sua sicurezza. Prima ancora che lo chiedessi, aveva tirato fuori una salvietta e uno spazzolino da denti di riserva, nel caso avessi scordato i miei. Come naturalmente era. Poi scost le coperte in modo che potessi semplicemente infilarmi a letto vicino a lui. Mi girava la testa, ma cercai di controllarmi mentre mi rannicchiavo contro il suo fianco e inalavo il suo profumo di maschio. Sta' calma, Kins. Gli passai le dita sugli addominali cesellati, adorandone ogni linea. Questa  la tua vita, adesso. Sei la persona che dorme accanto a questo po' po' di addominali. E questo po' po' di addominali  attaccato a un uomo che probabilmente soffre di gravi problemi neurologici, visto che tra tutte le modelle del mondo ha scelto te e il tuo culo piatto.
Ehi, a me piace il tuo culo. Non  piatto protest lui. Mi ero appena accorta che il mio monologo interiore in effetti era stato un monologo esteriore. E poi sono qualcosa di pi dei miei addominali.
Certo che lo sei, bello. Certo che lo sei.
Niente paura, addominali. In realt, sono qui per voi.
S, l'hai detto ancora a voce alta comment Liam, sorridendo e attirandomi contro il suo fianco.

26
Liam. Liam! Stai ancora dormendo a quest'ora? Una voce allegra risuon per tutta la casa mentre pian piano riprendevo conoscenza.
Poi mi resi conto di cosa mi aveva svegliata e scattai a sedere sul letto. Vicino a me, Liam dormiva ancora profondamente, ma io ero certa di aver sentito una donna che canticchiava a bocca chiusa e gironzolava per casa. A quel punto, mi accorsi anche del meraviglioso profumo di bacon sfrigolante che aleggiava nell'aria.
In casa di Liam c'era una donna che per di pi stava cucinando per lui? Cosa diavolo... Aveva una domestica o qualche strana ex che di tanto in tanto forzava la porta e gli preparava la colazione?
In realt, non sarebbe stato poi cos male... frittelle gratis.
Mi girai verso Liam e lo scossi. Ehi, svegliati.
Lui mugol poi apr gli occhi battendo le palpebre.
C' qualcuno che ti chiama, in casa.  una donna e credo che stia preparando la colazione. Hai qualche ammiratrice pazza che ti perseguita e farebbe una cosa del genere? chiesi, scherzando solo a met.
Strizz gli occhi poi schizz su di colpo.
Oh, merda!  mia madre disse, gettando via le coperte.
Tua cosa?! esclamai, gli occhi sempre pi sbarrati.
Lui prese una maglietta dalla cabina armadio e se la infil. Doveva proprio coprirsi gli addominali? No, un momento. Adesso non potevo pensare a quello.
Saltai gi dal letto e andai alla mia borsa extra-large per prendere i vestiti che ci avevo messo dentro il giorno prima. Avevo un paio di pantaloncini e una camicetta leggera che indossai alla svelta, cercando di calmarmi i nervi.
Ricapitoliamo. La sera prima avevamo fatto sesso duro in salotto e adesso stavo per conoscere sua madre. E - ah, gi - ero andata a dormire coi capelli ancora umidi. Sollevai una mano per tastare il groviglio di nodi che un tempo era stata la mia chioma. Su una scala di mostruosit assoluta, probabilmente somigliavo a Courtney Love in giornata no.
E poi, come funzionava? Usciva lui per primo e io lo seguivo un quarto d'ora dopo spiegando che avevo dormito nella stanza degli ospiti?
Oh s, io passo sempre da casa di Liam alle prime luci dell'alba... No, certo che non ho fatto sesso con suo figlio, ieri sera.
Avevo dimenticato che veniva in citt. Mi fiss con aria divertita. Sono stato un po' occupato.
Mi passai la mano sulla faccia e corsi in bagno a fare pip e spazzolarmi i capelli. Per fortuna, una volta finito, sembravo quasi presentabile.
Pronta? chiese Liam quando tornai.
Deglutii. Scendiamo insieme? Cos'hai intenzione di dire a tua madre? Lo sa che hai delle ragazze che restano a dormire?
Ho venticinque anni, Kinsley, non quindici.
Alzai gli occhi al cielo. Non era il tipo di commento che poteva essermi d'aiuto. Lui si avvicin e mi avvolse in un abbraccio cos stretto che toccavo terra solo con le punte dei piedi. E poi lei sa di te e voleva tanto conoscerti.
Strinsi le labbra in una linea sottile. Aveva gi parlato di me a sua madre? Ricordavo che l'altra settimana aveva accennato alla sua visita. Non riuscivo a credere che ce ne fossimo completamente dimenticati. Avrei dovuto farmelo tatuare da qualche parte.
Allent la stretta e mi prese per mano, guidandomi verso la cucina.
Mamma! esclam mentre giravamo l'angolo.
Liam! gli rispose la donna, allontanandosi dal fornello e gettando le braccia al collo del figlio. Sfilai la mano da quella di Liam per lasciare a lui e alla madre un momento di intimit, ma un attimo dopo lei alz lo sguardo e mi vide ferma l, le mani strette davanti a me.
Tu devi essere Kinsley! disse con un sorriso radioso. Spinse Liam da una parte come se fosse storia vecchia e venne ad abbracciarmi. Agrumi. Sua madre sapeva di agrumi freschi, e io feci un respiro profondo mentre mi stringeva.
Salve, signora Wilder la salutai sorridendo quando mi lasci andare. I suoi occhi mi esaminarono da capo a piedi, non per valutarmi ma per osservarmi con attenzione. Era un paio di centimetri pi bassa di me, con i capelli biondo scuro, della stessa tonalit di quelli del ciuffo di Liam. I suoi, per, erano inframmezzati da alcune ciocche grigie. Doveva aver superato i cinquanta, ma trasudava entusiasmo giovanile e credo che mi innamorai di lei all'istante. Volevo piacerle.
Hai un gusto eccellente, Liam dichiar, strizzandomi l'occhio. L'ha preso da me precis prima di tornare ai fornelli. Gradisci bacon e uova, Kinsley? Ho in forno anche dei muffin. Pi parlava e pi notavo il leggero accento inglese. Accresceva il suo fascino.
Adoro ogni tipo di colazione risposi, battendomi sullo stomaco. Mi rivolse un altro sorriso sfolgorante e finalmente guard in direzione di Liam. Lui era rimasto appoggiato al frigo tutto il tempo, con un sogghigno allegro stampato in faccia. Gli feci l'occhiolino e una linguaccia prima di rivolgermi di nuovo a sua madre.
Ha bisogno di aiuto con qualcosa? Sono abbastanza brava con le uova. Aspetti, riformulo: a volte riesco a preparare le uova strapazzate senza bruciarle dissi.
Puoi fare il caff? Stavo proprio riempiendo la caffettiera quando siete entrati rispose. Cominciai subito a occuparmene mentre Liam prendeva panna e zucchero.
Per quanto rimani in citt, mamma? chiese, appoggiandole scherzosamente un braccio sulla spalla. Lei gli diede uno spintone con l'anca e poi lo scacci per poter girare il bacon.
Be', avrei dovuto essere qui ieri pomeriggio per vedere la tua partita, ma il mio volo era in ritardo sbuff, facendo un brusco gesto con la mano come a dire quelle dannate linee aeree. Quindi adesso mi restano solo tre giorni prima di tornare a casa.
Non ti sei persa niente di speciale, te lo garantisco la consol Liam.
Io ho urlato fortissimo quando ha segnato, signora Wilder le dissi con una strizzatina d'occhio. Si misero a ridere entrambi.
Be', se tu eri l, probabilmente non ha sentito affatto la mia mancanza scherz lei, impilando uova e bacon su un grande piatto.
Apparecchiai e Liam mise una caraffa di succo d'arancia sul tavolo.
Voi due avete bisogno di mangiare, siete entrambi atleti di prim'ordine e vi serve carburante. Soprattutto a te, Kinsley. Hai l'aria di essere pelle e ossa disse, accumulando uova sul mio piatto.
Le assicuro che mangio molto.  solo che corro tutti i giorni replicai. Mi strinsi nelle spalle e addentai il mio bacon.
Liam mi rivolse un sorriso confortante, poi allung una mano e mi strinse il ginocchio sotto il tavolo. Credo che tutti i genitori sentano l'impulso di mettere i loro figli all'ingrasso. Mia nonna non faceva altro che ingozzarmi di biscotti ogni volta che veniva da noi per le vacanze. Se mi avessero ingozzato di biscotti ovunque andavo...
Be', voi due siete proprio una coppia atletica osserv la signora Wilder con un sorriso. Si mise a mangiare, fissandoci con ammirazione. Non avevo idea di come si comportasse di solito, ma fino a quel momento mi sembrava che l'incontro stesse andando molto meglio del previsto.
Buongiorno, vicini sporcaccioni! Nascondete le vergogne, entra in scena Becca! La voce di Becca risuon alta mentre la porta sul retro si apriva. Liam si mise a ridere, io nascosi la faccia dietro la mia tazza di caff. L'avrei presa a colpi di karate sulle vergogne non appena fossimo state sole. Un attimo dopo, lei e Penn entravano in cucina come se fossero i padroni di casa.
Oh, oops! esclam Becca. Si copr la bocca con la mano, accorgendosi della gaffe che aveva fatto.  una colazione di famiglia? chiese. Si era fermata cos bruscamente che Penn l'aveva quasi travolta. Ignorate quello che ho detto su...
La signora Wilder scost la sedia e la interruppe. Magari non voleva pi sentir parlare delle vergogne di suo figlio. No, no! Unitevi a noi! Tu devi essere l'amica di Penn disse la madre di Liam, alzandosi per salutare Becca. Si strinsero la mano e Becca cerc (inutilmente) di nascondere il rossore delle guance. Ah!
Ehi, vicini li apostrofai con un sorriso, saltando su per prendere altri piatti.
Per fortuna la signora Wilder aveva preparato cibo pi che a sufficienza, perch di l a poco ci ritrovammo tutti e cinque intorno al tavolo a mangiare e chiacchierare. Cercai di tirare un calcio nelle rotule di Becca solo due volte.
Quindi voi due giocate nella stessa squadra, ragazze? chiese la signora Wilder.
S, signora. Sorrisi a Becca, occupatissima con un grosso boccone.
Devono ingaggiare solo quelle carine, allora proclam la donna, facendoci arrossire tutte e due. I ragazzi annuirono con trasporto. Feci gli occhiacci a Liam, che si limit a scrollare le spalle come se non avesse scelta.
Be', Kinsley l'hanno ingaggiata perch la compativano scherz Becca ... sa, per il fatto che ... si interruppe e fece il gesto universale che stava per matta. La punzecchiai con la forchetta.
In realt, Becca  il team manager. Mi procura l'acqua quando serve e lava le mie casacche sudate ironizzai con un sogghigno sfacciato.
Becca mi fulmin con lo sguardo e sollev la forchetta, ma in modo tale che sembr mostrarmi il dito medio.
In realt, questa settimana abbiamo una partita che verr a vedere anche mia madre proseguii, rivolgendomi di nuovo alla signora Wilder che rideva per il nostro piccolo scambio di vedute.
Oh, che bello! Speriamo che il suo volo non abbia ritardi come il mio.
Risi. Be', il volo da Denver  breve, perci non dovrebbero esserci grandi problemi.
Quando  la tua partita?
Marted risposi, accorgendomi che mancavano due giorni. Com'era possibile che il tempo volasse cos? Non riuscivo a credere che mi restassero solo due giorni prima di giocare la mia partita d'esordio... Be', tecnicamente era un'amichevole, ma i media sarebbero stati l comunque, pronti a portarmi alle stelle o a trascinarmi nel fango.
Lei batt le mani per la gioia. Io non parto per Londra fino a mercoled mattina! Potr venire alla partita e sedermi tra gli ammiratori di Kinsley e Becca.
Liam scosse la testa, ma sfoggiava un sorriso rilassato. Mamma, forse Kinsley non ce lo vuole, il tuo sedere inglese alla partita. Sei un tantino troppo scalmanata agli eventi sportivi.
Lei fiss il figlio con una melodrammatica espressione di incredulit. Sciocchezze! Mi hanno cacciata solo da una delle tue partite, ma era evidente che quell'arbitro non aggiornava la prescrizione delle lenti a contatto da anni. Non puoi dare la colpa a me.
Becca e io scoppiammo a ridere. Se le va, pu venire senz'altro.  alle quattro del pomeriggio, allo stadio della ULA spiegai.
Bene,  deciso disse, spingendo indietro la sedia. Adesso voi ragazzi finite di mangiare e poi andiamo a fare qualcosa di divertente. Se restiamo qui, mi addormento e basta. Comincio a sentire gli effetti del jet lag.
Ubbidimmo: ingozzandoci con quello che era rimasto della colazione e salendo sulla macchina di Liam.
 tornato tutto alla normalit tra te e Penn? chiesi a Becca non appena lasciammo la casa di Liam, dopo cena. Avevamo passato la giornata a fare acquisti in giro per Malibu insieme alla signora Wilder. Per tutto il tempo, avevo tentato di tenere quei due sotto stretta osservazione, per non ero riuscita a capire fino a che punto avessero risolto le cose, la sera prima. Si vedeva che stavano meglio, ma sembrava anche che Becca avesse ancora il coltello dalla parte del manico. A un certo punto, Penn le era arrivato alle spalle di nascosto mentre guardava dei vestiti e lei si era divincolata dalle sue mani con una strizzatina d'occhio equivoca. Era un po' come se stessero giocando al gatto e al topo.
Becca alz gli occhi al cielo. Se per normalit intendi una totale anormalit, allora s.
Risi e mi allungai par abbassare la musica.
Mi ha supplicata di andare a casa con lui dopo la loro partita, cos l'ho seguito con la mia macchina e gli ho detto che sarei rimasta mezz'ora. Ovviamente, il mio piano non ha funzionato proprio benissimo. Mi ha spiegato tutto.  stata quella stronza della sua ex a baciarlo, proprio come avevi detto tu: questo non lo assolve del tutto, ma mi ha giurato che con lei ha chiuso. Finalmente la vede per quello che , e pare che le abbia chiarito senza possibilit di dubbio che lui ha voltato pagina.
Se non altro, sabato non era alla partita accennai, ricordando come era sembrata arrogante e sicura di s quando avevamo lasciato la festa il venerd.
S, l'ho ascoltato mentre lasciava un messaggio al loro team manager per dirgli che d'ora in avanti lei era bandita dal settore riservato alla squadra.
Nascosi una risata con la mano. Cavolo. Deve fare sul serio.
Becca annu, pur mantenendo l'attenzione sulla strada. Mi ha chiesto di essere la sua ragazza, di renderlo ufficiale, ma gli ho risposto che mi serve ancora un po' di tempo.
Sorprendente. Dubitavo che fossero in molte a respingere Penn.
Non mi sembra che questo l'abbia scoraggiato granch, oggi scherzai, ricordando tutte le attenzioni di cui l'aveva coperta.
Lei fece un sorrisetto. Non sto giocando con lui, giuro.  solo che venerd sera  stato terribile e non posso certo dimenticare tutto nel giro di ventiquattro ore. Credo che farebbe bene a tutti e due rallentare un po' e capire se vogliamo davvero stare insieme.
Socchiusi gli occhi, pensierosa. Quindi non sei sicura di voler stare con lui?
Spost lo sguardo su di me per un attimo. Oh, darei il braccio destro per stare con Penn, ma non c' bisogno che lo sappia.
Becca! Piccola provocatrice.
Ma per favore! Se lo merita. E poi deve capire quello che ha.
Risi e, mentre Becca alzava di nuovo il volume, tirai fuori il telefono per controllare i messaggi.
 Liam: Mia madre  crollata appena ve ne siete andate.
 Kinsley: Non regge l'alcol.
 Liam: Non la smetteva di parlare di te. In pratica si  addormentata mormorando il tuo nome.
 Kinsley: Credo che lascer te per lei. Mi serve un partner pi esperto ;-)
 Liam: Fa' inversione. Ti mostro quanto sono esperto.
 Kinsley: Guida Becca... non posso...
 Liam: Le sei piaciuta molto. Non capisco perch...
 Kinsley: Forse per via delle mie tante qualit. Lo sa che gioco anche a baseball? Sono piuttosto brava con la mazza.
 Liam: Io con la mazza ti stenderei.
 Kinsley: Cosa vorrebbe dire? Che mi uccideresti a mazzate?
 Liam: Dovresti dare una rinfrescatina al tuo vocabolario dei doppi sensi.
 Kinsley: Magari puoi insegnarmi qualcosa tu. Io faccio l'allieva. Ce l'hai un righello?
 Liam: Kinsley...
Oh mamma, Kinsley. Becca interruppe il mio scambio di messaggi con un tono allarmato. Alzai gli occhi e vidi che stavamo imboccando la strada di casa... ma arrivarci era quasi impossibile. Furgoni di emittenti televisive erano parcheggiati davanti al pensionato, e accanto ai furgoni ciondolava una folla di paparazzi.
Che cazzo... Ci aspettano fuori da casa nostra? chiesi, facendo scivolare il telefono nella borsa e sollevandomi sulle mani per vedere meglio. Nell'attimo stesso in cui scorsero la macchina di Becca, le quipe televisive entrarono in azione. I paparazzi sfoderarono gli obiettivi e puntarono gli zoom dritti sul nostro parabrezza.
Becca rallent in modo da non urtare nessuno, ma i giornalisti si stavano avvicinando fin troppo. Se non avesse rispettato il limite di velocit, ne avrebbe sicuramente investito qualcuno.
Ma perch sono qui? proruppe Becca, entrando nel vialetto. I paparazzi non ci avevano seguite fin dentro la propriet, ma quando mi voltai, li vidi allineati sul ciglio della strada come tanti avvoltoi.
Sbrighiamoci a entrare e scopriamolo, okay? Afferrai la borsa e me ne servii per coprirmi il viso mentre mi precipitavo verso la porta. Becca corse vicino a me e non ci fermammo finch non ci ritrovammo dentro, al sicuro, con la porta chiusa a chiave dietro di noi.
Gridavano i nostri nomi, Kinsley osserv Becca in tono cupo mentre si appoggiava alla porta.
Sono stati qui tutto il giorno disse Emily. Sollevammo lo sguardo e la vedemmo scendere le scale con alcune compagne di squadra al seguito.
Dici sul serio? Non hanno niente di meglio da fare che accamparsi di fronte a casa nostra? chiesi, passandomi la mano tra i capelli.
Emily si ferm sull'ultimo gradino. Aveva un'espressione tetra e la fronte corrugata. Non lo sai, vero? chiese.
I miei occhi scattarono verso di lei. Sapere cosa?
Si accigli e indic il grande divano componibile del salotto. Coraggio. Vieni a sederti. Non  niente di che, ma  meglio che prima tu sappia i fatti.
Becca e io la seguimmo. Il cuore mi martellava nel petto. Avvertivo i suoi sforzi per farsi sentire anche mentre gli premevo sopra la mano, nel tentativo di placare il mio nervosismo.
Cosa diavolo sta succedendo? chiesi, camminando avanti e indietro davanti al divano.
Tara si  rivolta ai giornalisti. Ha manipolato la storia nel modo peggiore possibile, e in questo momento tu e Liam siete la notizia pi succosa del Paese.
Sentii il sangue defluire dal viso. Un momento. Cosa?
Tara ha spiattellato che frequentavi il Coach Wilder. Per i media  stata un'occasione imperdibile: l'hanno messa gi da un lato come se lui avesse approfittato di te e dall'altro ti hanno fatto sembrare la ragazza cattiva del calcio. Come se avessi voluto sedurre il tuo allenatore o roba simile.
Cazzo! Non pu essere vero. Ma quella stronza non ha niente da fare se non cercare di rovinare la vita a me?
Ero ben pi che arrabbiata, mi stavo facendo travolgere da una furia cieca. Andarsene semplicemente non poteva bastarle. Avrei dovuto capire che non aveva finito di perseguitarmi.
E sei sicura che fosse Tara? chiese Becca dal suo trespolo sul divano. Non avevo nemmeno pensato di chiederlo.
Emily strinse le labbra. L'hanno associata pi volte alla storia. Non sembra che abbia chiesto di rimanere anonima.  stata intervistata e la sua foto compare insieme all'articolo.
Sono tutte balle! urlai, ripensando alle ragazzine che il giorno prima avevano voluto il mio autografo. Per loro rappresentavo un modello, e adesso non dovevo sembrargli meglio di tutti gli stupidi divi che trascinavano il proprio nome nel fango. Non volevo essere cos. Non volevo essere la ragazza cattiva del calcio. Volevo che mi conoscessero per le mie capacit, non per la persona che mi dormiva accanto.
Tara pu andare a farsi fottere dissi, andando verso le scale.
Becca balz su dal divano. Kinsley, cosa...
Alzai una mano. Chiamer mia madre per capire se i PR di mio padre stanno gi lavorando a questa cosa oppure no.
Una volta di sopra, aprii il portatile e cercai le ultime notizie. Uscirono articoli su articoli, uno peggio dell'altro. La puttana del calcio si intitolava il pi brutto, postato da un blog volgarissimo che met America sembrava ben felice di visitare ogni giorno.
Non avevo tempo di far montare la mia rabbia. Tara credeva di avere a che fare con una matricola sprovveduta, ma io non mi sarei abbassata al suo livello. Voleva che reagissi, che sparlassi di lei con la stampa perch cos anche lei avrebbe potuto cavalcare l'onda della celebrit.
Gliel'avrei fatta vedere comportandomi nel modo opposto. Non avrei permesso che quella storia influisse sul mio gioco. Non avrei permesso che influisse sulla mia relazione con Liam. E di certo non avrei perso neanche un attimo di sonno per quella prepotente.
Dopo aver chiuso la porta, chiamai mia madre e le raccontai tutto.
Non preoccuparti. Me ne sto gi occupando da stamattina. Non volevo dirtelo, nel caso fossimo riusciti a cavarcela senza fartelo sapere mi spieg lei.
Possiamo farle causa per calunnia? chiesi, misurando la mia stanza a grandi passi.
Be', tecnicamente i fatti che ha esposto erano veri, per quanto distorti per presentarli in una luce estremamente negativa. Non possiamo controllare l'uso che le persone fanno di quell'articolo sui social. Vogliono un bagno di sangue. Vogliono calunniare te e Liam perch ci sono alcuni che godono nel fare a pezzi gli altri.
Annuii e mi mordicchiai il labbro. Avrei dovuto essere pi sveglia. Sapevo che avrebbe fatto qualcosa del genere. Avrei dovuto rilasciare io una dichiarazione prima che avesse occasione di farlo lei.
Adesso non serve a niente angosciarsi per questo, Kinsley obiett mia madre, cercando di calmarmi.
Mamma, non posso neanche uscire di casa! C' una fila di paparazzi, fuori!
Sar l domani. Ho gi prenotato un hotel che ha un ottimo servizio di sicurezza. Domani sera verrai a dormire con me e avremo qualcuno che ti protegge anche alla partita, cos potrai concentrarti sulle cose importanti.
Sospirai sentendo i dettagli che aveva gi predisposto. Rintanarmi in albergo con mia madre sembrava proprio quello di cui avevo bisogno. Volevo fare finta che non stesse accadendo niente di tutto questo. Una volta definiti i programmi per il giorno dopo, riattaccai e mandai un messaggio a Liam.
 Kinsley: VAFFANCULO TARA.
 Liam: Ho appena sentito. Sto chiamando la mia agente e i PR.
 Kinsley: Mi dispiace tanto...
Il telefono ronz tra le mie mani e il nome di Liam lampeggi sullo schermo. La sua voce roca si rivers fuori appena risposi.
Non azzardarti a chiedere scusa. Supereremo anche questa mormor.
Mi mancava gi. Perch avevo scelto di andarmene invece di passare la notte con lui?
Lo so. Per non sopporto che la nostra storia procuri tanti guai.
Me ne sbatto di quello che pensa la gente, Kinsley. Io sono felice con te. Mi concentrer sulle cose importanti. Te e il calcio.  tutto quello di cui ho bisogno.
Nonostante la situazione, sorrisi ricordando com'era stato addormentarmi tra le sue braccia la sera prima. Aveva ragione. Mi sarei concentrata sulle cose importanti e avrei ignorato il resto.
Okay. Mia madre arriva domani. Star con lei nel suo hotel per i prossimi due giorni.
 una buona idea. Mandami un messaggio con il nome dell'albergo e faccio arrivare anche un addetto alla sicurezza.
Non obiettai. La sua voce era autoritaria e sapevo che si sarebbe sentito meglio se avessi accettato.
D'accordo. Vai a chiamare la tua agente dissi, lasciandomi cadere sul letto.
Va bene. E, Kins... esit e lo sentii fare un respiro profondo. Io tengo molto a te.
Chiusi gli occhi e lasciai che le sue parole mi entrassero dentro. Lo amavo. Sicuro, amavo quel ragazzo che avrebbe sfidato il mondo per me senza chiedere niente in cambio. Be', a parte fare sesso da sballo.
Lo so. La supereremo. Fai bei sogni sussurrai prima di riattaccare. Era troppo presto per le dichiarazioni d'amore e non avrei osato farne una nel corso di una conversazione che aveva a che vedere con Tara. Avrei aspettato un momento migliore di quello. Tipo la prossima volta che avessimo cavalcato nudi in un prato.

27
Mia madre mi aveva assicurato che il nostro comunicato stampa era stato diffuso nella tarda serata di domenica, ma il luned mattina i giornalisti si accanivano ancora. Quando uscii per andare all'allenamento, i paparazzi che mi aspettavano fuori dal pensionato mi tempestarono di domande e mi bombardarono di foto.
Fummo costrette ad allenarci indoor, in un complesso sulla strada per il nostro solito campo.
La Coach Davis mi chiese di restare dopo l'allenamento e mi inform che lei e la squadra mi sostenevano. Disse che il college aveva emesso a sua volta un comunicato stampa in cui difendeva la mia reputazione e biasimava Tara come subdola puttana. D'accordo, magari queste non erano le parole esatte, per la Coach Davis si schierava al mio fianco e non manifestava l'intenzione di abbandonarmi. Non ancora.
Luned sera stavo cenando in camera con mia madre quando il mio telefono squill. Il sorriso tutto fossette di Liam illumin lo schermo e il mio cuore inizi a danzare.
Ehil, bello risposi con voce stanca.
Ehil. Sei in albergo? chiese con i rumori della strada in sottofondo.
S, mia madre e io abbiamo appena ordinato il servizio in camera.
Bene. Salgo tra un attimo.
Diedi un'occhiata al mio accappatoio e mi resi conto che avevo i capelli ancora bagnati dalla doccia.
Oh... s... okay, ci vediamo tra un attimo dissi, riattaccando e voltandomi a guardare mia madre.
Sta arrivando Liam. Anzi, credo che potrebbe essere gi qui confessai con un sorriso imbarazzato.
Le sopracciglia di mia madre scattarono verso l'alto. Conoscer il famigerato Liam Wilder. Che emozione! replic strizzandomi l'occhio, poi riprese a mangiare.
Qualche istante dopo, un leggero bussare alla porta mi fece saltare dalla sedia per far entrare Liam.
Sentii il suo caratteristico profumo gi mentre giravo la maniglia. Aveva appena finito di allenarsi, perci la fragranza del bagnoschiuma si mescolava con l'odore forte del sudore. Era stranamente sensuale e per poco non gli saltai addosso in corridoio, in particolare quando lo vidi dopo aver aperto la porta. Aveva i capelli scompigliati e sexy, i calzoncini da calcio che mettevano in mostra le gambe muscolose e abbronzate e la maglietta sportiva incollata al petto solido.
Sentii le mie labbra allargarsi in un gran sorriso e spiccai un balzo per gettargli le braccia al collo.
L'addetto alla sicurezza che stazionava fuori dalla porta si schiar la voce e io cominciai a ridere. Mi ero scordata della sua presenza. Soprattutto perch la gente normale non ha addetti alla sicurezza fuori dalla porta.
Be', ciao anche a te. Liam sorrise e si abbass per baciarmi. Si stacc e subito i suoi occhi scrutarono oltre la mia spalla in cerca di mia madre, che si era alzata per salutarlo. Lasciai andare il collo di Liam e feci un passo indietro. Sapevo che in quel momento stava notando la grande somiglianza tra me e mia madre. I suoi capelli erano castano scuro come i miei, ma tagliati cortissimi, e in pi avevamo la stessa corporatura, anche se io ero un tantino pi muscolosa e lei un po' pi alta e snella.
Sorridevo radiosa, osservandola mentre esaminava Liam. Non riesco a credere di poterti conoscere, finalmente disse con un sorriso. Gli tese la mano. Io sono Lydia.
Lui rispose al saluto e mi parve di vedere un accenno di rossore salirgli alle guance abbronzate. Salve, signora Bryant.
Mia figlia mi ha parlato di te fino all'incoscienza, nelle ultime settimane rivel lei, e a quel punto fui io ad arrossire.
Lo sguardo tranquillo di Liam scivol verso di me.
Esagera, avr s e no accennato a te dissi con una strizzatina d'occhio.
Liam torn a guardare mia madre, che ostentava un sorrisetto impertinente. Non mi sorprende sentirlo. Sua figlia  sicuramente innamorata di me, signora Bryant. Non me l'ha ancora detto, ma lo far presto.
Rimasi a bocca aperta. Anzi, mi casc proprio la mascella sul pavimento mentre fissavo Liam a occhi sbarrati. Mia madre mi guard con un sorriso d'intesa. Mi sembrava impossibile che avesse detto una cosa del genere con tanta... schiettezza. E come faceva quello stupido a leggermi dentro cos facilmente, accidenti a lui?
Per! Sembri piuttosto sicuro di questo, Liam scherz mia madre, facendoci segno di avvicinarci al tavolo perch finissimo di mangiare.
Liam scroll le spalle e sentii il suo sguardo penetrante su di me. Ho letto che secondo Mark Twain per avere successo nella vita servono solo ignoranza e fiducia in se stessi. Kinsley pu testimoniare che sono provvisto sia dell'una che dell'altra.
Risi. Vuoi dire che sai leggere?
Mi fece una strizzatina d'occhio scherzosa. Mia madre dichiar: Sapete,  stato lo stesso quando ho conosciuto il padre di Kinsley. Credo che siamo usciti insieme per un mese prima che mi chiedesse di sposarlo. Ma all'epoca eravamo giovani e incoscienti, avevamo solo diciannove anni.
Tossii e cercai di ignorare il fatto che Liam mi stava ancora guardando. Mi ero scordata che mia madre si era sposata alla mia et. Non riuscivo a immaginarlo. E chi ce l'aveva il tempo? Io stavo tentando di andare alle Olimpiadi, altro che starsene l a scegliere vestiti coordinati per le damigelle!
Be', stai tranquilla, mamma. Non dovrai accollarti il peso di una sposa adolescente dissi con un sorriso, ritrovando finalmente la voce.
Liam scroll le spalle. Diciannove anni li hai appena compiuti. Abbiamo circa trecento giorni per cambiare le cose.
Rimasi a bocca aperta un'altra volta e mi voltai a guardarlo. Adesso non dici sul serio.
Lui sorrise e scosse la testa. Naaa, per dicevo sul serio riguardo al fatto che sei innamorata di me.
Lo fulminai con lo sguardo, poi presi il piatto con le patatine che avevo lasciato e glielo tesi.
Sicura che non ne vuoi pi? chiese, pizzicandomi scherzosamente la vita.
Allontanai la sua mano con uno schiaffetto, ma se mia madre non fosse stata l a guardarci, l'avrei spinto sul letto e l'avrei tramortito di baci. S. Mangia. Hai appena finito l'allenamento?
S. Sono stanchissimo. Non rimarr per molto, volevo solo accertarmi che stessi bene.
E voleva conoscere me intervenne mia madre con un sorriso identico al mio. La mela non cadeva di certo lontano dall'albero.
Liam rise. Naturalmente. Sono venuto soprattutto per conoscere tua madre. Tu eri solo un optional. Mi strizz l'occhio e io gli scoccai uno sguardo torvo.
Mand gi le ultime patatine e rimise il piatto sul tavolo. Sar meglio che torni a casa o mi addormento qui.
Mi accigliai. Non ero pronta a vederlo andare via cos presto. Posso accompagnarti gi?
Non vestita cos sottoline lui, e mi accorsi di essere ancora in accappatoio. E se domani dopo la partita andassimo a cena insieme alle nostre madri? La mia vorrebbe rivederti prima di partire per Londra disse mentre andava verso la porta.
Battei le mani e mia madre accett ancora prima che avessi il tempo di rispondere. Grandioso.
Liam si chin a baciarmi la guancia e in modo che mia madre non sentisse mi sussurr all'orecchio: Domani far il tifo per te, Kins. Il suo respiro mi sfior il viso. Strinsi le labbra e annuii. I nostri occhi si incontrarono e io mi lasciai assorbire da quell'ultimo istante vicino a lui.
Merda.
Ero pronta per quello? Chi  che a diciannove anni  preparato a donare il suo cuore? Non stavo ancora cercando di capirlo io stessa, il mio cuore? Di capire le sue preferenze? Liam era pi grande e probabilmente aveva sperimentato tutto un campionario di ragazze prima di arrivare a me.
Mentre chiudevo la porta dell'albergo, sentii una stretta alla bocca dello stomaco al pensiero che forse mi stavo facendo coinvolgere troppo. Stare con un atleta famoso  la cosa pi lontana da una normale, sana relazione. Non desideravo la luce dei riflettori o la notoriet e amare Liam significava accettare tutto quello che gli andava dietro.
Adis, cuore.  stato bello conoscerti.
Avete lavorato sodo per adesso, ma dovete ricordare che si tratta solo di un'amichevole. State calme e concentratevi sulla precisione del vostro gioco. Questo  un semplice allenamento, perci andiamo l fuori e mostriamogli quello che sappiamo fare!
Eravamo riunite appena dietro la porta dello stadio. Avevamo indossato le nostre divise celesti, fatto riscaldamento e poi eravamo rientrate per un ultimo discorsetto di incoraggiamento prima del fischio iniziale. Sentivo crescere il nervosismo, ma cercavo di tenerlo a bada. Nell'incontro di quel giorno, Becca e io saremmo partite da titolari. Emily non ce l'aveva fatta, invece, ma sapevo che avrebbe comunque giocato parecchi minuti. L'avremmo fatto tutte. Lo scopo di quella partita era abituarci a giocare per la squadra, non far brillare una sola di noi.
Becca mi strinse la spalla e io le scoccai un sorriso nervoso.
Wildcats al tre ordin la Coach Davis, poi inizi a contare.
Wildcats! gridammo tutte insieme, dopodich la porta si spalanc e noi corremmo in campo. Era una magnifica giornata, a Los Angeles. Il sole splendeva alto nel cielo e gran parte dello smog della mattina si era dissolto, perci la temperatura era calda e invitante. Stavo gi sudando per il riscaldamento, ma andava bene cos. Era quello che amavo fare. Vivevo per le partite di calcio: quei novanta minuti di confronto testa a testa mi davano energia come nient'altro al mondo.
Corsi insieme a Becca verso la linea laterale e alzai lo sguardo alle gradinate affollate, dove scorsi mia madre seduta accanto alla signora Wilder. Erano carine, appollaiate vicine come se fossero amiche da anni. Le salutai con la mano mentre inneggiavano a Becca e a me. Non avevo ancora visto Liam, ma sapevo che forse si stava ancora allenando.
La tribuna stampa era letteralmente zeppa di giornalisti, molti pi di quanti - in condizioni normali - avrebbero presenziato a un'amichevole precampionato di calcio femminile. Alzai gli occhi al cielo e li ignorai. C'erano gi troppe cose che dipendevano da questa partita senza aggiungerci anche la pressione di un mio eventuale flop diffuso su Internet.
Sofie e il nostro capitano in seconda si fecero avanti per il sorteggio, poi entrammo in campo tra gli applausi dei tifosi. Mi posizionai e scrollai le braccia, tentando di allentare i muscoli e calmare la respirazione. Era normale che mi sentissi tesa prima di una partita, in particolare dopo mesi di lontananza da una competizione vera, ma quel nervosismo era di una categoria a s stante.
Mi chinai in avanti e mi strinsi le ginocchia per ritrovare il mio equilibrio. I media avrebbero manipolato le loro storie come cazzo gli pareva, quindi preoccuparsene non aveva senso. Misi a fuoco i fili d'erba piegati dai tacchetti mentre la mia determinazione cominciava ad aumentare. Quella era la mia partita. E l i giornalisti non potevano toccarmi.
L'arbitro fischi e l'incontro ebbe inizio.
Avevamo perso il sorteggio, ma non ci volle molto perch i nostri difensori prendessero il controllo del pallone e lo lanciassero verso la met campo avversaria. Tutto cominci a funzionare come doveva. Mi liberai degli avversari in modo che Becca potesse servirmi la palla. Il suo passaggio mi raggiunse in corsa e, con un rapido gioco di gambe, scartai alcuni difensori. Ero nel mio elemento mentre scivolavo tra raddoppi di marcature e tentativi di tackle, poi passai la palla a una compagna. Nell'intervallo eravamo in vantaggio di tre reti e cominciavo a sentirmi fiduciosa. Fino a quel momento avevo giocato bene e la mia resistenza quasi non era stata intaccata. Tutte quelle corse la sera tardi e quell'esercizio extra mi stavano ripagando.
Uscii correndo per una sostituzione e quando arrivai a bordo campo alzai gli occhi e vidi Liam appoggiato alla recinzione. Sembrava sudato quanto me. Immaginai che dopo l'allenamento si fosse precipitato l invece di fare la doccia. Quando si accorse che lo guardavo, abbass la testa e mi rivolse un sorriso fiducioso. Non era il caso di attirare ulteriormente l'attenzione, specie con gli obiettivi dei fotografi puntati dritti su di noi. Gli strizzai l'occhio e tornai a girarmi verso la mia squadra, giusto in tempo per scorgere la Coach Davis che ci faceva cenno di raccoglierci intorno a lei.
Il secondo tempo pass in un lampo. A parte uno scontro con un difensore avversario, avevo giocato una partita eccezionale. Fu una sensazione esaltante uscire dal campo con una vittoria precampionato all'attivo. La Coach Davis era fiera di noi e avevo notato che anche Becca ed Emily erano andate alla grande. Sapevo che, se avessimo continuato cos, ci saremmo senz'altro candidate a vincere il campionato. Feci una doccia veloce, poi mi infilai i jeans tagliati cortissimi e la canotta morbida che avevo messo nella borsa.
Volete venire a cena con noi? chiesi a Emily e Becca mentre uscivamo dallo spogliatoio.
No, mi viene a prendere Penn rispose Becca.
Io ho un appuntamento su Skype disse Emily con una strizzatina d'occhio. Probabilmente Skype sopravviveva grazie a lei e al suo ragazzo, ma non potevo certo biasimarli. Io avrei fatto lo stesso se Liam fosse stato dall'altra parte del Paese.
Bene, allora ci vediamo dopo! le salutai mentre ci separavamo. Loro si diressero verso il parcheggio e io svoltai per andare a cercare la mia minuscola cerchia di tifosi, in attesa ai piedi delle gradinate. Quando li vidi, non riuscii a trattenere un sorriso.
Eccola! esult la signora Wilder, alzando le mani al cielo. Risi e scossi la testa mentre tutti applaudivano fino a spellarsi le mani. Ne stavano facendo davvero un affare di stato.
Certo che con voi l'attenzione  garantita, per una che invece detesta trovarsi sotto i riflettori scherzai, avvicinandomi al gruppo e mettendo un braccio intorno alle spalle di mia madre. Lei mi strinse forte prima di lasciarmi andare. Il flash di una macchina fotografica colse l'intera scena, accecandomi.
Va bene, va bene. Andiamo a mangiare. Parleremo di che splendida giocatrice sei mentre arriviamo alla macchina promise mia madre.
Mi ero sentita felice mentre mi avvicinavo a loro, ma cominciai a smaltire l'adrenalina della partita non appena mi ricordai dei fotografi. Per quanto cercassi di seppellire la loro presenza in un angolo della mente, ignorarli era impossibile.
Non avevo pi cercato il mio nome in rete dalla sera di domenica, ma sapevo che la situazione non era migliorata. Finch Liam e io fossimo stati una coppia, avrei avuto i riflettori puntati addosso, e dovevo capire se stavo facendo la cosa giusta. Rischiavo molto per un ragazzo che forse era pronto a impegnarsi in una relazione quanto lo era George Clooney.

28
Gioved sera mi trovavo nella cucina di Liam a preparare la cena. Le nostre madri erano partite il giorno prima, e finalmente avremmo avuto un po' di tempo solo per noi. Sarebbe rientrato dall'allenamento da un momento all'altro, il che spiegava perch stessi correndo di qua e di l come una pazza nel tentativo di fargli trovare tutto pronto.
Stavo facendo delle lasagne e un'insalata di cui avevo avuto la ricetta da mia madre. All'inizio avevo pensato di coprirmi di rotolini di sushi e lasciare che Liam li mangiasse direttamente dal mio corpo, ma Becca aveva detto che non aveva nessuna voglia di immaginarsi il mio culo nudo ogni volta che ordinava un California Roll. Bella amica. Sparsi un po' di mirtilli e di noci sopra l'insalata, poi ficcai le lasagne nel forno proprio mentre Liam apriva la porta sul retro.
Su il sipario.
Chiusi lo sportello del forno e, quando mi girai, lo scorsi fermo sulla soglia. Aveva fatto la doccia dopo l'allenamento e portava dei jeans sdruciti con una maglietta bianca. Sorrisi guardando il mio, di abbigliamento. Avevo messo un paio di jeans aderentissimi che sapevo l'avrebbero fatto impazzire e una maglietta azzurra con lo scollo a V, comoda ma sexy.
Lui aveva i capelli ancora umidi e un sopracciglio inarcato per il panorama che gli si apriva davanti.
Sto preparando un banchetto annunciai con una specie di svolazzo della mano.
Lo vedo. Il profumo  fantastico si compliment, lasciando cadere il borsone sportivo e le chiavi sul tavolo mentre veniva verso di me. Anche quello che vedo mi piace.
Questo caos? chiesi, guardando il formaggio, le confezioni di pasta e il tagliere con i pomodori e le cipolle affettati. C'era una pozza di sugo di pomodoro anche sul bancone. Ma ci avevo messo proprio tutto, in quelle maledette lasagne?
Si avvicin ancora fino a mettersi proprio dietro di me, in modo da potermi cingere la vita con le braccia.
No. Tu in casa mia quando torno dall'allenamento rispose, facendomi venire la pelle d'oca.
 stato divertente, come giocare alla brava massaia nella cucina di qualcun altro commentai con un'alzata di spalle. Giuro che pulir tutto.
Ridacchi e mi fece girare con la schiena verso il bancone. Puliremo tutto. Cosa c' nel forno?
Lasagne risposi, sentendo le sue labbra sfiorarmi brevemente il collo. Bast quello a farmi emettere un mugolio soffocato.
Quanto tempo abbiamo prima che siano pronte?
Inarcai un sopracciglio mentre la sua mano scivolava sotto la mia maglietta. Un'ora, pi o meno. Le ho appena infornate.
Le sue labbra si distesero in un sorriso seducente e di colpo capii che ero nei guai.
Bene, ho passato quasi una settimana intera senza poterti toccare e mi piacerebbe recuperare il tempo perso disse, sollevandomi la maglietta e facendo scorrere le mani verso l'alto, sul torace e sui seni.
Alzai le braccia sopra la testa e gli scoccai un sorriso astuto mentre mi sfilava la maglietta e la gettava sul tavolo di cucina. Il suo sguardo scese alle rotondit delle tette che spuntavano dal reggiseno nero, e a quella vista i suoi occhi si socchiusero leggermente. Le mie congratulazioni, signora Victoria Secret.
Abbassai le mani per slacciargli i jeans e glieli calai lungo le gambe muscolose. Tutto in lui era degno di adorazione, ma quelle gambe da calciatore mi rendevano particolarmente focosa. Passai le mani sulle sue cosce e poi risalii, vedendoglielo diventare duro sotto i boxer aderenti.
Era maschio dalla testa ai piedi e, mentre avevo la meglio sul suo corpo, mi resi conto che volevo che mi prendesse tutta. Si sfil la maglietta dalla testa con uno strattone e poi mi afferr per le braccia, attirandomi a s. Senza darmi neanche il tempo di ritrovare l'equilibrio, abbass la mano sul davanti dei miei jeans. Li slacci e la cerniera cedette mentre il suo dito sprofondava dentro di me. La mia bocca si spalanc, ma non ne usc alcun suono. Ritir il dito pian piano, poi lo affond di nuovo.
Ho sognato di farlo tutta la settimana mormor, chinandosi in avanti per rubarmi un bacio. Le sue labbra, fameliche ed esigenti, si impadronirono della mia bocca. Cercavo di stargli dietro, ma lui travolgeva i miei sensi. Continu a far scivolare il dito dentro e fuori, all'inizio lentamente, poi accelerando il ritmo. Mi sentivo gi trascinare verso l'orgasmo quando il suo pollice cominci a muoversi in cerchi delicati. Aveva mani esperte, e il polpastrello di quel pollice avrebbe potuto essere la parte del suo corpo che preferivo.
Stacc la bocca dalla mia proprio mentre le sue dita aumentavano il ritmo. Si pieg all'indietro, osservando come reagivo a quello che mi stava facendo come fosse un voyeur. Era peccaminoso e sensuale averlo l a guardarmi venire. Mi leccai le labbra, cercando di inumidirne la superficie secca, e in quel momento fui attraversata da un brivido.
Godi per me, bambina. Lascia che ti guardi.
L'azzurro e il grigio dei nostri sguardi si incontrarono, e una scintilla fece divampare il fuoco dentro di me. Venni intorno alle sue dita, appoggiandomi contro il bancone e mugolando all'infinito il suo nome.
Non ebbi il tempo di riprendermi. Sentivo ancora gli ultimi echi dell'orgasmo quando lui mi spogli di jeans e mutandine e mi fece girare con il bacino contro il bancone. Mi tolse il reggiseno e spinse tutto da parte per lasciarmi spazio.
Accidenti sussurrai sentendolo premere contro la mia carne esposta. Non avevo mai avuto un uomo che mi prendesse in quel modo. Lui non chiedeva il permesso. Quando facevamo l'amore, quando ci esploravamo a vicenda, il mio corpo gli apparteneva come se ne possedesse l'esclusiva.
Chinati in avanti, piccola.
Quell'ordine sensuale mi fece rimanere a bocca aperta, eppure gli ubbidii senza neanche pensarci. Il freddo piano di granito mi schiacci i seni, ma non mi sottrassi a quella fitta leggera. Ero troppo impegnata a concentrarmi sulle sue dita che allargavano le mie altre labbra, apprezzando tutta la mia bellezza.
Con un gemito, scivol in ginocchio dietro di me per leccarmi. Mi morsi il labbro inferiore, ma mi sfuggirono comunque alcuni mugolii soffocati. Le mie dita afferrarono il bordo del bancone mentre mi leccava lentamente, passando la lingua sul mio sesso, per tutta la sua lunghezza. Coi palmi delle mani mi allarg le gambe ancora di pi, in modo che gli mostrassi ogni centimetro di carne. Credevo che le mie dita avrebbero spezzato il piano di granito, tanta era la forza con cui mi ci aggrappavo.
Sei la cosa pi eccitante su cui abbia mai posato gli occhi mi assicur, accarezzandomi senza fretta. Sollevai la testa dal bancone e mi voltai a guardarlo. Lo vidi toccarsi con una mano mentre con l'altra esplorava me.
Dio, avrei voluto che quell'immagine mi si stampasse a fuoco nella memoria per l'eternit.
Ti hanno mai presa cos? chiese con un che di dispotico nello sguardo. Parole dure, che per accesero in me il desiderio di ascoltarle. Amavo quella sua sicurezza. Quella padronanza assoluta della situazione.
Feci segno di no con la testa e i suoi occhi mi percorsero tutta fino a raggiungere i miei.
Tieniti stretta al bancone mi ordin mentre si toglieva i boxer. Era duro e pulsante. Ricordavo con precisione le sensazioni che mi aveva procurato l'ultima volta che avevamo fatto sesso: come se il mio corpo non riuscisse a decidersi tra il dolore e il piacere. Non mi importava. Dovevo averlo di nuovo dentro o mi sarei messa a urlare. Forse avrei finito per urlare in entrambi i casi.
Srotol un preservativo, poi torn a mettersi dietro di me. Una mano mi afferr con forza un fianco, l'altra si allung a sostenermi il collo in modo che non potessi distogliere lo sguardo. Apprezzai il suo aiuto. La testa cominciava a pesarmi, ma in quel modo riuscii a vederlo mentre mi penetrava lentamente, e poi, con un'unica, rapida spinta, me lo spingeva tutto dentro, aprendomi ed entrando di schianto nel mio mondo.
Oddio, Liam mugolai mentre si assestava dentro di me, all'inizio senza muoversi per darmi il tempo di abituarmi alle sue dimensioni.
Aveva gli occhi grandi di desiderio, i lineamenti pi marcati e l'espressione pi impenetrabile del solito. La linea netta della mascella, gli zigomi cesellati, le labbra turgide e perfette risaltavano sul viso appena rasato.
Si ritrasse adagio e io rabbrividii. Riuscii appena a riprendere fiato, e d'altra parte la posizione in cui mi teneva non era d'aiuto. Poi me lo spinse dentro di nuovo, con violenza, facendomi gridare. Era il godimento assoluto.
Non ebbe bisogno di altri stimoli. Mi serr pi forte la vita e cominci a pomparmi da dietro. Il mio corpo oscillava sul granito a ogni rollio dei suoi fianchi. Si muoveva veloce e controllato. Non avevo il tempo di elaborare una spinta prima che ne arrivasse un'altra. Mi stava fottendo in tutti i sensi e sentivo fiorire dentro di me nuova libidine e nuovo desiderio.
Mi afferr una gamba e la sollev sul bancone. Il movimento spinse un piatto oltre il bordo, facendolo cadere rumorosamente sul pavimento. Non import a nessuno dei due, e Liam continu a far godere il mio corpo.
Mi rialz, in modo che la mia schiena fosse premuta contro il suo busto. La sua mano mi avvolse la gola e io girai la testa per rubargli un bacio. Le nostre lingue si incontrarono mentre i miei fianchi rimbalzavano ancora una volta su di lui. Le prime scosse di un orgasmo mi attraversarono e improvvisamente sentii che dovevo venire. Era cos vicino, non potevo lasciarmelo sfuggire.
Oh, non fermarti. Non fermarti lo implorai mentre i suoi fianchi urtavano i miei. Anche quando mi pompava veloce e con forza, i suoi movimenti erano sempre fluidi e calcolati, quasi volesse arrivare a rannicchiarsi dentro di me.
Cazzo mugolai mentre una spinta particolarmente efficace sollecitava una parte sensibile delle mie terminazioni nervose. Gli afferrai la nuca e l'orgasmo mi travolse. Sentii un tremito nello stomaco e il suo gemito roco all'orecchio mi strapp ancora pi piacere. Lui venne subito dopo. Aveva aspettato abbastanza e, quando si rivers dentro di me, rabbrividii per tutte quelle sensazioni che minacciavano di distruggermi.
Liam! Mi sembrava troppo, mi sembrava che il mio corpo non sarebbe sopravvissuto alla passionalit del nostro modo di fare l'amore.
Lui trasse energia dal mio desiderio, continuando a muoversi dentro di me finch tutti e due non crollammo, a pezzi, sul pavimento della cucina. I nostri corpi si accasciarono e io mi abbandonai su di lui tra risa estatiche incontrollabili.
Cio, seriamente, non  neanche corretto. Come fanno le donne a fuggire da te? chiesi, la testa posata sul suo petto.
Non lo fanno scherz lui. Il mio cuore smise di battere.
Le sue parole volevano essere una battuta, ma sapevo che erano tutt'altro.
Non lo fanno.
Come cazzo mi era venuto in mente di innamorarmi di uno come lui? Neanche due mesi fa maledivo l'intero genere maschile. Non potevo trovarmi un ragazzo gentile e modesto, uno della mia et che non faceva sesso come se fosse la sua vocazione nella vita? Dovevo proprio essere stupida per rischiare cos il mio cuore per la terza volta.
Risi all'idea. Non era vero, infatti. Con Trey e Josh non avevo mai rischiato il cuore come ora con Liam. Liam non era qualcosa che sceglievi, per il s o per il no. Lui era come un virus, ti invadeva l'organismo e ci metteva radici senza il tuo permesso. Faceva quell'effetto a ogni donna degli Stati Uniti, e purtroppo io non ero diversa.
Mi rialzai e gli rivolsi un accenno di sorriso, poi andai verso il bagno per lavarmi prima di cena.
Kins? disse con aria interrogativa, levandosi in piedi e gettando il preservativo.
Gli feci ciao ciao con la mano e continuai a camminare. Sentii le lacrime bruciarmi gli occhi e mi resi conto che aver avuto quella rivelazione subito dopo il sesso era stata una mossa davvero pessima. Mi sentivo sempre un po' pi vulnerabile, dopo certi orgasmi sconvolgenti. Forse avevo solo bisogno di qualche istante per riprendermi.
Avvertii la sua presenza dietro di me e capii che mi avrebbe raggiunta prima che arrivassi alla doccia. Accelerai il passo mentre entravo in bagno. Poi corsi dritta verso lo stanzino del WC. Non poteva seguirmi l dentro. Chiusi a chiave la porta e mi lasciai cadere sul sedile, prendendomi la testa tra le mani.
Non buss subito. Forse voleva darmi la possibilit di calmarmi, o forse pensava che stessi davvero usando il water. Ma quando non uscii neanche dopo aver tirato l'acqua, la sua voce mi raggiunse attraverso il legno della porta.
Kins, stai bene? chiese in un tono di tale sincerit da rendermi ancora pi difficile trattenere le lacrime.
S, mi sto solo... riorganizzando risposi sinceramente.
Potresti riorganizzarti con me? Cosa c' che non va, bella? Sentii il suo corpo scivolare lungo la parete vicino alla porta e capii che non si sarebbe mosso finch non fossi uscita.
Sarai sincero con me se ti chiedo una cosa? Completamente sincero? dissi, avvicinandomi alla porta e appoggiandovi la fronte.
S. Tu dimmi solo cosa succede. Sistemeremo tutto.
Feci un respiro profondo e preparai il mio cuore alla risposta sbagliata.
Sono stata un'ingenua a fidarmi di te? Sul serio, Liam, devi essere sincero. La verit la posso sopportare... quello che non posso sopportare  imbarcarmi in un'altra relazione con un ragazzo che non mi rispetta abbastanza da essere sincero.
Sospir sull'altro lato della porta. Kins, porta il tuo culo fuori da quel cesso e parliamoci faccia a faccia.
Strinsi le labbra, contrariata, ma ruotai il pomello e aprii la porta di qualche centimetro. Ancora meravigliosamente nudo, era seduto per terra e mi fissava con uno sguardo serio.
Allung un braccio attraverso la fessura, afferr il legno e spalanc del tutto la porta. Sobbalzai leggermente, ma lui scosse la testa come a dirmi di stare tranquilla.
Io non sono Josh. Non ti far del male. In cucina, prima, stavo solo scherzando. Sono un ragazzo normale, Kinsley. Voglio quello che vogliono tutti gli altri: avere una ragazza che amo e che mi ami. Voglio che tra noi ci sia fiducia, e voglio che siamo aperti l'uno con l'altra. Non ci siamo ancora arrivati. So che dovr faticare per cancellare le porcate che altri ti hanno fatto, ma per favore non tagliarmi fuori. Non posso cambiare il tuo passato, Kinsley.
Annuii e finalmente sentii le lacrime inondarmi le guance.
 solo che mi sentivo spaventata e vulnerabile, stesa sul pavimento di quella cucina con te. Potresti mollarmi in qualunque momento ti venga voglia di farlo... in qualunque momento tu sia pronto a voltare pagina.
Allung la mano e mi tir gi, facendomi cadere sulle sue ginocchia. La mia pelle e la sua divennero un tutt'uno caldo e sudato di sesso, ma anche quello mi piaceva. Ti amo, Kinsley Bryant. Ti amo perch non hai paura di inseguire il tuo sogno. Ti amo perch hai avuto il coraggio di chiedermi di mostrarti i miei tatuaggi quando non mi conoscevi neanche. Ti amo perch hai tantissimo talento ma anche tantissima umilt. Sei straordinariamente dotata, eppure ti dai da fare ogni giorno per migliorare ancora di pi.  stimolante averti intorno e io ti amo. Ti prego, credici.
Fissai il suo petto scolpito che si alzava e si abbassava e mi lasciai impregnare delle sue parole. Dopo qualche istante, alzai lo sguardo e gli feci un timido sorriso.
Non hai detto niente del mio corpo sensazionale o della mia mente brillante... Lui si mise a ridere e scosse la testa, ma continuai a parlare nonostante anche a me scappasse da ridere. O delle mie fantastiche doti in camera da letto, o della mia eccezionale abilit con la mazzaaaaaggghhh... Cominci a farmi il solletico e non riuscii pi a parlare perch ridevo troppo. Dovetti usare tutta la forza che avevo per respingerlo.
Aaah, SMETTILA Liam Wilder. Subito! pretesi, ma lui non diede retta al mio tono perentorio. Mi sollev da terra e mi port verso la doccia, mettendosi sotto il getto caldo insieme a me. Continu a tenermi stretta mentre l'acqua ci scorreva addosso.
Tra l'altro, io prendo la pillola e sono sana come un pesce... se la prossima volta volessimo...?
Mi baci prima che potessi continuare. Io ho fatto un controllo prima che cominciassimo a frequentarci, perci s, niente pi preservativi.
Gli sorrisi. Perfetto. Rifacciamolo.
Lui rise e mi spruzz l'acqua addosso. Sei insaziabile, ma ti amo sussurr, baciandomi sulle labbra. Ti amo ripet, dandomi un bacio su ogni guancia.
Quando aprii la bocca per dirgli che anch'io lo amavo, mi tolse il respiro con un bacio e non ne ebbi la possibilit. Secondo me quel subdolo idiota l'aveva fatto apposta.

29
Sicura che sia una buona idea guardare questa roba? chiese Becca mentre ci stringevamo l'una contro l'altra davanti al computer appoggiato sul mio letto. Avevo intenzione di andare su Internet per vedere quello che dicevano di me. Capivo che era una cattiva idea, ma ero divorata dalla curiosit e dovevo sapere.
No,  un'idea pessima, ma visto che abbiamo gi tirato le tende e chiuso a chiave la porta, non abbiamo altra scelta.
S, come no... Guarda che non  cos che funziona, Kinsley rise Becca.
Non c' scelta, Becca! rincarai in tono drammatico.
Come ti pare, svitata.
Nelle ultime settimane, la mia vita era radicalmente cambiata. Ero abituata a dare per scontate le mie vecchie abitudini. Andare al supermercato, all'allenamento, a mangiare fuori... adesso non potevo pi fare niente di tutto questo senza avere una torma di fotografi alle calcagna a ogni spostamento. E non facevo neanche qualcosa di interessante! Certo, fossi uscita da qualche discoteca alle due del mattino con il naso sporco di polvere bianca, magari diffondere una mia immagine su Instagram avrebbe avuto un senso, ma riprendermi mentre portavo buste della Whole Foods alla macchina non mi sembrava una cosa molto avvincente.
Ecco perch dovevo vedere cosa postavano... perch facevo ancora notizia.
Becca digit il nome di uno dei maggiori siti di gossip e aspettammo che si caricasse. I primi articoli riguardavano autentici divi che facevano cose di relativo interesse: si tradivano, partecipavano a feste, spendevano i loro soldi in frivolezze.
Poi spunt il mio nome e sotto c'era una foto di Liam e me che uscivamo mano nella mano da Starbucks. Ero preparata al peggio, ma quando vidi la didascalia I fidanzatini d'America del calcio rimasi senza fiato. Era chiaro che con me avevano sbagliato persona. La foto non mostrava nemmeno i veri dettagli della situazione: sotto gli occhiali da sole alla moda non avevo la minima parvenza di trucco, la mia pettinatura all'ultimo grido dipendeva dal fatto che quel giorno non mi ero ancora lavata i capelli, e sul davanti della maglietta avevo una bella macchia di caff, evidentemente photoshoppata per l'occasione. Sorridevo a Liam perch mi stava prendendo in giro per la mia imbranataggine. Cio, eravamo felici ed eravamo una coppia, ma da l a essere I fidanzatini d'America... avevano proprio capito male.
Becca scorse la pagina fino alla sezione commenti, ed era l che ferveva la vera polemica. C'erano migliaia e migliaia di post in cui si discuteva se fossi abbastanza buona/sexy/bella/alla moda per uscire con Liam Wilder. Becca non mi permise di leggerli per molto, ma quelli che ebbi il tempo di vedere mi stroncavano senza piet, anche se certe pretese erano troppo ridicole per non essere ignorate: Dovrebbe stare con una bionda. Dovrebbe stare con una repubblicana. Dovrebbe stare con una ragazza ebrea.
Per! Questa gente  proprio categorica sulle frequentazioni di Liam. Direi anche troppo categorica. Cosa gliene frega del tipo di shampoo che uso? commentai mentre Becca passava a un altro sito.
Probabilmente vogliono accertarsi che tu non usi uno shampoo testato sugli animali. Hanno detto che non vogliono che Liam esca con una che maltratta gli animali.
Oh, buon Dio. Neanche fossi un'assassina di scimmie.
Il sito seguente aveva una foto di Liam e me sulla spiaggia vicino a casa sua. Ricordai che quel giorno avevo visto dei paparazzi appostati e che Liam avrebbe preferito rientrare, ma io mi ero rifiutata di permettere a quei rompiscatole di rovinarci il pomeriggio. Adesso rimpiangevo di non avergli dato retta. Vedere il mio corpo in bikini schiaffato su tutta la rete sembrava stranamente offensivo. Non c'era niente di neanche lontanamente pornografico in quell'immagine, ma sentivo che avrei dovuto aver voce in capitolo sull'uso di foto che mi ritraevano in bikini.
Il fatto che Liam mi stesse spalmando la crema solare sulla schiena non era d'aiuto, perch l'attrazione tra noi risultava evidente persino attraverso lo schermo del computer. Ci fosse stato anche l'audio insieme alla foto, di certo mi avrebbero sentita mugolare.
Vuoi continuare? chiese Becca, fissandomi con uno sguardo stanco.
Solo qualche altro sito risposi, sapendo che la stretta allo stomaco che provavo non se ne sarebbe andata anche se avessi smesso di guardare.
Avrei dovuto smettere, invece.
Perch cazzo non avevo smesso?
Fu subito evidente che gli altri siti avevano scelto un'angolazione diversa. Tutti parlavano della polemica che Tara aveva portato alla ribalta: Liam che usciva con me quando era ancora il mio allenatore, la nostra differenza d'et, il suo passato da playboy e le mie manovre di seduzione nei suoi confronti. Erano tutte stronzate. In definitiva, erano stati principalmente i giornalisti a fabbricare il suo passato, ma bruciava comunque sapere che alcune persone mi giudicavano basandosi su quelle informazioni. E non solo alcune, migliaia di persone che non mi conoscevano affatto.
Mi sorprese trovare parecchi nuovi commenti da parte di Tara. A quanto pareva, le minacce degli avvocati di mio padre non le avevano chiuso la bocca e saperla ancora l fuori a sputare veleno mi mandava in bestia.
Voglio parlare con lei dichiarai, saltando gi dal letto.
Becca si mise seduta, scossa dalla mia affermazione. Con chi? Con Tara?
S confermai, allungando una mano per prendere il telefono. Avevo il suo numero in rubrica da quando faceva ancora parte della squadra.
Chiama prima Liam. Vorr saperlo disse Becca, alzandosi dal letto e uscendo dalla stanza per lasciarmi un po' di privacy. Le feci segno che ci avrei messo un attimo. Lei replic con un gesto volgare con cui mi dava sostanzialmente dell'idiota. Non cambiare mai, Becca.
Credevo che Liam potesse essere ancora ad allenarsi, ma quando mi rispose ebbi un tuffo al cuore. Merda, la mia intenzione era stata lasciargli un messaggio, e abbastanza vago anche, giusto per togliermi dai guai... adesso, invece, mi toccava essere sincera.
Ciao bambola, sto lasciando il campo. Cosa c' di nuovo? La sua voce tranquilla fece quasi svanire la mia rabbia per Tara. Quasi.
Ciao. Penso di chiamare Tara per sentire se le va di incontrarmi per un caff o qualcos'altro...
Sulla linea aleggi il silenzio mentre lo sentivo armeggiare con le chiavi e salire in macchina.
E perch vorresti farlo?
Feci un respiro profondo, raccogliendo i pensieri in frasi coerenti. Perch continua a diffamarmi e magari, se ci troviamo a parlare, le cose tra noi potrebbero risolversi. Ai miei genitori non ha risposto, naturalmente, ma io potrei capire perch sta facendo tutto questo.
Per ottenere attenzione, Kinsley. Vuole le luci dei riflettori, lo sai benissimo. Non pu arrivarci da sola, quindi si serve del tuo nome.
Sospirai. Be', credo lo stesso che potrebbe esserci d'aiuto.
Mise in moto la macchina prima di rispondere. Non ho intenzione di fermarti, ma vorrei che la incontrassi durante il giorno e in un posto affollato.
Non  un'assassina, Liam.
Forse no, ma  sicuramente malata di mente, e preferirei non dovermi preoccupare per la tua incolumit sospir lui. Secondo me,  ancora una cattiva idea...
Camminai avanti e indietro in camera mia, elaborando il piano. Okay. Hai la mia parola. Ti tengo informato, d'accordo?
D'accordo. Chiamami pi tardi. Vorrei tanto trovarti a casa mia quando torno.
Sorrisi contro lo schermo del cellulare. Lo so, ma Becca e io ci eravamo promesse che oggi avremmo passato un po' di tempo insieme. Domani sar tutta tua gli assicurai.
Va bene. Ti amo. Buona fortuna disse prima di chiudere. Il mio cuore sfarfall come faceva ogni volta che pronunciava quelle parole. Le contavo. Quella era la decima, e ancora non mi sembrava vero.
La telefonata successiva non sarebbe stata altrettanto facile. Scorsi i miei contatti fino alla T. Il nome di Tara era il primo e pigiai CHIAMA prima di avere il tempo di fare marcia indietro. Ogni squillo parve durare una vita, tanto che mi chiesi se avrebbe risposto oppure no.
Poi scatt la chiamata.
Kinsley Bryant. Strascic il mio nome come se fosse qualcosa di disgustoso che le era rimasto attaccato alla suola di una scarpa.
Tara. Ciao. Hai un attimo per parlare?
Lei sospir come se fosse esasperata. Non proprio, ma sto gi ascoltando, perci fai un po' come ti pare.
Mantieni la calma. Mantieni la calma. Okay, be', in realt ti chiamavo per sapere se ti andrebbe di incontrarmi domani per un caff.
Perch diavolo dovrebbe andarmi? Mi hai fatto cacciare dalla squadra della ULA perch non sei riuscita a tenere a bada i tuoi ormoni da puttanella.
Bene. Quindi non aveva subto un trapianto di personalit dall'ultima volta in cui ci eravamo rivolte la parola. Peccato.
Tara, credo sappiamo tutte e due che tu vuoi vedere me quanto io ho bisogno di vedere te. Pensa alle foto che ci faranno. Mi sieder fuori, cos potranno scattarti un bel primo piano.
Ero stronza, ma ormai lo eravamo entrambe.
Credi di essere tanto figa, vero, Kinsley? Okay, accetto di incontrarti domani, ma solo perch voglio vedere quella tua faccia da tonta un'ultima volta.
Grandioso. Scegli tu il posto. Ci troviamo verso le tre. Poi riappesi prima che potesse obiettare.
Faccia da tonta? Mi fermai per un momento, accorgendomi di quello che avevo appena fatto a me stessa e rimpiangendolo all'istante.
Becca! chiamai, e un attimo dopo sentii i suoi passi in corridoio. Quando apr la porta, mi girai a guardarla e, con voce solenne, le annunciai: Ho un appuntamento con il diavolo domani alle tre.
Lei socchiuse gli occhi, annu ed entr in camera mia. Bene, allora immagino sia meglio che guardiamo il resto del Trono di Spade stasera, casomai ti facesse fuori.
Il giorno seguente, la Downtown LA era molto trafficata, perci fui costretta a parcheggiare a parecchie vie di distanza. Il bar scelto da Tara era quasi deserto, il che rese semplice individuare i suoi luminosi capelli biondi non appena salii sulla pedana che ospitava i tavolini esterni. Io scherzavo quando parlavo di sederci fuori per farci fotografare dai paparazzi, ma evidentemente Tara non poteva lasciarsi sfuggire un'occasione del genere. Fui quindi ancor pi felice che Becca mi avesse aiutato ad arricciare la mia lucida criniera castana. Avevamo scelto un vestito di cotone che avevo abbinato a un leggero foulard estivo e al mio paio preferito di ballerine firmate. Per una volta, i fotografi non mi avrebbero ripreso conciata da schifo dopo l'allenamento.
Ciao Tara. Le sorrisi mentre mi avvicinavo. Stava scorrendo il suo iPhone, senza dubbio cercandosi su Google, quindi non mi aveva vista arrivare. Nell'attimo stesso in cui sent la mia voce, rizz le orecchie e spost lo sguardo crudele su di me. Tara era un ottima ragione per non giudicare un libro dalla sua copertina. Era bellissima e aveva un'aria arrendevole. Ma sotto quei lineamenti dolci si nascondeva una follia assoluta, e proprio non riuscivo a capire come fosse diventata la stronza che era.
Salve, Kinsley. Accomodati.
Pensai davvero che sarebbe stata quantomeno educata.
Mi stai facendo ombra e vorrei abbronzarmi un po' intanto che la facciamo finita con questa buffonata.
Okay, non cos educata.
Giusto dissi, sedendomi di fronte a lei e mettendomi la borsetta sulle ginocchia. Tirai fuori il mio cellulare e mi assicurai che avesse il microfono rivolto verso di lei prima di lasciarmelo cadere in grembo con aria indifferente.
Come stai, Tara? chiesi.
Tagliamo corto con le stronzate. Cosa vuoi?
Non mi avrebbe reso le cose facili, questo era certo. Giunsi le mani sulle ginocchia. Voglio scusarmi per come mi sono comportata. Non avrei mai dovuto cominciare a uscire con Liam mentre era ancora il nostro allenatore e se avessi valutato meglio le mie azioni, forse non ti avrebbero esclusa dalla squadra.
Le mie scuse erano chiaramente l'ultima cosa che si aspettava, perch la sua faccia si contorse in un'espressione di malvagio divertimento.
Ma per favore! Chiunque di noi avrebbe potuto uscire con Liam. Tu sei stata solo la prima che ha aperto le gambe. Perci non fare tanto l'arrogante perch te lo sei spompinato al campo sportivo e adesso credi di essere la sua ragazza.
Sentii le sopracciglia scattare verso l'attaccatura dei capelli. Be', evidentemente con quella storia non l'avevamo passata poi cos liscia come pensavo.
D'accordo. Piano B.
Be', se non sei arrabbiata con me per questo, allora non capisco bene perch ti stai ancora accanendo contro di me sulla stampa. Ho visto molte tue dichiarazioni che mi prendono di mira direttamente.
Alz gli occhi al cielo e si inclin all'indietro sulla sedia come se la conversazione la annoiasse. Faccio quello che devo per restare sotto i riflettori. Ho messo in pausa quello schifo di calcio e adesso ho un po' pi di tempo da dedicare alla mia carriera.
La tua carriera? chiesi, cercando di mantenere un tono neutro.
Di modella e attrice rispose annoiata, come se il fatto di doverglielo chiedere mi rendesse in automatico un'ebete farfugliante.
Oh, ma  fantastico. Credo che sarai bravissima. E dicevo sul serio. Era melodrammatica, pazza e bellissima. Chi avrebbe potuto interpretare la cattiva nei film meglio di una che lo era nella vita reale?
Grazie, ma la tua opinione non mi interessa.
Annuii e per un attimo spostai lo sguardo verso la strada. Alcuni flash attirarono la mia attenzione, ricordandomi il compito che dovevo svolgere.
Quindi, se adesso ti stai concentrando sulla tua carriera, forse possiamo arrivare a un accordo... iniziai.
E quale potrebbe essere? Inarc un sopracciglio con aria incredula.
Devi smetterla di cercare notoriet a mie spese. Tutta questa storia svanir e la gente finir per capire come stanno le cose. In pi, i lettori si accorgeranno che in realt sono molto noiosa e non si interesseranno pi a quello che mangio a pranzo o a come prendo il caff. Non durer per sempre, quindi non c' motivo di ritardare l'inevitabile.
Le sue labbra si allargarono in un sorriso perverso. Kinsley. Il bello della libert di parola in questo Paese  che posso dire quello che voglio ogni volta che voglio. Se voglio continuare a raccontare balle sul tuo conto alla stampa, non c' niente che me lo impedisca, perch in realt non me ne frega un cazzo di te o di Liam. Quello che mi sta a cuore  sfondare. Perci tutta questa conversazione  stata una colossale perdita di tempo. Anzi, credo tu mi abbia reso ancora pi divertente parlare di te alla stampa, perch adesso so che ti infastidisce. A essere sincera, mi hai facilitato fin troppo le cose, Kinsley.
Confesser che una piccolissima parte di me aveva sperato che Tara avesse un'illuminazione e cambiasse atteggiamento. Il restante 99 per cento, invece, fu orgoglioso di aver avuto ragione nell'architettare quel piano fin dall'inizio.
Allungai la mano e posai il telefono sul tavolo perch Tara vedesse la schermata della registrazione attiva. Poi premetti PAUSA e le gettai un'occhiata con un sorriso sicuro.
Sai, Tara, tu credi di essere molto furba, ma in realt quello che fai  contro la legge.
Oh s, ti prego, mi farebbe un immenso piacere vederti portare questa storia in tribunale.
Risi e notai che la sua facciata imperturbabile cominciava a incrinarsi. No, non ho intenzione di farti causa. Non me ne frega un accidente dei tuoi soldi. Quello che mi interessa  l'opinione pubblica. Sai, ieri sono stata da un avvocato e ho richiesto un ordine restrittivo nei tuoi confronti. Ho descritto tutto quello che  successo, le tue persecuzioni e i tuoi atti di bullismo, e ho fatto confermare la mia dichiarazione dalle altre compagne di squadra e dalla Coach Davis.
Era una balla clamorosa, ma lei abbocc. La maschera che portava aveva una crepa gigantesca proprio al centro.
Per ho pensato che questo non ti sarebbe bastato perch, diciamocelo Tara, tu sei la stronza pi psicopatica che abbia mai conosciuto. Perci ho organizzato l'incontro di oggi in modo da poterti registrare mentre ammetti di mentire alla stampa al solo scopo di diventare una star.
Lei mi derise. Ma figurati, Kinsley. Credi di avermi sconfitta, ma non sai con chi hai a che fare.
A nessuno piacciono i prepotenti, Tara, e adesso ho le prove di quello che sei veramente. Sputa ancora una sola goccia del tuo veleno su di me con la stampa e io render pubblica la registrazione. Dopodich staremo a vedere cosa decider di fare l'America.
Penseranno che  un falso obiett, aggrappandosi ancora alla sua aria sicura.
Pu essere, ma la tua voce  piuttosto riconoscibile. E la sai la cosa buffa dei giornalisti? Loro vogliono sempre la storia pi interessante. Cosa potrebbero desiderare di meglio di una storia vera che  anche interessante? Rifletti: cosa farebbe vendere di pi? Un titolo tipo Kinsley Bryant va un'altra volta all'allenamento di calcio... o uno che recita Ex calciatrice della ula impazzisce e molesta ripetutamente la fidanzatina d'America?
Non ero la fidanzatina d'America, non ci andavo neanche vicino, ma non c'era bisogno che lei lo sapesse. Tra noi cal un silenzio significativo e intuii di averla finalmente raggiunta. Per quanto fosse un tantino fuori di testa, Tara restava comunque abbastanza intelligente da capire che l'avevo in pugno.
Potrei attaccarti di nuovo con qualcosa di ancora pi grosso. Riveler altri dettagli su te e Liam azzard, attaccandosi alla sua ultima speranza.
Potresti, oppure potremmo farla finita adesso. Tu te ne vai con quel briciolo di dignit che ti  rimasta e io dimentico di aver mai avuto questa registrazione dissi, togliendo il telefono dal tavolo e rimettendolo nella borsetta.
Tu sei falsa quanto me sbott, alzandosi bruscamente in piedi. La sedia di metallo stridette contro il cemento.
Forse. O forse tiro fuori gli artigli quando qualcuno mi mette in una situazione difficile suggerii in tono piatto. Non avevo idea di che strada avrebbe scelto, ma avevo la sensazione che il mio discorso avesse fatto breccia.
Si avvi verso l'uscita, lanciandomi un ultimo sguardo cattivo prima di andarsene. Gli obiettivi dei paparazzi si scatenarono e io rimasi seduta l ancora un momento a riordinare mentalmente quanto era successo. Poi recuperai il telefono e chiamai Becca.
Kinsley! Com' andata? Sei viva o mi telefoni dall'oltretomba? chiese subito Becca.
Gettai la testa all'indietro e risi, sentendomi pi leggera ora che la resa dei conti era terminata.
Credo davvero che far marcia indietro, Bec. Non lo sapr per certo ancora per un po', ma sarebbe un'idiota se non voltasse pagina e non lasciasse perdere tutta la faccenda.
Lo spero.
Guardai l'ora. Ehi, ti richiamo quando arrivo a casa di Liam. Esce presto dall'allenamento e voglio batterlo sul tempo.
Perch?
Non  il caso che tu lo sappia risi.
Bleah! Hai tipo intenzione di aspettarlo nuda sul letto o roba del genere?
Becca! Piantala! La nostra confidenza deve avere i suoi limiti risi ancora, alzandomi e prendendo la borsetta.
Dall'altra parte, lei non riusciva a smettere di ridacchiare. Fammi sapere come va a finire. Poi ci riflett meglio. A ripensarci, non dirmi niente.
Ah-ah. Ci vediamo all'allenamento domani.
Ciao, Kins.
Chiusi la comunicazione e rimasi accecata da un flash. Battei le palpebre, cercando di eliminare le macchie nere che mi offuscavano la vista, poi alzai lo sguardo e scorsi un uomo fermo proprio davanti al mio tavolo. Di solito i paparazzi si tenevano a distanza per apparire quel minimo rispettosi della privacy, ma a quanto pareva quel tizio non seguiva le stesse regole. Aveva la barba lunga e incolta, lo sguardo stranito. Vidi il sudore che gli colava dalla fronte mentre si avvicinava ancora di pi.
Fui l l per aprire la bocca e dirgli qualcosa, ma ero gi in piedi, cos decisi semplicemente di andarmene e incamminarmi verso la macchina. Girai di scatto sulle ballerine e mi avviai all'uscita, ma il tipo mi batt sul tempo. Procedeva al mio fianco, bersagliandomi con il flash a tal punto che fui costretta a sollevare la mano per coprirgli l'obiettivo.
Per favore, si allontani. Questa faccenda  ridicola.
Faccio solo il mio lavoro replic con un'alzata di spalle, e continu a camminare davanti a me, accecandomi temporaneamente con la salva di lampi del suo flash.
Non mi piaceva per niente che la mia macchina fosse parcheggiata ancora a qualche via di distanza. Incrociai le braccia e tenni la testa bassa, ma la mia mossa non lo dissuase. Non appena fummo lontani dal bar, cominci a farmi domande su domande.
Esci con Liam Wilder? Sei andata a letto con lui?
Non risponder a nessuna domanda dichiarai, cercando di aggirarlo, ma lui era implacabile.
Ti piaceva che fosse il tuo allenatore quando l'hai incontrato per la prima volta? Ti ha tolto lui la verginit?
Mi lasci in pace! gridai, e accelerai il passo. Le sue domande erano crudeli e volgari. Mi facevano accapponare la pelle, perci mi strinsi le braccia intorno al corpo ancora di pi. L'uomo continuava a corrermi dietro, e fu allora che mi accorsi di quanto fossero strani i suoi movimenti. Quel tizio era chiaramente sotto l'effetto di qualche droga o ubriaco fradicio. Nessuna persona normale si sarebbe comportata cos.
Ehi! Concedimi solo una fottuta foto, principessa disse, allungando la mano e afferrandomi un braccio con le dita sudate. Mi tirai subito indietro, cercando di divincolarmi, ma ci misi troppo slancio. Quando mi lasci andare, volai a terra e andai a sbattere con il gomito e la testa sul cemento. Il dolore mi trafiggeva la nuca mentre urlavo. Per un attimo vidi le stelle, cos chiusi gli occhi e aspettai che il dolore diminuisse.
Merda. Quel tizio mi aveva afferrata.
Mi rialzai di scatto e cercai di ritrovare l'orientamento. Non avrei dovuto alzarmi in piedi subito, con una ferita alla testa, ma il mio istinto combatti o fuggi aveva preso il sopravvento e sapevo di non poter restare stesa l e basta. L'uomo stava gi venendo verso di me un'altra volta, quindi presi il telefono dalla borsetta e cercai di ignorare il sangue che avevo intravisto sulle mie braccia.
Chiamo il 911 se non mi lascia in pace gridai con voce tremante mentre i suoi occhi grigi incontravano i miei.
Ehi! Lasciala in pace! Lasciala andare! strill alle sue spalle una voce che mi parve dolcissima. Battei le palpebre, cercando di schiarirmi la vista. Alcune donne appena uscite da un negozio vicino probabilmente avevano assistito a tutta la scena. Una di loro era gi al telefono.
Sto chiamando la polizia gli disse. L'uomo si cacci subito la macchina fotografica nella borsa e prese il volo, superandomi di corsa.
Stai bene, tesoro? chiese una delle mie salvatrici, girandosi verso di me con espressione compassionevole. Provai a rispondere, ma riuscii solo ad annuire mentre le lacrime mi inondavano il viso.
La donna al telefono si mise in contatto con la polizia e io fornii tutti i dettagli sull'aspetto dell'uomo mentre le altre mi si affollavano intorno, dandomi dei colpetti sulla schiena. Mi tranquillizzarono abbastanza da permettermi di parlare in maniera coerente con l'agente al telefono. Dopo che gli ebbi riferito tutti i particolari necessari, ringraziai le donne per l'aiuto e protestai quando dissero che mi avrebbero accompagnata alla macchina. Era ancora pieno giorno, a West Los Angeles. A parte un fotografo drogato, nessuno mi avrebbe prestato attenzione.
Ciononostante, nell'attimo stesso in cui mi ritrovai in macchina, chiamai Liam mentre venivo colta da un'altra crisi di pianto.
Kins, buone notizie. Sono uscito dall'allenamento un po' prima. Ho gi fatto la doccia e stavo per andare a casa.
Tirai su con il naso, tentando di calmarmi abbastanza da parlargli.
Kinsley? Piccola? Qualcosa non va? Pi le lacrime mi impedivano di rispondere, pi la sua voce si faceva allarmata e pressante. Kinsley... Stai bene? Sei ferita?
Liam iniziai, facendo un respiro profondo. Stavo andando alla macchina e c'era un tizio che cercava di fotografarmi. Mi ha afferrata, io sono caduta all'indietro e ho battuto la testa...
Cosa? Dove sei?
... Non  grave. Portai la mano dietro la testa e mi tastai il cuoio capelluto, senza accorgermi che il sangue mi colava sul collo. No, forse lo . Non lo so.
Kinsley... dove sei? chiese di nuovo in tono brusco.
West LA, vicino a Sunset Boulevard.
Sei al sicuro?
Sono in macchina con le portiere bloccate.
Non muoverti. Vengo a prenderti. Devo chiamare il 911?
No! No. Va bene cos. Ho gi parlato con la polizia.  solo che... questa cosa mi ha spaventata a morte.
Okay.  tutto a posto. Resta al telefono con me. Sono solo a cinque minuti da l.
Appoggiai la testa al sedile e chiusi gli occhi, lasciando che il suono del suo respiro placasse il battito irregolare del mio cuore.

30
Ho appena accostato. Riattacca, piccola disse Liam.
Aprii gli occhi e sbirciai nello specchietto retrovisore, vedendolo scendere dalla macchina per venire da me. Sbloccai la portiera proprio mentre mi raggiungeva al posto di guida. Al telefono con lui, avevo superato quasi del tutto la fase delle lacrime, ma adesso che era l di persona ad abbracciarmi, sentivo tornare il pianto. Mi pos una mano sul collo, mi attir a s e mi tenne stretta per un momento, calmandomi e massaggiandomi la schiena con l'altra mano.
Va tutto bene. Va tutto bene continu a ripetere finch poco a poco non smisi di piangere e finii semplicemente per tirare su con il naso.
Sanguini ancora, dobbiamo far dare un'occhiata a questa ferita disse, allontanando la mano e vedendola sporca di sangue. Ne sarei rimasta disgustata se non avessi avuto troppa paura che potessero darmi dei punti.
Sei ferita da altre parti? chiese, scrutandomi dalla testa ai piedi. L'adrenalina che mi scorreva nelle vene all'inizio mi aveva impedito di avvertire il dolore, ma in quel momento mi accorsi di avere graffi e lividi. Il gomito sanguinava ancora e anche il palmo della mano che aveva attutito la mia caduta era sbucciato.
Ho solo qualche taglietto risposi, per mi fa male la testa.
Liam serr la mascella e annu. Andiamo disse, allungandosi per prendere la mia borsetta e poi quasi sollevandomi dal sedile. Sostenne praticamente tutto il mio peso mentre camminavamo verso la sua macchina. Camminavo senza problemi, ma capii che era spaventato come lo ero stata io pochi minuti prima. Forse aiutarmi lo faceva sentire meglio.
Ci fermammo in un Pronto Soccorso sulla strada per casa sua, dove mi diedero sei punti sulla parte posteriore del cuoio capelluto. Ci spiegarono che le ferite alla testa sanguinano molto pi delle altre, e che dovevamo comunque fare attenzione a eventuali sintomi di commozione cerebrale.
Mentre mi ripulivano, Liam chiam la Coach Davis e le spieg che non avrei preso parte all'allenamento del giorno dopo, ma che le avrebbe fatto sapere come stavo. Sinceramente, dopo che i graffi e tutto il resto furono disinfettati e io fui di nuovo nella macchina di Liam, diretta verso casa, mi sentii molto meglio. Sfinita, ma meglio.
Restammo in silenzio per la maggior parte del viaggio di ritorno. Liam aveva una mano sul mio ginocchio e di tanto in tanto mi lanciava un'occhiata o stringeva le dita per accertarsi che restassi sveglia. Ero stanca, ma solo di lacrime. Di solito sopportavo meglio il dolore. Dopotutto, il calcio era uno sport duro, ma pi che dalle ferite, molto del mio pianto proveniva dalle offese di quell'uomo.
Continuo a sentire la sua voce confessai quando eravamo ormai a pochi minuti dalla casa di Liam.
Ti chiedeva una foto? indag lui, guardandomi attentamente.
Pretendeva una foto... ma mi faceva anche domande molto personali su di noi. Ha chiesto se mi hai tolto tu la verginit e se mi piaceva che fossi il mio allenatore... sai...
La mano di Liam si strinse con pi forza intorno al volante e capii che il contenuto della mia confessione non gli andava a genio per niente. Dovevo dirglielo, per. Le parole del paparazzo erano state viscide e non volevo tenerle per me e lasciarmele marcire dentro.
Non succeder un'altra volta. Me ne assicurer io. Mi senti, Kinsley? Non gli permetter di avvicinarsi a te, mai pi esplose Liam.
Annuii e guardai fuori dal finestrino. Liam non poteva essere sempre con me, ma ero convinta che mi avrebbe protetta ogni volta che ne avesse avuto l'occasione, e quello era l'importante.
Quando arrivammo a casa sua, mi aiut a scendere dalla macchina e mi port dritta in bagno. Io mi appoggiai al lavandino e lui mi aiut pian piano a togliermi vestito, reggiseno e mutandine. Il suo tocco era gentile e rassicurante sulla mia pelle, e con un sospiro mi abbandonai contro di lui, lasciando che sostenesse il mio peso. Mi prepar un bagno caldo e mi sistem con delicatezza nella vasca.
Quando fui stesa comodamente tra le bolle del bagnoschiuma, mi baci sulla testa e and alla porta. Tu lavati. Io organizzo la cena disse con un sorriso teso. Sapevo che non aveva ancora superato l'accaduto, ma non lo avevo fatto neanche io.
Liam... iniziai, ottenendo la sua attenzione. Si gir sulla soglia e per un istante mi concessi di ammirare i suoi bei lineamenti: le labbra morbide, il naso dritto, la mascella cesellata.
Ti amo.
Chiuse gli occhi per un attimo, come se volesse assorbire le mie parole, poi mi guard e sorrise. Ti amo anch'io.
Fu durante la cena che Liam mi chiese di trasferirmi da lui. Mi stavo mettendo in bocca una forchettata di spaghetti quando disse semplicemente: Vieni a vivere con me.
Il mio cuore smise per un attimo di battere mentre finivo di masticare. Poi lo guardai come se fosse pazzo. Qui? chiesi.
Non importa dove. Se questa casa non ti piace, ne troveremo un'altra.
Non era proprio quello che intendevo, ma non riuscivo a capire la sua richiesta.
Ci frequentiamo solo da due mesi dissi, in caso l'avesse dimenticato.
Due e mezzo, in realt, ma non ha importanza.
 per via di quello che  successo oggi? chiesi, posando la forchetta sul bordo del piatto.
Lui sospir. Solo un pochino. Ti avrei voluta qui con me fin dall'inizio. Siamo cos impegnati che avrebbe decisamente senso se vivessimo insieme. Quando non lavoro o non mi alleno, vorrei stare con te.
Ma... Non riuscivo neanche a elaborare tutte le mie obiezioni e a farne un elenco coerente. Ero troppo giovane, dovevo stare al pensionato insieme alle altre matricole, avrei sentito la mancanza di Becca, i miei genitori sarebbero usciti di testa, la nostra relazione era appena cominciata... Alcune erano anche ragioni valide, ma sapevo che Liam non l'avrebbe vista cos e, per essere sincera, una parte di me, una grossa parte di me, la vedeva esattamente come lui.
Posso pensarci su? chiesi in tono gentile.
Il suo sguardo mi scrut, memorizzando ogni particolare del mio viso. Certo.  una decisione importante.
Sei sicuro al 100 per cento di quello che mi hai chiesto? Domattina non lo rimpiangerai?
L'angolo della sua bocca si incurv verso l'alto e lui scosse la testa. No, quindi non puoi usare questa come scusa.
Sorrisi e presi un'altra forchettata di spaghetti, sperando di sospendere la conversazione finch la testa non mi avrebbe fatto pi male.
Finimmo di cenare e Liam ripul tutto alla svelta mentre io andavo a sdraiarmi sul letto. Adoravo quel letto. Era fuori misura in ogni senso, con troppi cuscini e coperte leggerissime disposte a strati l'una sull'altra. Mi sentivo minuscola quando mi ci infilavo e quasi sempre non avrei voluto uscirne.
Qualche minuto dopo, Liam entr portando due pastiglie di ibuprofene e un bicchiere d'acqua per me.
Tieni, prendi queste prima di dormire o ti sveglierai sentendoti uno straccio disse, tendendomi la medicina.
E va bene se mi addormento? chiesi, timorosa di poter comunque avere una commozione cerebrale.
Liam annu e mi scost i capelli dal viso. Il dottore ha detto che potevi dormire normalmente.
Inghiottii le pastiglie mentre Liam attraversava la stanza per mettersi in pigiama. Si sfil la maglietta dalla testa e la gett nel cesto della roba sporca. Per un attimo, quasi non riuscii a respirare.
Era uno spettacolo cui non mi sarei mai abituata: pelle abbronzata che copriva muscoli ben delineati, proprio degni di un atleta professionista. Amavo ogni singolo rilievo del suo corpo e non mi presi nemmeno la briga di distogliere lo sguardo quando lui si gir e mi scopr a fissarlo.
Tu dovresti dormire scherz, facendo cadere i jeans e buttandoli da una parte per potersi infilare i pantaloni del pigiama. Feci scorrere gli occhi su di lui, assaporando quella vista e tentando di placare i miei ormoni scatenati. Ero stanca e ferita. Ce n'era abbastanza per far passare la voglia a chiunque, si sarebbe detto, ma purtroppo niente poteva farmi passare la voglia di Liam.
Sei tu che mi impedisci di dormire dissi con un sorriso provocante. Ero seduta sopra le coperte e tenevo le mie lunghe gambe incrociate all'altezza delle caviglie. La maglietta da notte mi arrivava appena alle cosce abbronzate e lo sguardo di Liam le percorse tutte per poi tornare a fissarsi su di me.
Venne lentamente verso il letto, scordandosi del tutto i pantaloni del pigiama. Vedevo gi la sua erezione aumentare sotto i boxer e mi leccai le labbra, pregustando i momenti successivi.
Come ti senti? chiese, guardandomi con aria maliziosa.
Bene risposi. Ci sarebbe voluta una ferita da arma da fuoco per farmi uscire dal gioco, a quel punto.
E i tuoi piedi? Loro come si sentono? chiese di nuovo, passandomi le dita e i palmi delle mani sotto i piedi, massaggiandone delicatamente le piante. Mi faceva un po' il solletico, ma non indugi abbastanza da farmi ridere. Dopo avermi visto annuire, pass alle gambe.
E i tuoi polpacci? Stanno bene? I suoi occhi diventavano sempre pi scuri, pi intensi, il mio respiro pi veloce, pi affannoso.
S, molto bene dissi, allargando leggermente le gambe per fargli sapere che volevo che continuasse. Mi sfior le ginocchia e cominci a massaggiarmi adagio un po' pi su.
Le tue cosce sono ferite? chiese, passando le dita lungo l'interno della mia gamba e sollevandomi la maglietta sopra le mutandine. Il suo respiro mi accarezz la coscia e per reazione sentii un tremito allo stomaco. Il modo in cui le sue dita affondavano delicate nella mia pelle mi faceva mugolare. Non si era nemmeno avvicinato al suo obiettivo finale e io ero gi sul punto di perdere la testa.
Liam,  cos bello gemetti mentre i suoi pollici risalivano pian piano lungo la mia coscia. Sentii la sua erezione contro il polpaccio e dovetti mordermi il labbro per non implorarlo di sbrigarsi. Non volevo fargli fretta, non quando il suo tocco cancellava ogni traccia della tristezza e del dolore di quella giornata.
Questo ti fa sentire meglio, piccola? chiese proprio mentre il suo dito sfiorava l'esterno delle mie mutandine.
Piegai il collo all'indietro e mugolai verso il soffitto della sua camera da letto. La mia ferita pizzicava un po', ma il dolore era niente rispetto al piacere che veniva dal suo dito.
S, mi fa sentire... b-bene. La mia voce si spezz mentre mi scostava le mutandine.
Stenditi e allarga le gambe per me. Non voglio che tu ti muova. Dovresti riposare disse appena prima che la sua bocca premesse contro di me.
Mi aveva raccomandato di restare immobile, ma non aveva detto niente riguardo all'afferrargli i capelli e mugolare perch continuasse. Non potei fare a meno di ruotare le anche e posizionarmi in modo da offrirgli la perfetta angolazione. Le sue dita e la sua bocca lavoravano insieme per portarmi fino all'orlo dell'oblio. Per un attimo osservai il ritmo sensuale delle sue dita che scorrevano dentro e fuori, poi le sensazioni si fecero troppo forti e fui costretta a chiudere gli occhi. Altri due colpi leggeri e le dita dei miei piedi si contrassero mentre gridavo il suo nome senza un briciolo di ritegno.
Lui scivol verso l'alto e mi rivolse un sorriso assassino, sollevandosi sulle ginocchia. In pochi secondi si tolse i boxer e li gett da una parte, poi si risistem contro di me con tranquilla sicurezza.
Sar lento e piacevole, Kinsley mi assicur mentre me lo premeva dentro con delicatezza. Non ero abituata alla versione soft del suo modo di fare l'amore, ma aveva i suoi vantaggi... tipo quando la sua bocca trov la mia e lui scivol tutto dentro di me. Lento e delizioso. Quanto bastava perch mi sentissi girare la testa. Sapevo che anche lui stava impazzendo. Ma si trattenne e io gli posai le mani sui bicipiti, avvertendo la sua forza e il suo peso sopra di me.
I suoi fianchi operarono la loro magia e io mi abbandonai alle splendide sensazioni che mi dava il suo modo di scoparmi. Mi adagiai sui cuscini e cercai di aggrapparmi a ogni deliziosa spinta finch non venimmo entrambi, mormorando l'uno il nome dell'altra. Le nostre voci si mescolarono mentre mi baciava e mi sussurrava Ti amo all'orecchio.
Non ricordavo di essermi addormentata, ma a un certo punto della notte l'azione degli antidolorifici svan, scuotendomi dal sonno. Il pulsare si era ridotto a una cappa nebulosa. Mentre aspettavo che le altre pastiglie facessero effetto, riesaminai le ultime ventiquattro ore. Se Tara avesse fatto marcia indietro, sarebbe cambiato qualcosa o mi avrebbero schiaffata sui giornali in ogni caso? Se fossi entrata nella squadra olimpica, volente o nolente sarei finita sotto i riflettori, ma il fatto stesso che Liam si interessasse a me stuzzicava ancora di pi la curiosit del pubblico americano.
Sospirai e tentai di scacciare i pensieri negativi. Il letto si infoss mentre Liam si girava nel sonno e mi attirava contro il suo corpo. Lo faceva inconsciamente, e io non potei reprimere un sorriso. Magari sarebbe andato tutto bene anche se i media non si fossero dati per vinti. Potevo farci l'abitudine come chiunque altro scegliesse di svolgere una professione pubblica. In caso contrario, mi sarei fatta comprare un'isola privata da Liam. Mmm, forse quella era la soluzione migliore. Su quell'isola avrei bandito i pantaloni. Solo boxer aderenti firmati Calvin Klein.

31
La mattina seguente, Liam e io non eravamo ancora scesi dal letto quando il suo cellulare squill. Non era presto, quasi le undici in effetti, ma visto che quel giorno avrei saltato l'allenamento, avevamo approfittato del tempo libero. Diciamo solo che a quel punto mi sentivo completamente esausta per gli orgasmi. Credo ci si senta cos quando si raggiunge il nirvana. Perci s, caro Dalai Lama, capisco le sue ragioni.
Stavamo guardando i programmi TV del mattino e facendo colazione quando Liam si allung per rispondere al telefono che ronzava. Mim il nome Penn solo con le labbra, cos annuii e continuai a mangiare. Spiacente, ma nessuno  pi importante delle frittelle ai mirtilli.
Cosa succede? Sta bene, lo so che Becca era preoccupata, ma le hanno dato dei punti e la ferita si sta cicatrizzando. Ha gi chiamato la polizia, ma ho intenzione di obbligarla a venire a vivere con me. No,  il momento perfetto, imbecille, grazie per il tuo sostegno. S,  proprio qui, aspetta.
Mi tese il telefono. Penn chiede di te.
Aggrottai la fronte, ma presi comunque il cellulare. Cosa doveva mai dirmi Penn che non potesse dire a Liam?
Ciao Penn dissi, portandomi il telefono all'orecchio e continuando a tagliare le frittelle con la mano libera. Questione di priorit.
Kinsley, sono contento che tu stia meglio.
Sorrisi. Anch'io. Per dovresti vedere l'altro tizio.
Penn rise. Ah, giusto. Gli hai fatto un occhio nero?
S. Senza problemi.
Lieto di sapere che  meglio non farti arrabbiare... ma ehi, volevo chiederti di aiutarmi con Becca.
Suscit subito il mio interesse. Guardai Liam per capire se sapesse di cosa stava parlando Penn, ma lui si strinse nelle spalle.
Certo, naturalmente. Cosa ti serve?
Be', diciamo che sto mettendo insieme un raffinatissimo piano per chiederle di diventare la mia ragazza.
Risi. Ma non avete superato questa fase? Uscite insieme da quando abbiamo cominciato a farlo anche io e Liam.
Penn grugn. S, ma  complicato. Sai bene che mi ha respinto quando gliel'ho chiesto, qualche settimana fa. Aveva paura che stessimo andando troppo in fretta e che io dovessi ancora risolvere certe faccende... e l'ho fatto.
Quindi?
Quindi adesso vorrei battezzare la nostra storia e farlo in un modo cos elaborato e vistoso che, se dovesse respingermi, poi si sentirebbe uno straccio.
Non riuscivo a smettere di ridere. In sostanza, vuoi colpevolizzarla perch diventi la tua ragazza.
Far qualunque cosa serva allo scopo scherz lui.
Be', io ci sto senz'altro.
Bene, sto pensando di farlo questo weekend.
Cio tra due giorni da adesso?
Ridacchi.  una cattiva idea?
Giocherellai con la forchetta. No. Dobbiamo solo essere creativi e rapidi. O hai gi qualche proposta?
Vorrei fare qualcosa sulla spiaggia, con rose e candele. So che  supersdolcinato, ma voglio renderlo eccezionale, cos non lo dimenticher mai.
Ero felicissima per Becca. Felicissima che avesse trovato una persona come Penn che desiderava superare tutte le difficolt per lei.
D'accordo, Liam e io faremo tutto quello che vuoi... Non vedo l'ora di vedere la reazione di Becca.
Lui rise. Andr fuori di testa. Lo so.
Okay, bene, torno alla mia colazione, ne parlo con Liam e ti faccio sapere se ci viene qualche soluzione.
Grandioso, grazie Kins. Spero che tu ti rimetta.
Riattaccai e restituii il cellulare a Liam.
Hai sentito quasi tutto?
Sorrise e si sporse per baciarmi sulla guancia. Facciamogli comprare uno yacht per Becca, cos potremo usarlo quando vogliamo scherz.
S! Gli dir che lei accetta solo barche da dodici metri come regalo.
Passammo il resto della mattina ad architettare piani per costringere Penn a comprare gingilli favolosi per Becca. Decidemmo che un elicottero con le nostre quattro facce sulla fiancata era proprio quello che ci voleva per farle dire di s.
Purtroppo, Penn bocci tutte le nostre fantasiose pensate con frasi tipo Siete ridicoli, No, non c' bisogno che compriamo una casa alle Hawaii perch Becca esca con me e Smettetela di chiamarmi o spengo il telefono. Liam e io pensammo che il ragazzo avesse davvero poco giudizio. Immaginai che rose e candele sulla spiaggia sarebbero dovute bastare.
Per tutta la giornata di sabato, non facemmo altro che correre di qua e di l per eseguire i suoi ordini. Comprammo fragole ricoperte di cioccolato e una bottiglia di Dom Perignon. Andammo in giro in macchina per cercare i petali di rosa giusti, perch non potevano mica essere solo rossi. A Becca piacevano molto anche le rose gialle, di conseguenza Penn ritenne che dovessimo procurarci petali rossi e petali gialli. Allarme coppia-difficile-da-accontentare.
Sulla via del ritorno, di tanto in tanto Liam si voltava a guardarmi. Sentirmi i suoi occhi addosso mi faceva arrossire, ma non cedetti una sola volta all'impulso di incrociare il suo sguardo. Dall'incidente con il fotografo, sembrava ancora pi serio riguardo a noi due. Quella mattina mi aveva chiesto se avessi pi pensato a trasferirmi da lui. Venerd ne avevamo addirittura parlato con la Coach Davis. Si era dimostrata un po' diffidente all'idea che andassi a vivere con Liam cos presto, ma aveva concordato sul fatto che il servizio di vigilanza del pensionato lasciava piuttosto a desiderare per una che come me riceveva tanta attenzione da parte della stampa. Probabilmente sarebbe stato meno pericoloso per le ragazze che vivevano al pensionato, oltre che per me, se avessi deciso di trasferirmi in un posto pi sicuro.
Nei due giorni seguenti, mi accorsi che pi il pensiero indugiava nella mia mente e pi mi veniva voglia di fregarmene della prudenza e farlo. Avevo gi visto versioni diverse di Liam, ma ce n'erano ancora tante che volevo conoscere e scoprire. Volevo il Liam scarruffato dello spuntino di mezzanotte. Volevo il Liam pigro del sabato, quello che non si toglieva mai la tuta, ma era comunque irresistibile. Volevo il bastardo arrapato. Se esitavo, era solo per via di Becca ed Emily. Vederci era facile, dato che mi bastava letteralmente cacciare un urlo verso la parte opposta del bagno per ottenere l'attenzione di Emily. Becca, poi, era in camera mia pi spesso di me. Non volevo allontanarmi da loro o dalle altre ragazze della squadra.
I miei pensieri si interruppero quando ci fermammo fuori dalla casa di Liam. Avrei preso una decisione pi tardi. Portammo tutto dentro e andammo a cercare Penn, che correva come un matto a destra e sinistra. Si sarebbe detto che dovesse chiederle di sposarlo.
Penn, seriamente, andr tutto bene dissi proprio mentre il mio telefono si metteva a ronzare. Diedi un'occhiata e vidi un messaggio di Becca.
 Becca: Sono un po' agitata. Penn si  comportato in modo strano tutto il giorno. Non mi ha ancora chiamata, ma mi ha appena mandato un messaggio per dirmi che fuori c' una limousine che mi aspetta.  una buona cosa, vero?
 Kinsley: S! Non preoccuparti!!!
Rimisi gi il telefono e ci precipitammo in spiaggia per dispensare Penn dai suoi doveri. Lui and a farsi la doccia e lasci Liam e me ad accendere tutte le candele. Un gioco da ragazzi, giusto? Sbagliato. In spiaggia c' questa forza misteriosa che non si ferma mai. I locali la chiamano vento, e il vento mand a puttane il nostro piano.
Incapaci di accendere una sola candela, cercammo almeno di proteggere tutto l'allestimento prima che arrivasse Becca. In realt, fu molto pi difficile del previsto, considerando che per i gabbiani i petali di rosa sembravano essere una specie di manicaretto. Continuarono a scendere in picchiata per rubarli, manc poco che non portassero via anche me e cagarono perlomeno su tre delle candele mai accese.
Scusa, Becca, spero ti piaccia il romanticismo con un tocco di influenza aviaria.
Sai, dovremmo almeno prenderci una di quelle fragole feci notare a Liam.
Lui ridacchi. Possiamo farle noi, le fragole ricoperte di cioccolato.
Le mie sopracciglia scattarono verso l'alto. Hai gli ingredienti?
Fragole, cioccolato e Kinsley... s rispose con una strizzatina d'occhio. Rabbrividii al pensiero del cioccolato fuso e di Liam nello stesso luogo.
Stavo ancora tentando di accendere la prima candela quando Penn scese di nuovo in spiaggia.
Arriva tra cinque minuti! Dovete andarvene! esclam, mettendoci fretta. Muovendoci come fulmini, raccogliemmo gli accendini e i rifiuti, poi ci avviammo rapidamente su per le scale, verso la veranda di Liam, senza spiegare a Penn la falla disastrosa del suo piano. L'avrebbe vista anche troppo presto.
ASPETTATE! NON SONO ACCESE strill.
Liam si volt a guardarmi con un sorriso malizioso. Corri!
Non avevamo programmato di assistere a tutta la scena, ma dovevo vedere la reazione di Becca quando fosse uscita.
Non voglio guardarli per molto. Mi sembra di invadere la loro privacy disse Liam, sedendosi accanto a me sulla veranda.
Sono d'accordo.
Liam mi accarezz una gamba e il suo tocco mi fece venire la pelle d'oca. Se continuava cos, ci saremmo persi lo show.
Oh, eccola! esclam, indicando Becca che usciva dal retro della casa di Penn. La vedevo appena, tra gli arbusti alti che attorniavano la veranda di Liam. Portava il vestito azzurro ed era assolutamente splendida. Il tramonto disegnava i contorni della sua figura da dietro e il biondo luminoso dei capelli brillava contro quel fondale dai colori accesi. Si era sfilata le scarpe per camminare sulla sabbia, e nell'attimo in cui vide lo spettacolo che le si parava davanti, si port di scatto le mani alla bocca e si immobilizz. Con gli occhi che bruciavano di lacrime trattenute, la guardai avvicinarsi al cerchio di candele spente e sporche di guano.
Liam mi circond le spalle con il braccio e spazz via una lacrima dalla mia guancia senza una parola. Penn parlava a Becca, ma non riuscivamo a sentire cosa diceva. Immaginai che le stesse spiegando quanto era importante per lui. Poi si interruppe e Becca si gett tra le sue braccia. Dovetti soffocare l'impulso di esultare per loro. Finalmente avevano il loro lieto fine e sapevo che se lo meritavano entrambi.
Secondo me quello era un s, che ne dici? chiese Liam.
Penn e Becca si stavano baciando, lui le cingeva la vita con il braccio e la attirava a s con forza e trasporto. Era il momento di andarcene.
Credo di s dissi con un gran sorriso.
Anche Liam sorrise, e poi mi trascin in casa dalla porta sul retro.
E se adesso ci dedicassimo a quelle fragole ricoperte di cioccolato? chiese mentre finivo la mia coppa di champagne.
E se saltassimo le fragole? replicai con un'occhiata insinuante.

32
Sentii il vento sibilare alle mie spalle mentre mi sforzavo di andare pi veloce. Stavo surclassando i miei stessi tempi, ma non era abbastanza. I miei scatti dovevano essere pi rapidi e le mie capacit dovevano essere perfezionate al massimo se mi aspettavo di riuscire a entrare nella squadra olimpica.
Mi ero allenata ogni giorno, pi duramente di quanto avessi mai fatto, e sapevo di avere qualche possibilit di ricevere un invito per le selezioni. Non c'era donna in America che si allenasse con pi accanimento di me. Becca mi accompagnava quasi ogni giorno, e ci incoraggiavamo reciprocamente a superare i nostri limiti. Avevamo preso un certo ritmo. Lei passava la notte da Penn sempre pi spesso, e io lasciavo le mie cose da Liam tutte le volte che mi fermavo l. Andavamo insieme all'allenamento, ci trattenevamo in campo pi a lungo per continuare a esercitarci, poi tornavamo a Malibu. Liam e Penn rientravano pi o meno alla stessa ora e noi preparavamo la cena. Ogni settimana, passavamo qualche serata cazzeggiando tutti e quattro insieme.
Non avevo ancora deciso ufficialmente di trasferirmi da Liam, ma un giorno o l'altro mi sarei svegliata e tutta la mia roba sarebbe stata a casa sua. Pensando di essere furbo, Liam modificava certe cose poco a poco, in modo che non potessi protestare. Un giorno mi sgombrava met della sua cabina armadio. Il giorno dopo, avevo qualche cassetto del bagno per lasciare l tutte le mie cose. Domani avrei avuto degli asciugamani con il mio monogramma e lui avrebbe detto: Strano, chiss come hanno fatto ad arrivare qui?.
Non trovavo pi la forza di contrastarlo. Avrei iniziato le lezioni di l a qualche settimana e a noi sarebbe rimasto ancora meno tempo da passare insieme, perci convivere aveva un senso. Solo che mi piaceva farglielo sudare un pochino. E s, il giorno in cui tornai a casa e trovai un mucchio di trucchi e ogni tipo possibile di oli essenziali per la doccia, capii che stavo sfruttando la situazione al meglio. Ssst.
Bene! strill Becca. Sono sfinita, basta per oggi.
Terminai il mio scatto e superai di corsa la rete della porta, fermandomi con il fiatone. Mi posai le mani sopra la testa e cominciai il defaticamento. Non avevamo molto tempo prima di dover tornare a casa a prepararci. Liam e Penn ci avrebbero portate a mangiare messicano per festeggiare la fine dell'estate. Nelle prossime settimane, le nostre tabelle di marcia sarebbero diventate ancora pi folli. Io avrei iniziato a frequentare le lezioni come previsto oppure - se tutto andava per il verso giusto - avrei ricevuto da un giorno all'altro la lettera con cui la Federazione mi invitava alle selezioni per le Olimpiadi. Incrociavo le dita. E magari anche le dita dei piedi, i gomiti, le ciglia e le gambe.
Manger tutti i taquitos del ristorante dichiar Becca mentre lasciavamo il campo.
Disgustoso.
Mi guard male. Non ti azzardare a giudicarmi. Muoio di fame.
I taquitos sono volgari. Ordiniamo dieci piatti di nachos.
Questa  la mia ragazza.
Le due settimane successive passarono come se il tempo scorresse quattro volte pi veloce. A parte il calcio, Liam, i miei amici e la mia famiglia, mollai tutto quanto. Dimenticai cosa fosse la TV, non aprii il portatile neanche per sbaglio, e sono pronta a giurare che i miei trucchi e le mie scarpe con il tacco alto erano coperti di ragnatele.
Ma adorai ogni secondo di quel periodo. Adoravo esercitarmi insieme a Liam dopo che entrambi avevamo finito di allenarci con le nostre squadre. Mi spingeva a migliorare, e io cercavo di fare lo stesso per lui. Alla fine avevo compiuto anche l'ultimo passo e mi ero trasferita a casa sua. Mi piaceva tornare l ogni giorno. Non so dire quando la nostra relazione cominci a trasformarsi in qualcosa di pi, ma una sera, mentre eravamo abbracciati a letto e ci raccontavamo la nostra giornata, mi resi conto che era proprio quello, qualcosa di pi.
Lui era qualcosa di pi.
Nascosi il viso contro il suo petto e tenni per me quei pensieri. Dopotutto, stavamo insieme solo da quattro mesi e io avevo diciannove anni... per molti, ero ancora una bambina.
Nelle prime ore del mattino seguente, mi svegliai sentendo il mio telefono vibrare sul comodino. Mi girai e cercai a tentoni il perfido aggeggio, sperando invano che i miei sensi di ragno si manifestassero. No, niente da fare. Fui costretta ad aprire gli occhi come una persona vera. Sullo schermo lampeggiava il nome di Emily. Gemetti prima di rispondere.
Emily? Cosa succede? chiesi con voce assonnata. Perch diavolo mi chiamava cos presto? Nel giro di un'ora, l'avrei vista comunque all'allenamento.
KINSLEY! Hai ricevuto una lettera! Gridava cos forte che Liam si agit nel sonno accanto a me.
Di cosa parli? Mia madre manda roba in continuazione. Portala a...
No! Kinsley, hai ricevuto la lettera. Viene dalla Federazione. Non l'ho aperta, ma  una busta spessa e so che si tratta dell'invito!
Quella frase mi svegli come se avessi appena mandato gi cinque caff espresso. Rimasi a bocca aperta e allentai le dita intorno al telefono sottile. Lo osservai cadere al rallentatore sul parquet.
Kinsley! Kinsley?! chiam Emily dal microfono.
PORCA PUTTANA! urlai, e saltai gi dal letto.
Cosa? Kinsley, cosa succede? Liam scatt a sedere, sfregandosi gli occhi e cercando di dare un senso alla stranissima suoneria che lo aveva strappato al sonno. Io ero troppo occupata a ballare tutto intorno per preoccuparmi di averlo svegliato.
Liam! Stamattina ho ricevuto una lettera da parte della Federazione! Emily ha chiamato...
Gi... E sarei ancora qui, tra l'altro. Sentii la sua voce soffocata attraverso il microfono e cominciai a ridere.
Tornai indietro di corsa e raccolsi il cellulare. Ah! Puoi portare la lettera al campo, Emily. La aprir l.
D'accordo. Sono felicissima per te! Ci vediamo tra un po'.
Grazie, Em. Chiusi la comunicazione, posai il telefono sul comodino e mi girai lentamente verso Liam.
Era seduto l, a torso nudo con la trapunta ammucchiata intorno alla vita. Aveva i capelli sparati in tutte le direzioni, ma il suo sorriso mi toglieva il fiato.
Ce l'hai fatta mormor con la voce un po' rauca.
Strinsi le labbra per placare le mie emozioni. Non so se  proprio quella lettera. Potrebbe essere qualcos'altro.
Inclin la testa e mi fece un sorrisetto. Ce l'hai fatta, bambina. Non si prendono la briga di mandare lettere di rifiuto. Se hai ricevuto una busta, allora  un invito.
Liam...
Il suo sorriso si allarg mentre gettava via le coperte e si allungava verso di me. Mi afferr per la vita e mi attir su di lui, facendomi strillare.
Sei fantastica mi sussurr all'orecchio mentre inchiodava il mio corpo contro il suo.
Gli appoggiai le mani sul petto e mi tirai indietro per guardarlo. Nel suo sorriso c'era tanta sincerit che dovetti inspirare bruscamente.
Talmente fantastica che forse non potr pi uscire con te.
Mmm... mormor, stringendomi al punto che sentii il brontolio nel suo petto. Vuoi scambiarmi con qualcosa di meglio? chiese prima di piazzarmi un bacio proprio dietro l'orecchio.
Ah-ha.
Provai a pensare a un solo uomo con cui avrei potuto scambiarlo... vediamo... c'era... no. Nessuno. Liam era di pi. Era quello che a fine giornata mi faceva ridere pi forte e andare in estasi pi a lungo. Avevo occhi solo per lui e il tempo che passavano insieme - chiacchierando, allenandoci, preparando la cena - mi piaceva quanto il sesso-da-fine-del-mondo che facevamo insieme. No, davvero. Qui parliamo di tango orizzontale a livelli eccezionali. Niente scambi.
Io mi ero cuccata Liam Wilder.
Mi lasciai ricadere su di lui e sorrisi nel tepore del suo collo. Ripensandoci, credo che non mi sposter di qui.
Rise prima di stringermi tra le braccia. Sono molto fiero di te, Kins.
Non mi sembra vero sussurrai, sfiorandogli il collo con le labbra.
Lui rimase in silenzio per un attimo, poi disse: Era convinta di riuscirci, cos lo fece. Mi stava ricordando la frase tatuata sulla mia gabbia toracica. La frase che fissavo ogni mattina mentre mi prefiggevo di lavorare ancora pi sodo del giorno prima, di spingermi oltre i miei limiti, perch in fondo in fondo pensavo che forse ero abbastanza pazza da raggiungere il mio sogno.
E quel giorno, in quel preciso momento, mi resi conto che tutti i miei sforzi mi avevano ripagata davvero.
Ce l'avevo fatta.

EPILOGO
La vigilia del mio ventesimo compleanno, sedevo in una lussuosa limousine e guardavo le luci della citt confondersi tra loro mentre ci dirigevamo verso la Downtown LA. In un solo anno erano cambiate tante cose. Mi ero ritrovata sulle montagne russe e ancora non ne vedevo la fine.
Becca e io eravamo state invitate entrambe alle selezioni per la squadra olimpica e, con nostra grande sorpresa, avevamo superato la prima fase. E la seconda... e alla fine i nostri nomi erano stati gli ultimi due stampati sulla lista degli olimpionici. Eravamo di gran lunga le pi giovani della squadra, e avevamo avuto molto da dimostrare negli ultimi mesi. Gli allenamenti mi avevano provata sia mentalmente che fisicamente, ma non avevo dato per scontato nemmeno un istante. Avevo dovuto ritirarmi dalla squadra del college e mettere in pausa le lezioni, almeno per il momento, ma non aveva importanza. Volevo giocare a calcio e avevo raggiunto il mio sogno di farlo a livello mondiale.
Hai tutto pronto? chiese Becca, strappandomi ai miei pensieri. Mi voltai indietro nella limousine e vidi lei ed Emily che mi osservavano incuriosite.
Scrollai le spalle. Ho alcune cose dell'ultimo minuto da radunare, ma s, ho quasi tutto. Devo solo ricordarmi di prendere il passaporto.
Se stasera non vai troppo fuori di testa, domattina dovresti essere abbastanza in te da ricordartelo rise Emily.
Sorrisi alla sua battuta e ripensai a tutto l'impegno che Liam aveva messo in quella serata. Oltre a prepararsi a lasciare il Paese, aveva organizzato una festa di compleanno anticipata per me. Aveva mantenuto segreti tutti i particolari, persino quando avevo tentato di estorcerglieli con una scena di seduzione. Il ragazzo non aveva ceduto, cos avevo trascorso la giornata a farmi coccolare insieme a Emily e a Becca, emozionata per la sorpresa che mi aspettava alla fine di quel viaggio in limousine.
In realt, credo che non berr affatto dissi, abbassando lo sguardo sul mio vestito rosso fuoco. Il tessuto elasticizzato rendeva provocanti la scollatura profonda, le maniche ad aletta e la gonna svasata. Era piuttosto corto, ma sapevo che a Liam non sarebbe importato.
S, anch'io concord Becca. Tutte e due avevamo dovuto eliminare dal nostro regime alimentare qualunque cosa giudicata poco sana appena entrate in squadra.
Un momento, quindi adesso sarei io quella pi fuori di testa delle tre? rise Emily.
Non riuscii a evitare di sorridere, ripensando alla prima sera in cui avevo trascinato Emily alla festa della LA Stars. Credevo di averla traviata, ma alla fine noi tre ci eravamo in qualche modo compensate a vicenda. Mi piaceva pensare di aver assimilato un po' della sua tranquillit e di averle dato un pizzico della mia follia. Becca, invece, si era limitata a infliggerci un sacco di lividi.
Oh, non preoccuparti. Faremo festa con te quando torniamo dalla Svezia replicai con una strizzatina d'occhio proprio mentre la limousine si fermava fuori da una discoteca alla moda.
Fulmineo, un addetto corse ad aprirci la portiera e ci scort fino alla moquette del vialetto. Alzai lo sguardo per osservare la scena che avevo davanti. Il locale era moderno, con lisce pareti bianche e rami d'edera attorcigliati intorno a un'insegna di ferro anni Cinquanta che riportava il nome TIGER LILY. Candele sospese sostituivano l'illuminazione interna, di modo che l'atmosfera ci sembr pi intima quando oltrepassammo la porta d'ingresso.
Riconobbi tutte le mie compagne di squadra della ULA oltre a familiari e altri amici. C'erano alcuni ragazzi della LA Stars, e feci un cenno di saluto con la testa a Josh quando lo vidi. Eravamo in rapporti accettabili, ormai, e io ero pi che lieta di poter dimenticare le sceneggiate di qualche mese prima.
Quando scorsi i genitori miei e di Liam che chiacchieravano al centro della sala, mi premetti una mano sul petto e il mio sorriso si allarg ancora di pi. Significava molto per me averli tutti l, specie sapendo quanto era lungo il volo da Londra a Los Angeles.
Ciononostante, il mio invitato preferito era proprio tra i nostri genitori, e quando lo vidi non riuscii a impedirmi di traboccare di felicit. Liam era bellissimo come sempre, in un completo nero su misura. Aveva i capelli pettinati all'indietro in un modo che sottolineava i tratti angolosi e il viso rasato di fresco.
Capii che aveva sentito il mio sguardo posarsi su di lui perch mi guard proprio mentre mi mordevo il labbro inferiore. I suoi occhi grigi mi inchiodarono dov'ero, lasciandomi senza difese mentre veniva verso di me. Il suo sorriso si allargava a ogni passo e, quando mi arriv vicino, Becca ed Emily svanirono come se avessero ricevuto un segnale.
Ricordami di non permetterti mai di vestire in rosso a meno che non sia nella nostra camera da letto disse con un sorrisetto mentre esaminava il mio aspetto con aria sicura.
Ti piace il vestito?
Adoro la donna che c' dentro il vestito rispose, prendendomi la mano. Vieni, devo parlarti un attimo da soli.
Ma non ho ancora salutato i miei obiettai svogliatamente. Ci sarebbe stato tutto il tempo per parlare con loro. Adesso volevo solo strappargli di dosso quel completo.
Capiranno, vieni disse, trascinandomi attraverso il locale e poi lungo un corridoio laterale. In fondo c'era un'unica porta nera, sorvegliata da un robusto buttafuori. Liam gli fece un cenno con la testa e l'uomo sblocc la porta, tenendola aperta perch potessimo oltrepassarla.
Corrugai le sopracciglia, confusa. Aspetta, dove stiamo andando? chiesi.
Liam si gir a guardarmi con un sogghigno malizioso, ma invece di rispondere, mi condusse su per una scala male illuminata. Credevo che ci saremmo fermati al secondo piano, magari in una saletta riservata o qualcosa del genere, ma lui arriv in cima alle scale e spinse una porta pesante su cui era fissato con il nastro adesivo un cartello che diceva al tetto.
La luce filtr nel corridoio semibuio, e in quel momento mi resi conto che c'era in ballo qualcosa di pi importante di una semplice chiacchierata. Deglutii per sciogliere il nodo che mi serrava la gola mentre lui spalancava la porta. Il respiro mi si ferm nei polmoni quando vidi lo spettacolo che avevo davanti.
Su quel tetto, Liam aveva creato una minuscola fetta di paradiso. Una miriade di luci scintillanti danzava sopra la mia testa. Ovunque guardassi, era un'esplosione di fiori di ogni possibile colore e variet. Il loro profumo fresco mi avvolse mentre Liam mi prendeva per mano e mi trascinava fuori.
Chiusi gli occhi per un istante, lasciando che mi guidasse e cercando di placare i battiti del mio cuore. Quando li riaprii, abbassai lo sguardo e vidi un sentiero di candele che portava verso il centro del tetto... il centro di quel piccolo eden.
Fu l che ci fermammo, l che gli occhi grigi di Liam si fissarono nei miei. Lo vidi mettere un ginocchio a terra e portai di scatto le mani al viso, tentando al tempo stesso di trattenere le lacrime che ormai minacciavano di scendere.
Non mi sembrava vero. Niente di tutto quello poteva essere vero perch, se cos fosse stato, allora avrei avuto ogni singola cosa che avessi mai sognato.
Kinsley Bryant... inizi Liam mentre le lacrime mi rigavano le guance. Non avrei mai immaginato di trovare, a ventisei anni, qualcuno con cui volessi trascorrere il resto della mia vita. Tre mesi prima di incontrarti, cercavo solo un'altra emozione, un'altra festa, un'altra ragazza. Poi sono entrato nella mia cucina e ho trovato te, la creatura pi splendidamente sicura di s che avessi mai visto, inerpicata sul bancone, e ho capito che saresti stata un incendio. Mi hai messo alla prova fin dal primo momento e io ho cercato di resisterti, ma gi allora sapevo che non me ne sarei andato senza averti al mio fianco.
Si interruppe e lo vidi deglutire lentamente per soffocare le sue emozioni. Liam Wilder, il calciatore freddo come la pietra, non era altro che il sentimentalone pi dolce che avessi mai conosciuto.
In quest'ultimo anno, ti ho vista lottare per realizzare i tuoi sogni, e mi  piaciuto tantissimo essere al tuo fianco in ogni passo di quel percorso...
La sua mano un po' tremante si abbass per estrarre una scatoletta nera dalla tasca del vestito.
Liam...
I suoi occhi cercarono i miei, e mi sentii annegare nella vulnerabilit assoluta di quell'istante.
Sposami disse, aprendo la scatola con delicatezza.
Dalla mia gola proruppe un sommesso singhiozzo di felicit.
Sono troppo giovane protestai debolmente.
Lui mi fece un sorrisetto e scosse la testa con tutta la calma del mondo.
Sposami ripet con una sicurezza tale da stregarmi il cuore.
Liam... esordii, la mente che correva per tenere il passo con tutto quello che succedeva.
Mi zitt scuotendo un'altra volta la testa. Ti ho mentito la prima sera in cui ho incontrato tua madre.
Aggrottai la fronte nel tentativo di ricordare la conversazione di cui parlava.
Cosa? In che modo?
Quella sera ho detto che scherzavo sul fatto che ti avrei chiesto di sposarmi entro trecento giorni. Invece sapevo gi che ti avrei sposata. Avrei potuto chiedertelo allora, ma ho voluto darti tempo. Ho aspettato trecento giorni, ma non aspetter neanche un'ora di pi.
S risposi, ma in un tono cos sommesso che la parola non super le dita con cui mi coprivo la bocca.
Ce la prenderemo comoda quanto vuoi. Possiamo restare fidanzati finch non compirai novantanove anni e non riuscirai neanche a percorrere la navata. Ti porter in braccio o spinger la tua sedia a rotelle. Dimmi solo che mi sposerai.
Un altro singhiozzo di felicit si apr un varco nella barriera delle mie dita, e caddi in ginocchio davanti a lui.
Liam, ho detto s. S. S! ripetei tra le risate, gettandogli le braccia al collo. Lui rise, con le labbra contro la mia gola, e mi attir a s.
Non avevo dato nemmeno un'occhiata all'anello. Questo faceva di me una pazza? Avrei accettato uno spago annodato se avesse significato sposare quell'uomo.
Dettaglio di cui l'uomo in questione non sarebbe mai venuto a conoscenza.
Voglio vedertelo al dito. Ci ho messo un'eternit per trovarne uno che sapevo ti sarebbe piaciuto disse, sciogliendosi dall'abbraccio per infilarmi l'anello. Faticai a tener ferma la mano mentre me lo faceva scivolare sopra la nocca.
Era semplice, un diamante quadrato con gli angoli arrotondati, montato su una fascetta sottile. La perfetta combinazione tra semplicit ed eleganza.
Sei stato in gamba, Wilder lo presi in giro strizzandogli l'occhio, finalmente in grado di parlare senza che le lacrime me lo impedissero.
Grazie, signora Kinsley Wilder replic lui con un sogghigno malizioso, provando il mio futuro nome per la prima volta.
Socchiusi gli occhi con aria scherzosa. Mmm... e cosa ne dici di Liam Bryant, invece?
Ehi rise, prendendomi di nuovo tra le braccia.
No. No, un attimo. Signor Kinsley Bryant. S, mi piace come suona.
Te lo sogni.
E dai, siamo nel ventunesimo secolo scherzai.
M-mmm disse, strofinando il naso contro il mio collo. Il profumo della colonia e del bagnoschiuma pervase la parte razionale del mio cervello. Prendiamo tutti e due i nomi.
Sorrisi. Non ti ascolto pi. Sono troppo occupata a meditare sul fatto che vuoi davvero sposarmi.
Puoi crederci.
Dillo un'altra volta, cos sembrer vero.
Kinsley Grace Bryant, mia bellissima pazza scatenata, sposami e metteremo al mondo centinaia di piccoli prodigi del calcio.
Risi. Affare fatto.
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EPILOGO DELL'EPILOGO (PERCH IO POSSO).
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Liam e io avremmo poi vinto l'argento e il bronzo alle Olimpiadi. E anche il premio Coppia pi carina. Il titolo ce lo attribuimmo da soli. Quando tornai in patria, ricevetti alcune offerte da svariate squadre professionistiche del Paese, compresa una societ di Los Angeles.
Becca perse la verginit con Penn al villaggio olimpico. S, quelle dicerie sul villaggio sono vere.
Liam e io dovemmo rifiutare l'invito a un'orgia che ci fece un gruppo di ginnasti russi. Da parte mia, fu una decisione prevalentemente geopolitica.
Emily e il suo ragazzo riportarono un'imbarazzante disfatta in campo sesso-via-Skype. Diciamo solo che forse dovresti tenerti la maglietta addosso finch non sei sicura di essere in videoconferenza con il tuo ragazzo e non con i suoi genitori. Quando te la fai con il figlio di un predicatore...
Josh mise incinta la sua bionda e i loro bambini si rivelarono dei piccoli stronzi. Giustizia era fatta.
Tara fin con il posare per Playboy e poi si aggiudic un reality tutto suo. Lo seguo religiosamente.
...
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...
FINE.